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Turismo online e Social Media: privacy a rischio?



Turismo online e Social Media: privacy a rischio?

Ancora una volta il blog Turismo Uninform torna ad occuparsi di Travel 2.0 e quest’oggi lo fa dedicando il proprio intervento ai Social Media, senza ombra di dubbio il fenomeno di massa di maggiore interesse per l’intero comparto turistico mondiale degli ultimi 2 anni.

Infatti, che i Social Network come Facebook, Twitter, LinkedinFoursquare, Google+ e tanti altri ancora fossero diventati non solo parte integrante delle strategie distributive e promozionali della gran parte degli operatori turistici mondiali, ma anche della vita di tutti i giorni di oramai un miliardo di persone, è cosa oramai nota.

Ciò che è meno noto, invece, è il tasso di penetrazione che oramai vantano i Social Network nei confronti di tutte le attività quotidiane degli utenti, da quelle professionali a quelle più squisitamente personali, in alcuni Paesi addirittura con ripercussioni piuttosto significative per quanto riguarda la privacy.

E’ il caso degli Stati Uniti, dove per poter giocare a baseball nella squadra di una nota università locale è necessario scegliere un allenatore o dirigente che, di fatto, diventa il responsabile diretto del monitoraggio dei contenuti pubblicati dagli atleti sui siti web e sulle piattaforme Social di Facebook,Twitter, Google+, Foursquare, Linkedin e così via.

In altre parole, privacy compromessa per l’online ed i Social Network per migliaia di studenti. Ma come emerge da un dettagliato servizio di un noto canale televisivo via cavo, negli Stati Uniti le cose non vanno certamente meglio nemmeno nell’ambito delle altre istituzioni scolastiche e delle amministrazioni pubbliche, dove si registrano ripetuti tentativi di accesso da parte di datori di lavoro e amministrazioni scolastiche ai profili Facebook di molti dipendenti e studenti.

Del resto, la ACLU, American Civil Liberties Union, sulla base degli inviti a mostrare i propri profili Social e le relative password, si è mossa per denunciare il mancato rispetto da parte di questi enti del Primo Emendamento della Costituzione statunitense.

In generale, comunque, sono numerosi i casi di controllo dei contenuti riversati online da parte degli studenti e pare che molte scuole abbiano già iniziato a ricorrere all’utilizzo di software specifici o a rivolgersi a società specializzate nel monitoraggio dei Social Media e nella reputazione online allo scopo di verificare puntualmente il comportamento degli iscritti. Ancora una volta la ACLU si è resa protagonista in Minnesota di una causa nei confronti di un istituto scolastico reo di aver punito una studentessa per aver pubblicato su Facebook, da casa, commenti negativi sulla scuola che frequenta.

Ma negli Stati Uniti la privacy sui Social Media, ma in generale nell’online, sembra compromessa, o addirittura negata, anche in ambito lavorativo nella pubblica amministrazione. Nello specifico, pare che un istituto penitenziario del Maryland, in occasione di una selezione finalizzata all’assunzione di alcuni sorveglianti, avrebbe preteso a tutti i candidati sia gli indirizzi email che le password per accedere ai rispettivi profili Facebook e controllare.

Grazie ad una legislazione molto più severa e rispettosa della privacy degli individui, fortunatamente in Europa siamo ancora lontani dagli scenari poc’anzi descritti per gli Stati Uniti, sebbene anche nel nostro continente si inizi a registrare un utilizzo dei Social Media non sempre molto ortodosso.

Comunque, al di là di mere considerazioni di diritto, ciò che il blog Turismo Uninform desidera evidenziare in questa sede riguarda non solo la consapevolezza con cui gli operatori turistici sono chiamati ad utilizzare questo tipo di canali distributivi e promozionali nei confronti del comparto turistico, ma anche il rispetto delle modalità di comunicazione nei confronti dell’utenza finale e dei loro dati.

Soltanto un approccio scrupoloso, oculato, ma soprattutto rispettoso della privacy degli utenti, infatti, è in grado di garantire sia al mondo del Turismo online che a quello tradizionale quel necessario salto di qualità capace di introdurre un innovativo elemento di differenziazione in termini sì di prodotto, ma anche di servizio.

Del resto, oggi più che mai, la sensibilità che gli utenti dimostrano nei confronti della propria privacy dovrebbe far riflettere profondamente tutti gli operatori turistici sull’estrema delicatezza della questione e suggerire loro pratiche di Web Marketing, Email Marketing e Social Media Marketing orientate non solo ad una minore invadenza e, ovviamente, ad una maggiore considerazione della sfera personale di ogni individuo, ma anche, e soprattutto, ad una logica del profitto molto più.

Cosa ne pensi del delicato ruolo della privacy all’interno della cornice distributiva e promozionale dei Social Media applicati al Turismo? Ritieni che nei prossimi anni i Social Media saranno in grado di tutelare la vita privata degli utenti consentendo però allo stesso tempo alle aziende operanti nel Turismo la realizzazione di un’efficace e potente canale distributivo? In che modo tuteli la privacy della tua clientela durante lo sviluppo e l’implementazione delle tue strategie Social?

Che tu sia un operatore turistico di lungo corso o un fervido appassionato di Turismo online, distribuzione online, Social Media, Web MarketingSEO (Search Engine Optimization), SEM (Search Engine Marketing) e SMM (Social Media Marketing), raccontaci la tua testimonianza professionale e condividila con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica dunque un tuo commento sul blog e dai voce alle tue opinioni segnalandoci i migliori consigli, i suggerimenti più appropriati e le raccomandazioni più specifiche. Saremo lieti di discuterne insieme in maniera approfondita e dettagliata.

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