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Unesco: i nuovi inserimenti del 2017, con l’Italia ancora al primo posto



Unesco: i nuovi inserimenti del 2017, con l’Italia ancora al primo posto

Si è da poco conclusa a Cracovia la 41^ riunione del Comitato del patrimonio mondiale che ha stabilito quali sono i nuovi siti da inserire nella lista del patrimonio mondiale dell’ Unesco.

Siamo ancora noi il Paese con il maggior numero di patrimoni Unesco. Ne abbiamo ben 53, ma ci segue a brevissima distanza la Cina, con 52. Spagna (46), Francia (43), e Germania (42) chiudono le prime posizioni della lista.

Tra i siti promossi in questa sessione del 2017 due sono italiani: le antiche faggete che vanno dal Parco Nazionale d’Abruzzo sino alla Foresta Umbra e le Opere di difesa veneziane (anche quelle di Croazia e Montenegro).

Insieme alle faggete italiane sono state promosse anche quelle dei Carpazi, di Slovacchia, Germania e Ucraina.

I britannici possono esultare per l’inserimento del famoso Lake District, situato tra Inghilterra e Irlanda e i turchi per Aphrodisias, con i suoi templi e la sua importanza storica.

Si aggiunge, poi, Asmara, la capitale dell’Eritrea, esempio di città modernista, che presenta un’evidente impronta dell’architettura italiana del Ventennio.

Significativo l’inserimento tra i siti Unesco di Kujataa, la terra degli Inuit in Groenlandia e di Taputapuātea, l’isola della Polinesia francese, entrambe minacciate dal cambiamento climatico.

La Polonia ha ottenuto la promozione delle miniere di zinco della Silesia.

In Germania il riconoscimento va alle grotte di Swabian Jura, che testimoniano l’arrivo dei primi insediamenti umani in Europa 43mila anni fa, ed è stato ampliato il patrimonio di Bauhaus. Estensioni anche per l’area di Strasburgo in Francia, dove al centro storico e a Grande-Île, si aggiunge la nuova area di Neustadt.

Annoverate tra i patrimoni Unesco, e non senza polemiche, anche l’isola sacra di Okinoshima, in Giappone, dove è proibito l’accesso alle donne, la cui presenza disturberebbe, secondo la leggenda, una divinità della religione shintoista e la Tomba dei patriarchi nella città vecchia di Hebron in Palestina, una città divisa letteralmente in due, dove reti metalliche separano i piani bassi delle case, abitati da arabi, da quelli più alti, abitati in prevalenza dagli ebrei ortodossi.

Brilla, poi, l’Africa, con la città di Mbanza Kongo, in Angola, la savana tra Benin, Burkina Faso e Niger, l’area tra Botswana e Namibia e il Paesaggio culturale dei ǂKhomani.

Completano la lista dei nuovi inserimenti la cattedrale dell’Assunzione di Sviyazhsk in Russia, il sito archeologico di Valongo in Brasile, Yazd, città dell’Iran tra le più antiche del mondo, i templi di Sambor Prei Kuk in Cambogia, gli straordinari paesaggi della Dauria in Mongolia e il Los Alerces National Park della Patagonia, Argentina.


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