A Paestum c’è un nuovo modo di andare in gita scolastica

Paestum

Provato per la prima volta da una 5ª elementare qualche giorno fa, ed ampiamente apprezzato, il nuovo progetto tra il parco archeologico di Paestum e la cooperativa Cilento4A11 offre un nuovo modo di andare in gita e scoprire l’immensa ricchezza che il nostro patrimonio ci offre.

Una gita ibrida, ideata per le gite del periodo Covid

Le guide turistiche, operatori formati per l’evento, si troveranno sul luogo ed interagiranno con studenti ed insegnanti attraverso chat, sondaggi e lavagna virtuale.

Come infatti racconta il responsablie del progetto Giovanni Minucci: “Oggi il museo ha riaperto le porte agli studenti, anche se a distanza, grazie alla piattaforma digitale sviluppata dalla cooperativa Il Tulipano/Cilento4all. L’attività nasce da un uso intelligente e creativo delle nuove tecnologie che al momento, con le forti limitazioni alla fruizione museale in atto, rappresentano le uniche possibilità di inclusione e coinvolgimento del pubblico. La cultura non può fermarsi e infatti, a Paestum, l’apprendimento si sposta sulla rete con la didattica ibrida, cioè in parte a distanza (studenti) e in parte in presenza (operatori culturali), avendo cura di stimolare le relazioni umane e intellettive”.

“La scuola Nel museo e Dal museo” 

È questo il nome del progetto che ha come tema centrale la “Relazione che supera i Pixel”, a dimostrazione che il digitale è uno strumento che, se usato sapientemente, può abbattere la distanza imposta dal difficile periodo e rendere l’esperienza virtuale quanto più simile a quella in presenza.

Parteciperà al progetto anche il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università “Federico II” di Napoli, che porterà avanti un’attenta analisi sull’efficacia della didattica ibrida, in particolare per gli alunni con disabilità cognitiva.

Sono felice di dare il via alla didattica a distanza da Paestum” sostiene il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel “Mentre affrontiamo una crisi sanitaria globale, credo sia necessario potenziare la funzione educativa dei luoghi della cultura per promuovere conoscenze, abilità e comportamenti consapevoli per lo sviluppo di una cittadinanza attiva e democratica. Così, il Parco ha raccolto il disagio di famiglie e istituzioni scolastiche e ha strutturato un progetto capace di colmare almeno in piccola parte quel vuoto lasciato dal blocco del turismo scolastico. Inoltre, devo dire che personalmente mi manca il contatto con le scuole, che ho sempre considerato un aspetto centrale della nostra mission, e dunque sarò personalmente in prima linea con qualche lezione a distanza”.

È sicuramente una splendida iniziativa e l’auspicio è quello che sempre più realtà come il parco archeologico di Paestum, possano avvicinarsi a questa nuova modalità di didattica ibrida.

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