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(Presidente Uninform Group)

Turismo online: approfondimenti sul Billboard Effect



Il blog Turismo Uninform, lo ricorderanno bene i nostri affezionati e numerosi lettori, ha piú volte sottolineato come la presenza di un hotel sui principali portali web delle OTA (Online Travel Agency) assuma un carattere squisitamente strategico grazie al noto Billboard Effect, un fenomeno che é stato per la prima volta ipotizzato ed analizzato dallaCornell University e grazie al quale i volumi di prenotazioni dirette di un hotel, piuttosto che diminuire a causa della presenza della struttura alberghiera su questo tipo di portali turistici, aumentano paradossalmente dando luogo ad un evidente processo di disintermediazione.

 

In realtá, oltre ad influenzare positivamente l´andamento delle prenotazioni dirette di un hotel, il Billboard Effect contribuisce in maniera significativa ad ottimizzare anche la visibilitá di una determinata struttura ricettiva sui principali motori di ricerca.

 

Ed infatti, stando ai dati emersi ancora una volta da una ricerca commissionata dalla Cornell University e condotta dal professor Chris K. Anderson, i costi d´intermediazione riconosciuti alle OTA (Online Travel Agency) andrebbero ridimensionati al punto da considerarli quasi come dei veri e propri investimenti di marketing, non solo per la percentuale diprenotazioni dirette che tali esborsi sono comunque in grado di generare ed assicurare all´hotel, ma anche in termini di brand awareness grazie all´elevata esposizione sui motori di ricerca a cui é costretto un operatore turistico online per garantirsi standard di competitivitá e visibilitá accettabili ed intercettare ampi bacini di domanda turistica.

 

Del resto non é un caso se – stando sempre alle rivelazioni del professor Anderson – su 9 prenotazioni effettuate direttamente sul sito web ufficiale dell´hotel, ben 3 (un terzo!) risultano essere influenzate dalla presenza di quella stessa struttura alberghiera sul portale di una OTA (Online Travel Agency).

 

Come se non bastasse, lo studio rivela altresí interessanti trend di consumo riuscendo a decifrare numerosi processi decisionali e le attitudini all´acquisto dell´utenza finale.

 

A mero titolo esemplificativo e per nulla esaustivo, i dati evidenziano come il 75% degli utenti che normalmente prenota sul sito web ufficiale dell´hotelha precedentemente visitato il portale di una OTA (Online Travel Agency), mentre l´83% ha realizzato una richiesta sui principali motori di ricerca,Google in primis.

 

Se diamo poi un´occhiata ai dati relativi al tempo di permanenza sui portali delle OTA (Online Travel Agency), noteremo come prima di effettuare unaprenotazione ogni utente effettua mediamente 12 visite, ognuna delle quali presenta una media di 7,5 pagine e oltre 5 minuti di durata. Un trendinequivocabile che predilige un orientamento informativo plurale ponderato.

 

Ebbene, sulla base dei dati appena evidenziati, é facile intuire come il comparto del Travel 2.0, caratterizzato da un elevato dinamismo e da un livello di eterogeneitá piuttosto complesso, richieda non solo figure manageriali in grado di rispondere efficacemente e tempestivamente alle richieste che l´utenza finale esprime nei confornti di una maggiore informazione, integrazione e facilitá di prenotazione, ma anche, e soprattutto, l´utilizzo di ampie risorse economiche in grado di garantire efficienza tecnologico, sviluppo, ricerca e formazione.

 

Ti ritrovi nell´opinione espressa dal professor Anderson relativamente alBillboard Effect? In che modo le OTA (Online Travel Agency) riescono ad influenzare e, in molti casi, a determinare il successo di un determinato hotelpiuttosto che un altro? Quali strategie distributive e promozionaliraccomanderesti ai lettori del blog Turismo Uninform?

 

Che tu sia un operatore turistico professionale o un appassionato diTurismo a 360 gradi, raccontaci la tua testimonianza e lascia un tuocommento sul blog. Saremo lieti di discuterne insieme ed approfondire le tematiche di maggiore interesse.

 

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