Uninform Group, l'unica Business School nazionale impegnata da oltre 10 anni nel campo dell’Alta Formazione
"La sfida è saper governare la competitività e l'investimento nella conoscenza ne determina sempre il successo"
(Presidente Uninform Group)

Wedding Tourism



Wedding Tourism

Il Wedding Tourism come fenomeno continuamente in crescita

L’estate è ormai finita e ha lasciato il passo all’equinozio di autunno. La bizzarra stagione 2014,non meriterà un posto d’onore negli annali dei player turistici. Ma volendo individuare un aspetto positivo, la redazione del Blog Turismo Uninform, ritiene di poterlo identificare nella definitiva affermazione, nel variegato settore dell’industria turistica nazionale, di un trend che vede l’Italia come location preferita dai VIP, e non, stranieri, per il fatidico sì.

Il neologismo che identifica questo trend è wedding tourism. Sono in costante crescita le coppie che aspirano a convogliare a giuste nozze nel Belpaese, suggestionati dalle bellezze locali e dalla moda lanciata da attori cantanti e nobili dei più prestigiosi Casati del pianeta. Quest’anno la palma d’oro di meta più gettonata tra le località italiane per giurarsi amore eterno  va con assoluto merito alla splendida Puglia che registra una impennata generale del suo comparto turistico. Jessica Biel e Justin Timberlake si sono detti sì in Salento, i Windsor sono atterrati a Monopoli e Fasano è stata teatro nelle nozze bolliwoodiane dei rampolli indiani del magnate del ferro Pramode e del tessile, Meta, che hanno offerto ai loro 800 invitati, una principesca cerimonia da 10 milioni di dollari.

Per la verità il fenomeno del wedding tourism, prende le mosse già dal 2008, anno in cui si registrò il record di matrimoni tra coniugi stranieri in Italia, 12.370 celebrazioni. Da allora, passando attraverso una significativa contrazione nella stagione 2009/2010, (il 32% di flessione rispetto al dato precedente) dovuta certamente all’introduzione del precetto normativo che obbligava i promessi sposi stranieri, ad esibire oltre al normale nulla osta, anche una certificazione attestante la regolarità del loro soggiorno nei confini nazionali, poi superato da una pronuncia del 2011 della Corte Costituzionale, il turismo matrimoniale in Italia, ha goduto di ottima salute ed è riuscito a ritagliarsi nell’ambito del business turistico, una significativa nicchia. I dati elaborati dalla società di consulenza turistica Jfc lo confermano.

Nel 2012 sono stati oltre seimila i sì pronunciati da cittadini stranieri nel nostro paese che hanno generato un flusso di oltre 1.221.168  presenze. La spesa media affrontata dagli stranieri per organizzare il proprio matrimonio in Italia si aggira intorno ai 51.000 euro. Hotel ed alberghi ne assorbono il 40% circa, mentre il resto viene speso per il servizio di ristorazione, per l’acquisto di abiti, per l’immancabile servizio fotografico, il noleggio delle auto e per l’orchestrina e il necessario interprete per la cerimonia che, spesso termina con un viaggio di nozze in una amena località  turistica italiana.

Il fatturato totale del wedding tourism in Italia, nel 2012, è stato pari a 315 milioni di euro.

Le cerimonie celebrate per unire in matrimonio, spesso per la seconda o terza volta, giovani e meno giovani provenienti dai quattro angoli del mondo, non sono costate meno di 87 milioni di euro e circa 22 milioni sono stati spesi dai novelli sposi per trascorrere la luna di miele in Italia e 204 milioni sono stati spesi dagli ospiti per giungere nel Belpaese. In genere, poi, gli sposi, mediamente facoltosi, che scelgono l’Italia come location del loro giorno più bello, preferiscono rivolgersi per l’organizzazione dell’evento a professionisti del settore, favorendo l’occupazione e lo sviluppo di nuove professionalità. Sono oltre mille in Italia ormai i wedding planner  professionisti ed aumentano i tour operator specializzati.

E anche i Comuni, sia pur in ritardo, cominciano a fiutare l’affare. Molte amministrazioni hanno infatti introdotto una vera e propria wedding tax, dovuta da tutti coloro che scelgono località esclusive per celebrare il proprio matrimonio. Gli innamorati che vorranno dirsi sì nel Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dovranno preventivare un costo di 5.000 euro, mentre potranno spenderne solo 800 se vorranno giurarsi amore eterno nella casa di Giulietta a Verona.

Insomma il buon vecchio matrimonio, istituzione un po’ in calo da noi, se celebrato tra stranieri in qualche romantica location italiana, diventa un formidabile stimolo per l’industria turistica nazionale.

Albergatori, ristoratori, gestori di resort, ma anche fiorai, sarti, interpreti e musicisti possono trarre notevole profitto dal fenomeno del wedding tourism in fortissima ascesa nonostante le crisi generale del settore turistico tradizionale. Noi della redazione del Blog Turismo Uninform siamo rimasti decisamente colpiti dai dati riportati e voi ? Cosa ne pensate? Lasciate  un vostro commento o raccontateci la vostra esperienza di wedding planner o di operatore del settore turistico. Saremo lieti di registrare i vostri graditi contributi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.



Utilizziamo i cookie, anche di terze parti e di profilazione, per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito ed inviarti messaggi promozionali personalizzati. Navigando accetterai l'uso di tali cookies - Leggi l'informativa