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Turismo e Tutela della Privacy; analisi e tendenze



Turismo e Tutela della Privacy; analisi e tendenze

La notizia del recente varo in Brasile del Marco Civil, una sorta di costituzione di Internet, ha acceso all’interno della redazione del blog Turismo Uninform, sempre attenta alle interconnessioni tra Turismo e web, una vivace discussione sul tema, tornato fortemente al centro del dibattito internazionale.

La tutela della privacy nelle contemporanee società digitali.

Indubbiamente il Datagate ha rimesso in moto un processo di codificazione dei diritti e delle tutele alla luce degli epocali cambiamenti introdotti dall’avvento di Internet, che ultimamente aveva ceduto il passo alle ragioni della sicurezza internazionale, minacciata dal terrorismo e del mercato digitale, governato dai big del settore come Google e Facebook. Più volte il Blog Turismo Uninform ha sollecitato la discussione dei suoi lettori sugli aspetti squisitamente tecnici introdotti dall’utilizzo della rete nel comparto turistico tradizionale, tradottisi nell’avvento delle OTA, nella necessità per gli operatori tradizionali di confrontarsi con modelli di business alternativi basati sull’e-commerce, sulle vendite online e su strategie promozionali calibrate sui Social Network. Ma certamente la comparsa sul mercato di player turistici come TripAdvisor o Expedia, non esaurisce il tema, sensibile anche per il settore del Travel e dell’intera filiera turistica, della necessità contemporanea ed urgente di regolamentare con un sistema di regole internazionalmente condiviso, la tutela della privacydei fruitori del web.

Prende piede la sensazione di trovarsi ormai a una svolta storica. Momento cruciale per provare a mettere un punto fermo sulle complesse questioni sollevate dall’interconnessione pressoché costante delle società contemporanee. I temi sono senz’altro spinosi e coinvolgono aspetti sostanziali dei diritti degli individui, intesi sia come cittadini che come consumatori. Tutela della privacy e libero accesso ai dati in rete da parte delle aziende sono le due facce della medaglia della digitalizzazione. Semplificando, al solo fine di suggerire spunti di riflessione e discussione agli affezionati lettori, è possibile individuare alcuni grandi temi e tracciare le linee entro cui si muove il dibattito in materia.

Costituzionalizzazione dei diritti di internet, neutralità della rete,diritto all’oblio, balcanizzazione del web risultano essere i temi più scottanti.

In Italia, un gruppo di illuminati parlamentari insieme all’ex Garante della Privacy, Rodotà, tra i massimi esperti mondiali in materia, seguendo le suggestioni del recente Marco Civil brasiliano e riprendendo una proposta di legge presentata dallo stesso Rodotà nel 2010 si sta spendendo per arrivare ad una Carta dei diritti di internet, proponendo di introdurre un articolo “21bis” della costituzione che renda l’accesso alla rete un diritto fondamentale. Istanza che incontra però la resistenza organizzata delle lobby del comparto digitale. Non è un caso, infatti, che il patron diFacebook abbia affermato che la privacy sia finita come regola sociale. Da parte sua, la Corte di giustizia europea, con la storica sentenza del 13 maggio 2014 ha enunciato il diritto all’oblio in capo all’individuo che richieda a Google, per esempio, di cancellare dai motori di ricerca il materiale che lo riguardi, evidenziando ulteriormente la spaccatura tra il modello americano e quello europeo in riferimento alla problematica dei diritti dell’utente del web. Negli Stati Uniti, in nome del diritto di espressione infatti, non è possibile rimuovere dai meandri della retealcunché ed i motori di ricerca e internet sono diventati una sorta di coscienza collettiva della società informatizzata.

Una società informatizzata che non ha però regole globali e che risulta influenzata dal modello politico dominante. L’universalità della Rete si rivela una chimera che non riesce ad emanciparsi dalle singole restrizioni nazionali, non riuscendo a superare ad esempio i veti dei Putin, degli Erdogan o degli Xi Jimping e che sovente si piega alle logiche di mercatodelle grandi compagnie telefoniche e dei vari Google, Facebook e Twitter.La studiosa americana, Laura De Nardis, autrice di “The global  war for Internet governance” ha avuto modo di affermare che Internet è il nuovo terreno di un conflitto mondiale per controllare l’accesso a risorse strategiche come l’informazione, mentre gli Stati Uniti perdono il monopolio per la creazione e il controllo del “cyber-indirizzario”, annunciato da Obama il 15 marzo scorso per tacitare le preoccupazioni internazionali circa lo spionaggio statunitense balzato agli onori della cronaca.

La rete internet, creata proprio dagli Stati Uniti, vede oggi quel processo definito di balcanizzazione per cui assume connotati diversi e maglie più o meno ampie a seconda degli spazi geografici e politici in cui viene utilizzata.

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