Parma: è lei Capitale italiana della cultura per il 2020

Da 19 febbraio 2018TURISMO & VIAGGI
Parma

Dopo Palermo per il 2018, è stato assegnato a Parma l’ambito riconoscimento di Capitale italiana della Cultura per l’anno 2020.

Delle 46 città in gara, sono giunte in finale Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

La vincitrice è stata annunciata dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che, prima della proclamazione, ha dato valore a questa bella iniziativa della Capitale italiana della Cultura, affermando che «è una cosa cresciuta nel tempo, nata dall’esperienza di Matera capitale europea. Dopo aver notato cosa aveva prodotto, abbiamo capito che era necessario renderla fissa ogni anno. Una scelta giusta: abbiamo visto quanto ha portato in questi anni alle città vincitrici in termini di visibilità e soprattutto in capacità di progettazione. È un percorso di crescita».

Il piano con il quale Parma si è presentata in gara prevede vari progetti, tra cui l’apertura al pubblico dell’Ospedale Vecchio in Oltretorrente, la valorizzazione del Centro studi ed archivio della comunicazione dell’Università di Parma, o anche la nascita di “La città delle muse” che porterà musica e arte nelle periferie con il contributo del Conservatorio “Arrigo Boito”.

La scelta è ricaduta all’unanimità su Parma, come spiega il presidente di giuria Stefano Baia Curioni, in quanto «esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale» e per la sua capacità di «attivare e coordinare un sistema complesso di soggetti allargato a base territoriale estesa. Il progetto, infatti, enfatizza un forte, attivo, coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare».

Il sindaco Federico Pizzarotti si è detto «più emozionato oggi delle elezioni. Ci dà una grande possibilità». E pone l’attenzione su un punto a suo avviso molto importante: «il lavorare su un dossier ha fatto mettere le persone intorno a un tavolo per creare un’idea di città». Pizzarotti ha voluto anche ricordare le altre città emiliane in finale, Piacenza e Reggio Emilia, con le quali, nei giorni scorsi, era stato firmato un patto di mutua collaborazione nel caso di vittoria di una delle tre.

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