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Venezia “a numero chiuso”? Quando il turismo diventa un pericolo



Venezia “a numero chiuso”? Quando il turismo diventa un pericolo

Da alcune settimane la nostra magica città di Venezia è sotto i riflettori. Questa volta, però, non per mettere in mostra le sue bellezze, invidiate e celebrate in tutto il mondo, ma per i problemi di sovraffollamento che la stanno spingendo verso una triste condizione di degrado.

Parlare di degrado in una città affascinante come Venezia è possibile? Ebbene sì, e sono proprio le persone che tanto la amano, i turisti, a contribuire a questa condizione negativa, giungendovi in flussi incontrollati, difficili da gestire.

A loro si aggiungono poi i proprietari di locali e negozi che, non limitati da una legislazione rigida, invadono la storicità e la bellezza artistica della città fonte dei loro guadagni.

Dopo vari dibattiti, è stato stabilito che si svolgerà lunedì il vertice che dovrebbe dare il via ad un concreto intervento, definendo quali soluzioni adottare per regolamentare queste situazioni.

Il Comune esaminerà 20 progetti e tra questi ne sceglierà alcuni da sintetizzare per elaborare una proposta complessiva. Tale proposta dovrà servire, prima di tutto, a regolamentare i flussi, il cui peso sulla città è ormai insostenibile, soprattutto in determinati periodi dell’anno, come quello attuale. Siamo nel pieno della settimana dedicata al Carnevale ed entro il weekend è atteso in città l’arrivo di 120 mila persone.

Anche i servizi essenziali, complice la grande massa di turisti, iniziano a pesare sugli stessi cittadini. Ad esempio, la tassa sui rifiuti, che ogni anno grava sulle tasche dei residenti per 30 milioni di Euro in più.

Ma quali sono, in concreto, le proposte che verranno discusse lunedì? Quasi tutte parlano di prenotazione obbligatoria e di tassazione differenziata per chi decide di recarsi a Venezia nei periodi «caldi». Si propone poi una regolazione degli accessi nell’area marciana e una diversificazione dei terminal di arrivo.

Sono previsti, inoltre, interventi sulla struttura della città, che sta perdendo la sua originaria e caratteristica natura, a causa di un’inaccettabile assenza di regole, che consente a negozi di souvenir, bar e ristoranti di invadere e modificare la tipica atmosfera magica della città lagunare.


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