La Germania apre un nuovo capitolo sulla Parity Rate

Da 27 dicembre 2015HOTELS & RESORTS
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Tempi difficili anche in Germania per la Parity Rate che con un provvedimento del Bundeskartellamt, ovvero l’Antitrust tedesca, di fatto sancisce nei confronti di Booking.com l’abolizione delle clausole vincolanti imposte dalle OTA nei confronti degli albergatori.

Con questo provvedimento, dunque, gli hotel tedeschi sono ora finalmente liberi di pubblicare sui propri siti web prezzi inferiori a quelli presenti sul portale di Booking.com. Una circostanza, questa, che dovrebbe verosimilmente tradursi in maggiori benefici sia per i consumatori che per gli alberghi stessi.

In una nota diffusa da Federalberghi, l’associazione degli albergatori italiani dichiara che con “questa decisione la Germania ribadisce la propria sintonia con l’Italia e la Francia e consolida il gruppo dei Paesi europei che hanno deciso di vietare le pratiche anticoncorrenziali imposte dai portali di prenotazione alberghiera”.

Il provvedimento adottato dal Bundeskartellamt assume un significato di maggiore rilevanza alla luce delle quote di mercato alberghiero che Italia, Francia e Germania possiedono. Nello specifico, infatti, come indicato dai dati Eurostat, i tre Paesi europei in questione detengono qualcosa come 127.176 hotel, ben oltre il 60% del totale presente in tutta l’area EU, con un volume di ben 720 milioni di pernottamenti.

Entusiasta della decisione intrapresa dall’Antitrust tedesca è Bernabò Bocca, Presidente in carica di Federalberghi, che nel commentare il provvedimento adottato in Germania auspica che anche il nostro Parlamento concluda in tempistiche piuttosto brevi il percorso del disegno di legge sulla concorrenza il quale sancisce un analogo principio, peraltro introdotto a larghissima maggioranza soltanto poche settimane fa dalla Camera dei Deputati con 434 voti a favore ed appena 4 contrari. Tutto ciò, è bene sottolinearlo, sulla falsariga di quanto già deciso dal Parlamento francese la scorsa estate.

Il Presidente di Federalberghi sottolinea che, sebbene il ddl concorrenza sia tuttora in fase di approvazione, già oggi nel nostro Paese è possibile mettersi in contatto diretto con l’hotel o con una mail o con una semplice telefonata. Azioni, queste, che consentono al viaggiatore sia di verificare la disponibilità in un determinato periodo che eventuali soluzioni personalizzate, “difficili da trovare nei supermercati online”.

Non resta dunque che attendere la posizione ufficiale di Booking.com ed attendere che anche l’Italia adotti un provvedimento analogo. Siamo convinti che questo stravolgimento distributivo non potrà che fare bene al mercato introducendo maggiore concorrenza e libertà d’azione da parte degli albergatori.

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