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Turismo online: Twitter e la censura



Turismo online: Twitter e la censura

Un interessante articolo dedicato alla censura dei Social Media. Il “caso” Twitter.

Fin dai suoi esordi, ed animata dal consueto spirito formativo ed informativo che ne ha caratterizzato da sempre l’impegno in ambito turistico, la Redazione del blog Turismo Uninform si è proposta al grande pubblico non solo come mero canale di informazione turistica ed indispensabile strumento di formazione a supporto del celebre ed ambito master Turismo TQM (Tourism Quality Management), ma si è altresì impegnata ad interpretare il blog come un luogo privilegiato di aggregazione al cui interno possono spontaneamente confluire giovani e talentuosi professionisti da un lato e, dall’altro, le figure manageriali più note del Turismo nazionale.

Un vero e proprio pensatoio turistico, quindi, all’interno del quale da una parte viene promossa ed auspicata l’interazione di tutti i soggetti della filiera distributiva e, dall’altra, viene concretamente incoraggiato lo sviluppo dell’intero sistema turistico nazionale, non solo tramite l’analisi puntuale e la riflessione più costruttiva, ma anche attraverso l’elaborazione di modelli di sviluppo molto specifici che affondano le proprie radici nell’utilizzo dei canali distributivi e promozionali online, nei Social Media e nel Travel 2.0.

Alla luce di queste considerazioni preliminari, quest’oggi il blog Turismo Uninform desidera condividere con i sempre più numerosi ed affezionati lettori una delle più recenti notizie nell’ambito dei Social Media e che tante polemiche ha generato sul web negli ultimi giorni.

Nello specifico, ci si riferisce a Twitter (il Social Network divenuto celebre per l’offerta di servizi orientati completamente al micro-blogging) ed alla sua decisione di bloccare preventivamente la pubblicazione di alcuni commenti in virtù della legislazione di determinati Paesi.

Twitter, ritenuto da tutti il Social Network che da sempre è stato in grado di garantire un vero e proprio spazio di democrazia e di libertà di espressione, si trova quindi alle prese con  l’annoso problema della censura imposto, direttamente e non, dai governi locali che vedono in questo Social Media uno strumento capace di influenzare seriamente la sfera della politica.

Del resto, i lettori più attenti del blog Turismo Uninform ricorderanno certamente il ruolo di Twitter e dei suoi cinguettii durante le recenti vicende della primavera araba, a iniziare dalla rivolta di piazza Tahrir che riuscì a rovesciare il regime di Hosni Mubarak.

Nel frattempo, però, il popolo del web si è letteralmente infuriato per la decisione annunciata da Twitter e l’intera comunità degli utilizzatori del celebre sito web di micro-blogging ha cominciato a mobilitarsi orientandosi ad optare per un blackout di un intero giorno.

Dai blog e dai forum di tutto il mondo gli utenti accusano Twitter di volersi piegare alla censura soltanto per poter conquistare nuovi mercati e conseguire, così, l’ambito traguardo del miliardo di utilizzatori in soli 6 anni.

Secondo Jeff Jarvis, noto ed autorevole esperto di Social Media, la decisione di Twitter potrebbe rivelarsi l’inizio di una vera e propria censura operata nei confronti della libertà di espressione e della democrazia. Lo stesso Jarvis, poi, pur comprendendo l’evidente strategia di penetrazione elaborata da Twitter per presidiare un numero maggiore di mercati, richiama l’attenzione sulla precedente esperienza di Google in Cina e dei numerosi problemi riscontrati a fronte dei limiti censori imposti.

Contrariamente a ciò che accade nei confronti di Facebook e Google,Twitter viene considerato dagli utenti uno strumento di tutti e di nessuno, capace di offrire uno spazio di assoluta libertà di espressione ed in grado di sfuggire a qualsiasi logica economica e di business.

Purtroppo, però, il blog Turismo Uninform continua a registrare non solo una costante deriva censoria nei confronti dei Social Network, ma anche una progressiva sottomissione degli stesso Social Network alle regole della politica offline.

E se Twitter si era guadagnato un autorevole posto nei libri di storia per aver brillantemente coadiuvato le rivolte di piazza Tahrir per il suo ruolo di canale informativo libero ed indipendente, la società californiana di micro-blogging si ritrova ora nella scomoda posizione di doversi assoggettare alle regole di “comunicazione” imposte da alcuni Paesi per ragioni di mero business.

Cosa ne pensi della decisione annunciata recentemente da Twitter? Ritieni che il blocco di determinati contenuti possa avere pesanti ricadute nei tassi di utilizzo del sito web specializzato in micro-blogging? Che ricadute avranno queste decisioni  per il comparto turistico? Utilizzi Twitter per le tue strategie distribuiti e promozionali?

Che tu sia un operatore turistico di lungo corso o un appassionato di distribuzione online, Social Media e Travel 2.0, raccontaci la tua opinione e pubblica un tuo commento sul blog Turismo Uninform. Saremo lieti di ascoltare la tua testimonianza ed avviare una profonda riflessione sull’argomento.

Continua a seguire il blog Turismo Uninform


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