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Turismo e Social Media: nasce Pheed



Turismo e Social Media: nasce Pheed

Pheed sbarca nel mercato dei Social Media

Fin dalle sue origini il blog Turismo Uninform, ne sono fin troppo consapevoli gli attenti e sempre più numerosi lettori, ha riservato ampio spazio non solo alle dinamiche del comparto turistico nel suo complesso – dagli hotel, alle compagnie aeree, dai Tour Operator alle compagnie di crociere, dalle OTA (Online Travel Agency) agli agriturismo, dalle agenzie di viaggio tradizionali agli alberghi diffusi e così via – ma ha anche dato particolare risalto agli sviluppi della distribuzione online, dei Social Media, del Travel 2.0, del Web Marketing e del SEO (Search Engine Optimization).

Un approccio di questo tipo, caratterizzato da scrupolosità, professionalità, completezza e serietà intellettuale, consente al blog Turismo Uninform di focalizzare la propria attenzione anche su realtà imprenditoriali inizialmente estranee al comparto turistico ma che per il loro elevato potenziale produttivo e comunicativo possono, invece, rivelarsi preziosissimi alleati nella definizione di nuove strategie distributive e promozionali.

E’ il caso di Pheed, il nuovissimo Social Network che a soli pochi giorni dal suo ingresso ufficiale nel mercato dei Social Media vanta già 350.000 account (tra l’altro senza un’applicazione iPhone disponibile) e celebrità del calibro di Paris Hilton, David Guetta, Chris Brown e Miley Cirus, premesse, queste, che rendono Pheed un temibile concorrente di Facebook, Twitter, Google+, Foursquare, YouTube, Instagram e tante altre piattaforme social popolari in tutto il mondo.

Definito dagli addetti ai lavori come il nuovo Twitter con un business planPheed si presenta al grande pubblico con una grafica accattivante e con funzionalità ancora più innovative rispetto ai suoi Social Network concorrenti.

Tanto per cominciare, il numero di caratteri a disposizione per i post passano dai 140 di Twitter ai 420 di Pheed. Ogni tipo di contenuto digitale può essere condiviso con il proprio network sociale, dai testi alle immagini, dagli audio ai video e persino trasmissioni streaming in diretta, una delle novità più importanti con cui gli utenti possono realizzare e condividere viralmente, e in maniera del tutto gratuita, un vero e proprio canale broadcaster o, in alternativa, dare vita ad uno spazio pay-per-view.

Alla stregua dei Social Network più popolari, anche Pheed consente alla sua utenza di esprimere il gradimento di un contenuto e lo fa in due modi. Il primo, molto simile a Twitter, permette di apporre un’icona raffigurante una stella ai contenuti preferiti. Il secondo, invece, si presenta sotto forma di cuore, uno intero (I Love This) e l’altro spezzato (I Don’t Love This), con il quale esprimere appezzamento o meno per un determinato contenuto. Sostanzialmente, una rivisitazione dell’I Like di Facebook.

La più grossa novità introdotta da Pheed, però, risiede nella possibilità  di pubblicare contenuti del tutto esclusivi e di decidere se renderli gratuiti o a pagamento tramite abbonamenti mensili o pay-per-view e con un prezzo variabile tra 1,99 e 34,99 dollari, di cui il 50% circa va al Social Network.

Le implicazioni per il comparto turistico sono davvero numerose, non solo per quanto riguarda la generazione di nuovi introiti derivanti dalla sottoscrizione degli abbonamenti per l’accesso ai contenuti, ma anche per le infinite possibilità di fidelizzazione della propria clientela e di veicolazione di eventi e/o offerte speciali.

Basti immaginare, per esempio, l’impatto emotivo che produce nell’utenza un evento in streaming diretto ed esclusivo della portata di una cerimonia di inaugurazione di una nave da crociera, o, ancora, la carica comunicativa di un corso di formazione e/o di un concorso indetto da un Tour Operator ed interamente dedicato alle Agenzie di Viaggio in possesso di un account Pheed.

Del resto, l’idea di rendere disponibili agli utenti contenuti originali e di qualità è il principio con il quale Pheed desidera presentarsi sul mercato dei Social Media. Non a caso OD Kobo, co-fondatore del nuovissimo Social Netowork e celebre player di successo nell’avviamento di realtà imprenditoriali web,  ritiene che questo sia il momento più adatto per introdurre contenuti di qualità online attraverso piattaforme specifiche. Kobo ritiene, infatti, che le possibilità di guadagni offerte da questo tipo di modelli di business indurrà sempre di più i fornitori a produrre contenuti originali e qualitativamente superiori rispetto a quanto disponibile su altri Social Network.

Il caso della registrazione audio di Miley Cyrus su Pheed che ha attirato in appena mezzo secondo oltre 10.000 visitatori la dice lunga sull’intuizione di OD Kobo ed il blog Turismo Uninform ritiene che gli operatori turistici di tutto il mondo, oggi più che mai, dovrebbero prestare la massima attenzione all’utilizzo dei Social Media ed integrarli completamente all’interno delle proprie strategie distributive, promozionali e comunicazionali.

E tu, cosa ne pensi del nuovissimo Social Network Pheed? Hai già avuto modo di testarlo e di immaginare un nuovo approccio nei confronti delle strategie distributive e promozionali della tua realtà turistica? Ritieni che Pheed, congiuntamente a Facebook, Twitter, Google+, FoursquareLinkedin ecc., possa davvero configurarsi come una nuova piattaforma sociale utile al tuo business turistico? Se si, in che modo?

Che tu sia un operatore turistico con anni di esperienza professionale alle spalle o un appassionato di distribuzione online, Social Media, Travel 2.0,Web Marketing e Turismo in generale, raccontaci la tua testimonianza in presa diretta e condividila con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai voce alle tue opinioni segnalandoci di volta in volta tutti i tuoi consigli, i tuoi suggerimenti, le tue raccomandazioni e quelle che ritieni essere le più efficaci best practice. Saremo lieti di poterne discutere approfonditamente insieme e dare nuova linfa al dibattito dedicato al futuro dei Social Media per il Turismo.

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