I parchi divertimento come cura per lo stress da Covid

parchi divertimento

Lo abbiamo visto durante la Grande Depressione americana degli anni ’30, quando i supereroi, capitanti da Superman, hanno combattuto (per davvero) il disturbo post traumatico da stress di tantissimi americani, restituendo loro la capacità di sognare ed evadere da quel terribile periodo. Ora, probabilmente, sarebbe utile fare lo stesso con lo stress da Covid, e quale miglior posto per divertirsi dei parchi divertimento?

Uno studio decisamente particolare

“Parchi divertimento – Una misura non convenzionale ma efficace contro lo stress da Covid19” è questo il nome della ricerca portata avanti da una divisione della Zamperla S.p.a. , nata nel 2012 da tecnici, medici, psichiatri e specialisti di diverso settore.

Tutti siamo stati travolti dagli avvenimenti e siamo stati proiettati in un mondo silenzioso e vuoto, a causa del lockdown, che ci allontanava dal lavoro, dagli affetti, dai momenti di divertimento e lasciava grandi perplessità circa il futuro”, spiega la dottoressa Cerino, componente del pool di ricerca. “L’isolamento sociale cui il Covid-19 ci ha costretto ha avuto molte ripercussioni sul benessere generale. A parte le situazioni più gravi, tali da sfociare in veri e propri disturbi psichiatrici, come denunciavano i dati della Società Italiana di Psichiatria, sono emerse anche una serie di difficoltà nella vita quotidiana delle persone, come situazioni di disagio, sensazioni di inadeguatezza e vuoto, ansia e preoccupazioni di vario genere. Molto interessante risulta lo studio sull’impatto della quarantena e del distanziamento sociale sulla vita quotidiana, frutto della collaborazione di un folto gruppo di studiosi provenienti da diverse Università italiane, che ha evidenziato come, a seconda delle modalità con cui si era venuti in contatto con il virus, si potevano sviluppare sintomi di tipo psichiatrico. Non ultima la ricerca dell’Ordine degli psicologi che rileva stress elevato nel 34% della popolazione italiana, stress collegato a emergenza Coronavirus (57%), condizione economica (44%), situazione lavorativa (37%). Appare quindi chiaro come saranno necessarie molte energie “positive” per affrontare la fase post lockdown”.

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Il divertimento come bisogno 

Johan Huizinga, nel celebre saggio “Homo Ludens” (Uomo che gioca), sostiene quanto nei vari costrutti culturali il gioco, e più in generale il piacere ad esso connesso, sia fondamentale. Lo storico olandese ha analizzato il divertimento da un punto di vista sociologico ed è emersa, in modo sempre più chiaro, la sua correlazione con il benessere pisco-fisico.

Dunque, in un periodo come questo, si sente la necessità di contrastare tutto il “negativo” accumulato con emozioni “positive”, magari provocate da un giro di giostra. Se ciò che cerchiamo è una scarica di adrenalina o più semplicemente una dose di allegria, quale migliore luogo se non un parco divertimento? 

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