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"La sfida è saper governare la competitività e l'investimento nella conoscenza ne determina sempre il successo"
(Presidente Uninform Group)

Turismo online: il ruolo dei motori di ricerca



Sul blog Turismo Uninform abbiamo sottolineato più volte come, all’interno di un’efficace strategia promozionale e distributiva, i motori di ricerca rivestano un ruolo di primissimo piano per tutti gli operatori turistici, siano essi Tour Operator o OTA (Online Travel Agency),compagnie aeree o di crociera, catene alberghiere o hotel indipendenti,agenzie di viaggio tradizionali od operatori ferroviari.

 

Del resto, quello delle ricerche online è un mercato che continua a monopolizzare tuttora i maggiori volumi di web advertising, sebbene questa quota si stia progressivamente assottigliando a favore sia dei principali Social Media come Facebook, Twitter, Foursquare, Flickr,YouTube, Linkedin, ecc. che dei servizi Mobile.

 

In uno scenario di questo tipo, sempre più caratterizzato da un’elevata competitività e da una progressiva frammentazione, i motori di ricercahanno dovuto necessariamente dedicare minori risorse alla verticalizzazione del proprio core business per potersi concentrare maggiormente sull’implementazione di tutti quei servizi, Social e Mobile prima di tutti, richiesti a gran voce dall’utenza finale.

 

Del resto, è proprio in quest’ottica che vanno considerati servizi come ad esempio Google Places, Google HotPot, Google Maps e l’introduzione deirisultati Social nelle SERP (Search Engine Results Page).

 

A questo punto diventa, quindi, superfluo sottolineare come questo tipo di approccio abbia consentito ai motori di ricerca non solo di tamponare parzialmente l’emorragia di advertising, provocata soprattutto dai Social Media, ma di consolidare anche una posizione di maggiore centralitàpromozionale nei confronti degli operatori turistici e dell’utenza finale.

 

Detto questo, il blog turismo Uninform desidera segnalare quest’oggi ai propri lettori l’ultima novità introdotta recentemente sul mercato dellericerche online dal gigante di Mountain View grazie alla quale è possibile visualizzare i prezzi degli hotel ricercati dagli utenti direttamente suGoogle Maps.

 

In realtà il servizio è già attivo da alcuni mesi – sebbene disponibile ad un numero limitato di mercati – ma l’ultimo aggiornamento introdotto daGoogle ha generato numerose polemiche nel comparto della distribuzione online dovute al rischio di estromissione dei piccoli portali di aggregazione prezzi dal motore di ricerca più grande al mondo. Ma vediamo di cosa si tratta.

 

In Europa il servizio è disponibile in Inghilterra – senza ombra di dubbio il mercato europeo con il più elevato tasso di maturità e complessità – e consente agli utenti di visualizzare in Google Maps sia i risultati di singolihotel nell’area ricercata che un riquadro contenente una serie di link riferiti a portali di aggregazione prezzi.

 

La polemica nasce dal fatto che non tutti i portali che offrono servizi diaggregazione prezzi possono partecipare all’iniziativa poiché, stando alle dichiarazioni della società di Mountain View, Google sarebbe alla ricerca di partners in grado di assicurare sia grandi quantità di Inventory che la copertura di molteplici mercati in modo da garantire, così, all’utenza finale un servizio più efficace e completo.

 

Google ha anche dichiarato che il servizio sarà presto disponibile ad un più ampio parterre di inserzionisti, sottolineando, però, che ciò non avverrà nell’immediato. Queste ultime dichiarazioni hanno scatenato timori nei piccoli intermediari turistici che intravedono in questa strategia distributiva e promozionale un reale beneficio a vantaggio esclusivo dei grandi portali di aggregazione prezzi, soprattutto ora che i volumi di ricerche tramite Google Maps sta acquisendo un carattere di dominanza nel comparto degli hotel.

 

Ebbene, se da un lato quest’ultima vicenda mostra ancora una volta – qualora servisse un’ulteriore dimostrazione – quanto i motori di ricerca riescano a condizionare le strategie distributive e promozionali deglioperatori turistici, dall’altro suggerisce altresì una seria e profonda riflessione in merito al grado di dipendenza cui l’intero comparto delTurismo sembra oggi essere soggetto.

 

Cosa ne pensi della nuova funzionalità introdotta dal gigante di Mountain View relativamente al servizio Google Maps? In che modo essa riuscirà a condizionare realmente le strategie distributive e promozionali delle OTA(Online Travel Agency)?

 

Sei un operatore turistico ed usi quotidianamente Google per rendere visibili i tuoi prodotti e servizi? Raccontaci la tua testimonianzaprofessionale e lascia un tuo commento sul blog Turismo Uninform. Saremo lieti di ascoltare le tue opinioni, i tuoi suggerimenti ed i tuoiconsigli.

 

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