Antartide… Turismo in costante crescita!

Circondata dall’Oceano Antartico, che favorisce lo sviluppo di una fauna selvatica unica, troviamo “il deserto più grande del mondo” : l’Antartide; 15 milioni di migliaia di chilometri, praticamente quasi due volte l’estensione dell’Europa, di freddo, desolazione e vento. Ma ora anche di turismo.

Dopo il secondo dopoguerra lo scopo primo della comunità scientifica era quello di preservare un ambiente tanto delicato quanto ricco di risorse dal possibile scenario di contaminazione e turismo selvaggio che, purtroppo, sempre più spesso sfregia oasi incontaminate (vedi le isole Baleari).

Il Trattato Antartico

Così, il primo dicembre del 1969 viene stipulato a Washington il Trattato Antartico con lo scopo di preservare il continente bianco e trasformarlo in terra di scienze e pace.

Tuttavia, per quanto nobile possa essere l’intento dei 54 paesi firmatari, ciò non basta a fermare un turismo in costante crescita. Tra novembre e marzo  dovrebbe esserci un incremento del 40% di visitatori rispetto allo scorso anno, il che si tradurrebbe in 78500 persone secondo IAATO (Associazione internazionale dei tour operator) che sostiene di incentivare un turismo responsabile.

A bordo delle navi che solcano l’acqua tra i ghiacciai i passeggeri vengono definiti “esploratori” e non “croceristi” . Esploratori che hanno pagato un minimo di 7mila euro per una cabina standard di 18 giorni, fino ad un massimo di 25mila euro per una suite con balcone.

“Perché ami ciò che conosci e capisci”, ha dichiarato a phys.org Daniel Skjeldam, amministratore delegato di Hurtigruten, compagnia turistica norvegese, che sostiene che, senza una vera conoscenza, non può esserci una reale sensibilizzazione per un ambiente tanto vulnerabile.

Perché è proprio la vulnerabilità dell’Antartide che attira sempre più visitatori.

Paradossalmente il viaggio turistico in sé supera le 5 tonnellate di emissioni di CO2 per passeggero (compreso il volo aereo). Anche tutte le emissioni derivanti dalle navi da crociera sono preoccupanti, queste, infatti, rilasciano particelle che si andranno a depositare sulla neve e sulla superficie del ghiaccio che, diventando più scuro, assorbe maggiormente il calore dal sole.

“Ci sono alcune aree che cominciano a risentire degli effetti negativi di questo turismo di massa (…) Bisogna distinguere tra auspici e prospettive. Per quel che riguarda gli auspici spero che saremo abbastanza saggi da riuscire a regolamentare i flussi turistici. È l’unico modo per preservare quegli ambienti. Se le cose non fossero regolamentate o trovassero forti opposizioni c’è il rischio di devastare in tempi più o meno brevi aree incontaminate. E che vanno riconosciute come una ricchezza per tutta l’umanità” sostiene Roberto Azzolini, coordinatore delle attività polari del Cnr e componente della commissione scientifica nazionale per l’Antartide.

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