Turismo enogastronomico, protagonista dei viaggi in Italia

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I numeri da record del turismo enogastronomico. Raddoppiate le presenze in un solo anno

L’Italia, si sa, è un Paese ricco di storia, cultura, tradizione e…ottimo cibo. La nostra cucina è rinomata e imitata in tutto il mondo, ma poi è qui che sempre più turisti vengono a cercarla, per assaggiare e vedere da vicino tutte le nostre autentiche specialità locali. E in questo modo contribuiscono a portare avanti una forma di turismo che, a quanto pare, giova molto al Belpaese, il turismo enogastronomico.

Nel 2017 questo settore ha fatto registrare numeri da record, con oltre 110 milioni di presenze, il doppio rispetto all’anno precedente e con un impatto economico di oltre 12 miliardi di euro, pari al 15,1% del totale del turismo italiano. I dati emergono dall’indagine di Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) – Unioncamere, e sono stati presentati in occasione del primo “Open Day nazionale dell’agricoltura italiana” organizzato da Coldiretti a Bari.

I flussi di turismo enogastronomico sono per il 57% di provenienza internazionale, mentre il 43% è di origine italiana. È incoraggiante, poi, il fatto che la richiesta di itinerari di viaggio legati al food & wine sia in crescita, con sempre maggior interesse rivolto all’aspetto culturale e a quello delle tradizioni che ogni prodotto locale ha dietro di sé. Roberto Di Vincenzo, presidente Isnart, evidenzia proprio l’importanza di questo aspetto: «L’Italia ha un patrimonio unico al mondo che grazie al 2018, proclamato l’anno nazionale del cibo italiano dal Mipaaf e Mibact, potremo valorizzare ancora di più. Va promosso anche all’estero il legame profondo tra cibo, paesaggio e cultura, come elementi distintivi dell’identità italiana».

Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, si concentra invece su temi altrettanto importanti legati allo sviluppo di questo settore, quali la sostenibilità, l’innovazione e il sostegno alle imprese e alle comunità locali: «La connessione tra le filiere dell’agricoltura e del turismo è una delle basi per uno sviluppo sostenibile del territorio. […] È opportuno aprire ad un profondo rinnovamento dei modelli turistici, anche in direzione della sostenibilità, dell’adattamento alle nuove tendenze della domanda e della qualità dell’accoglienza, per portare nuova ricchezza alle imprese e alle comunità locali».

I turisti sembrano comunque già molto soddisfatti del settore agroalimentare in Italia e delle iniziative ed eventi ad esso collegate: il voto medio che danno alla loro vacanza, infatti, è 8, valutando positivamente l’alta qualità dei prodotti enogastronomici locali, ma anche la ristorazione e, non meno importante, i costi contenuti.

 

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