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Turismo itinerante



Turismo itinerante

Il Turismo itinerante come nuova forma di viaggio

Non solo marearte e città medievali muovono il turismo in Italia. Il focus scorso della redazione del Blog Turismo Uninform, si è incentrato sulla crescita esponenziale del wedding tourism nel nostro paese e oggi, continuando la riflessione sulle nicchie del turismo italiano, stimolati dal tepore di questa “estate indiana” che sembra essere arrivata a riscattare la pessima stagione appena conclusasi, vorremmo condividere con i lettori del blog alcuni dati relativi al cicloturismo nel Belpaese.

Secondo molti osservatori delle dinamiche legate al mondo del travel, il cicloturismo costituisce la vera novità nel settore turistico italiano, inserendosi in un mercato che a livello europeo riesce a muovere, e forse in tanti non lo sanno, oltre 44 miliardi di euro.

Nel nostro paese, l’estate 2013 ha registrato un vero e proprio boom di turisti su due ruote che spinti dal desiderio di svolgere attività fisica godendo di spettacolari scorci paesaggistici, lontano da località chiassose e affollate, hanno preferito alle tradizionali vacanze,  scoprire in sella alle loro bici le suggestioni offerte dai percorsi ed itinerari italiani.

La domanda del settore è cresciuta dal 23% dell’anno precedente al 31% nel 2013. Uno studio condotto da Active Sport Tours, tour operator specializzato nell’organizzazione di vacanze in bicicletta che ha elaborato i dati forniti da Enit, Eurisko e dai Centri di Informazione e Accoglienza Turistica in Italia, delinea i contorni del fenomeno del cicloturismo che incluso nella più ampia accezione di turismo eco-sostenibile, insieme al trekking ed a tutte le attività a contatto con la natura, vale il 12% del PIL. Vacanze a piedi e in bicicletta, in netta controtendenza rispetto alla crisi generale, registrano infatti un significativo  incremento del 5,6%.

La crescita del cicloturismo è evidentemente legata all’opportunità di conciliare la possibilità dell’osservazione naturalistica attraverso una inedita prospettiva con la passione per l’attività fisica a cielo aperto e l’attenzione verso la cultura e le tradizioni locali. Il cicloturismo permette di superare il tradizionale concetto della meta vacanziera sostituendola con l’itinerario da percorrere in bicicletta che può variare ogni giorno in ragione della condizione di allenamento del turista e dei suoi interessi orientati al fitness piuttosto che alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche della località prescelta.

Il cicloturismo non è però solo svago e attività all’aperto, ma rappresenta una concreta opportunità di sviluppo e crescita del settore turistico e dei servizi collegati. Stando ai dati, ogni cicloturista spende infatti in Italia, in media, 500 euro in acquisti di prodotti tipici dell’artigianato locale e in materiale ciclistico.

Dato che dovrebbe naturalmente spingere investimenti, da parte dei player turistici e delle amministrazioni locali,  nella nascita di nuovi servizi funzionali al settore in espansione. Ma quali sono le necessità dei cicloturisti? Gli appassionati delle vacanze in bicicletta, preferiscono naturalmente strutture ricettive ( 20,5% alberghi da tre stelle in su;agriturismo 19,5%, b&b 18,5%, appartamento 14%, campeggio 8,5%, camper 11%) che offrano la possibilità di custodire adeguatamente le biciclette, che dispongano di aree attrezzate per il lavaggio e la manutenzione e di personale specializzato che li sappia guidare ed orientare. Le strutture ricettive dovrebbero, inoltre essere in grado di offrire postazioni per accedere al web e in genere quei servizi specifici per gli utilizzatori intensivi della bicicletta, come la possibilità di lavare ed asciugare velocemente gli indumenti sportivi, o essere supportati adeguatamente nella logistica degli spostamenti con idoneo servizio bagagli e possibilità di essere accompagnati nelle escursioni da personale specializzato in grado di fornire consulenza anche nella pianificazione dei percorsi . Anche il servizio di ristorazione riservato ai cicloturisti ed in genere ai turisti natura, dovrebbe tenere conto del fatto che preferiscono consumare prodotti biologici o provenienti dalla località visitata e preparati secondo le tradizioni locali.

In Italia, pur favorita dalla bellezza dei paesaggi, dalla varietà dell’offerta ricettiva e turistica e dal clima mite, c’è ancora molto da fare in un’ottica di Turismo itinerante. Un esempio di efficace business cicloturistico, è rappresentato dalla rete ciclabile del Trentino. Quattrocento chilometri di piste realizzate con un costo medio compreso tra i 20 ed i 400 euro al metro, garantiscono un indotto annuale di cento milioni di euro. E qualcosa comincia a muoversi. La Federazione italiana amici della bicicletta ha messo in rete Bicitalia, una mappa aggiornata della rete dei percorsi ciclabili italiani che attualmente include 18mila chilometri di strade ciclabili, 18 itinerari e 50 ciclovie. Un network che con il servizio gemello Albergabici , raggruppa ben 2000 strutture ricettive dislocate lungo gli itinerari proposti, secondo le stime della Fiab, potrebbe generare  un giro di affari annuale di circa 3,2 miliardi di euro.

Noi della redazione del Blog Turismo Uninform, organizzeremo le prossime vacanze in bici dando visibilità delle diverse forme di Turismo itinerante, e tu?


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