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Viaggi e Vacanze: il Turismo secondo l’ISTAT



Viaggi e Vacanze: il Turismo secondo l’ISTAT

L’ISTAT fotografa l’andamento del comparto turistico nazionale

Quest’oggi sul blog Turismo Uninform condivideremo con gli appassionati e numerosi lettori gli interessantissimi risultati emersi dalla recente indagine condotta dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) relativamente alla domanda turistica nazionale del 2010 dal titolo “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero“.

Ebbene, prima di passare dettagliatamente in rassegna le rilevazioni dell’ISTAT, va sottolineato che da un punto di vista squisitamente metodologico l’indagine utilizza un campione di 14.000 famiglie – per un totale di 36.000 individui – e focalizza la propria attenzione sui volumi di viaggi la cui composizione interna preveda almeno un pernottamento.

Al di là della fin troppo semplicistica quantificazione dei viaggi effettuati, il vero obiettivo della rilevazione risiede da un lato nell’identificazione delle reali modalità di viaggio (durata, destinazione, mezzo di trasporto edalloggio) e, dall’altro, nella classificazione delle caratteristiche socio-demografiche dei viaggiatori. Soltanto in questo modo, infatti, il quadro della domanda turistica nazionale può essere davvero completo ed esaustivo.

Ma veniamo ai risultati. Il totale dei viaggi con almeno un pernottamento effettuati dalla popolazione residente nell’arco del 2010 ammonta a 99 milioni e 997 mila, per un totale di 626 milioni 947 mila notti. Sebbene i numeri appena esposti possano sembrare a prima vista particolarmente impressionanti, è bene sottolineare che rispetto al 2009 si registra una forte diminuzione sia dei viaggi (questi ultimi ammontavano a 114 milioni e 100 mila lo scorso anno) che dei pernottamenti (680 milioni e 215 mila) con percentuali del -12,4% e -7,8%, rispettivamente.

Sono i viaggi per motivi di vacanza – l’87,4% del totale – a risentire maggiormente della flessione facendo registrare un -11,4%, dovuta essenzialmente alla constante diminuzione delle vacanze brevi (-18,7%) già segnalata nel 2009. Questo effetto si manifesta poi con maggiore intensità nel 2010 tanto che si segnala un decremento del numero di pernottamenti per vacanza breve pari al -18%. Situazione sostanzialmente stabile, invece, per quanto riguarda sia i soggiorni di vacanza lunga (almeno 4 notti) che i pernottamenti per vacanza lunga.

Anche i viaggi per motivi di lavoro – che rappresentano il 12,6& del totale – fanno registrare una decisa flessione attestandosi a -18,4%, seguiti dal calo del relativo numero di pernottamenti (-29%). Come se non bastasse, si riduce altresì il numero di persone andate in vacanza in media in un trimestre, che passa dal dalo 28% del 2009 al 27% dello scorso anno, flessione, questa, particolarmente accentuata tra la popolazione residente del Centro Italia.

Se volgiamo poi lo sguardo alle destinazioni, le cose non migliorano molto. Calano, infatti, del 13,4% gli spostamenti verso le mete italiane – che rappresentano l’81,7% del totale dei viaggi – con una flessione particolarmente marcata per le regioni del Centro (-18,7%), verso cui diminuiscono sia i viaggi di lavoro (-30,7%) che quelli per vacanza (-16,2%).

Ulteriore flessione anche per quanto riguarda le vacanze per far visita a parenti o amici, per le quali si registra un -17,2%, così come per per i viaggi di vacanza trascorse in alloggi a titolo gratuito (-18%). I mesi estivi concentrano la quota di viaggi più elevata nel 42% dei casi e l’auto si conferma ancora una volta come mezzo di trasporto più utilizzato (64%).

Una nota a parte meritano le modalità di organizzazione del viaggio, per le quali nel 2010 si assiste ad un vero e proprio cambiamento, un trend tra l’altro già registrato ripetutamente negli anni precedenti. Confermando, quindi, una tendenza oramai stabile, aumenta la quota di italiani che sceglie il web come canale di prenotazione delle proprie vacanze: in soli 12 mesi, infatti, la percentuale sale di 5 punti percentuali toccando il 28,5% delle prenotazioni totali. Pressochè stabili, invece, i volumi di prenotazione presso le Agenzie di Viaggio ed i Tour Operator.

Tuttavia, la verrà novità novità rilevata dall’indagine ISTAT è che, grazie ad Internet, per la prima volta i volumi di prenotazioni dirette hanno superato le cosiddette “improvvisate”, modalità di organizzazione del viaggio per la quale non è prevista una vera e propria prenotazione. Quest’ultime passano, infatti dal 45,8% del 2009 al 39,4% del 2010 contro il 47,7% delle prenotazioni dirette, utilizzate prevalentemente per i viaggi di lavoro (58,6%) e per le vacanze lunghe (51,3%).

Sebbene i dati ISTAT appena divulgati possano indurre ad una istintiva lettura pessimistica nei confronti del mercato turistico italiano, non bisogna tuttavia dimenticare che la recente crisi economica ha comunque interessato, seppur solo parzialmente, buona parte dell’esercizio fiscale 2010 degli operatori turistici. La nota senz’altro positiva dell’indagine risiede piuttosto nel carattere di forte eterogeneità e dinamismo della domanda turistica nazionale ed i mutamenti delle modalità di organizzazione prenotazione delle proprie vacanze e l’utilizzo dei nuovi canali di distribuzione ne sono la prova più evidente.

Cosa ne pensi dei risultati emersi dall’indagine “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero” condotta dall’ISTAT? Ritieni che la recente crisi economica sia l’unica ragione per cui i trend di consumo turistico siano calati così bruscamente? Sei un operatore turistico qualificato e desideri raccontarci la tua testimonianza diretta con l’utenza finale? Condividi la tua opinione con i lettori del blog Turismo Uninform e lascia un tuo commento. Ne discuteremo a fondo insieme.

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