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Turismo e mercato delle crociere: un mercato da difendere



Turismo e mercato delle crociere: un mercato da difendere

Nelle ultime settimane, le recenti vicende del Giglio, congiuntamente alle profonde instabilità dei mercati finanziari internazionali, stanno mettendo a dura prova non solo il sistema Turismo in generale, ma anche uno dei settori più sani dell’intero comparto turistico mondiale, le crociere.

 

Negli ultimi giorni, poi, nel nostro Paese in particolar modo, si sta assistendo ad un vero e proprio sciacallaggio mediatico nei confronti di un sistema produttivo, l’industria crocieristica appunto,  che non conosce crisi da oltre 40 anni e capace di incidere pesantemente sulle economie internazionali per effetto delle sue positive ricadute dirette ed indirette sull’indotto. Una sgradevole circostanza, questa del nostro Paese, che ha più il sapore della speculazione giornalistica piuttosto che quello del necessario e sacrosanto diritto all’informazione.

 

Ed è proprio alla luce di queste considerazioni preliminari che quest’oggi il blog Turismo Uninform desidera inserirsi all’interno del dibattito sulle crociere per tentare una legittima operazione di ricostruzione e ricomposizione dell’immagine e della dignità di un settore che in poco più di mezzo secolo di storia è stato capace non solo di esprimere eccezionali maestranze professionali riconosciute a livello mondiale (a mero titolo esemplificativo e per nulla esaustivo, si pensi alle innumerevoli innovazioni ingegneristiche, tecnologiche ed ambientali realizzate per la crocieristica da FinCantieri), ma è stato altresì in grado di imporsi sui mercati internazionali grazie a strategie distributive, promozionali e di prodotto assolutamente uniche nell’intero panorama del Turismo mondiale.

 

Per mere ragioni espositive, sarà impossibile affrontare in questa sede l’enorme complessità ed eterogeneità dell’industria crocieristica, ma saremo comunque in grado di tracciarne i trend storici di maggiore rilievo e le tendenze che stanno per ridisegnare gli scenari distributivi e promozionali futuri.

 

Nata dalle ceneri della gloriosa epoca dei Transatlantici alla fine della prima metà del Novecento, l’industria delle crociere prende le mosse dalla crisi petrolifera degli anni ’70 e dall’ingresso delle compagnie aeree sul mercato “consumer”.

 

Da allora le crociere hanno subito una lenta ma progressiva trasformazione, sia in termini di prodotto che di servizio, e tale cambiamento strutturale così radicale lo si deve essenzialmente a diversi fattori: il continuo sviluppo di “format” di vacanza differenziati, l’adozione di politiche di pricing dinamiche in grado di intercettare bacini sempre più estesi di domanda crocieristica, navi da crociera sempre più grandi per consentire la logica delle economie di scala e la varietà di destinazioni,itinerari e servizi di bordo e di terra proposti nell’insieme del pacchetto crociera.

 

Di fatto, quindi, la formula della vacanza in crociera è riuscita ad imporsi progressivamente sul mercato passando dai circa 700mila crocieristi del 1970, ai 4,5 milioni degli anni ’90. Vent’anni dopo, nel 2010, i crocieristi sono nel frattempo diventati 19 milioni per un impatto economico complessivo, diretto ed indiretto, stimato a livello europeo in 35,2 miliardi di euro.

 

Il benessere del comparto è testimoniato anche da uno studio dell’Enit, l’Agenzia italiana del Turismo, secondo cui il mercato delle crociere ha fatto registrare sempre trend molto positivi, in particolar modo negli ultimi anni, e le previsioni future, almeno fino all’anno scorso, hanno sempre parlato di crescita fino al 2015, anno in cui i crocieristi sarebbero dovuti diventare ben 25 milioni.

 

Se fino ad ora si è parlato del movimento crocieristico totale, il blog Turismo Uninform desidera ora richiamare l’attenzione dei numerosi ed affezionati lettori sulla crescente importanza dell’Europa per l’intera industria crocieristica e del ruolo sempre più centrale del Mediterraneo.

Infatti, stando ai dati dell’ECC (European Cruise Council), nel 2012 il volume totale di crocieristi europei ha sfiorato i 5 milioni, facendo registrare così un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Da notare che ben il 75% di questi crocieristi ha scelto per la propria vacanza in crociera una rotta europea.

 

Sempre grazie ai dati divulgati dall’European Cruise Council (ECC), è possibile ricostruire la classifica dei Paesi europei a maggiore vocazione crocieristica del 2010. Nello specifico, al primo posto troviamo il Regno Unito con 1,6 milioni di crocieristi, seguito dalla Germania con 1,2 milioni, dall’Italia con 890 mila ed infine dalla Spagna con 645 mila.

 

Sempre per il 2010, poi, l’Europa ha fatto registrare il suo crescente ruolo di rilevanza anche come punto di imbarco per le crociere grazie ai 5,2 milioni di passeggeri imbarcati dai porti europei, un incremento pari al 7,2% rispetto all’anno precedente.

 

E’ evidente, quindi, che ci troviamo di fronte ad un’industria capace di condizionare fortemente l’economia dei territori interessati dalle crociere e in questo scenario l’Europa , e in particolar modo l’Italia, gioca un ruolo di primaria importanza.

 

Va da sé, quindi, che il principale Paese d’imbarco del Mediterraneo è oramai diventato l’Italia, un mercato all’interno del quale operano simultaneamente tre fra i maggiori player mondiali dell’industria crocieristica, Costa Crociere, MSC Crociere e Royal Caribbean.

 

Negli ultimi 10 anni, poi, la realtà crocieristica dei porti nazionali è profondamente mutata grazie al fatto che il Mediterraneo sia diventato nel corso del tempo una delle destinazioni più ambite e ricercate da tutte le compagnie di crociere del mondo. Inutile sottolineare, quindi, come le crociere nel Mediterraneo siano diventate per i turisti americani ed asiatici oramai sinonimo di bellezze paesaggistiche e varietà storico-culturale di enorme valore.

 

La movimentazione dei crocieristi nei porti italiani per il 2011, quindi, fa registrare una soddisfacente crescita pari al 16,9% rispetto all’anno precedente e la quota di crociere nel Mediterraneo passa in soli 10 anni dal 12% dell’offerta crocieristica mondiale al 18%.

 

A questo punto, è difficile dire se le recenti vicissitudini che l’industria crocieristica ha vissuto saranno in grado di condizionare il trend positivo finora registrato. Del resto, lo stesso Roberto Corbella, Presidente di Astoi, l’associazione che riunisce i principali Tour Operator italiani, ha dichiarato che dopo l’incidente avvenuto di fronte all’Isola del Giglio, il fenomeno delle cancellazioni per l’industria crocieristica non è stato poi così significativo ma si è registrato un rallentamento delle prenotazioni.

 

Il blog Turismo Uninform ritiene che sia tuttora troppo presto per essere in grado di valutare cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi. Il mercato americano delle crociere pesa, in termini di passeggeri, circa il doppio di quello generato dal mercato europeo. Parliamo di circa 10 milioni di crocieristi contro i 5 milioni dell’Europa. Non resterà, quindi, che attendere e valutare le mosse del mercato Nord Americano per avere una visione più chiara degli scenari futuri.

 

Ciò che, però, è opportuno sottolineare in questo momento riguarda proprio quell’eccesso di spettacolarizzazione che all’inizio di questo articolo il blog turismo Uninform ha voluto immediatamente evidenziare. La continua gogna mediatica a cui è sottoposta in queste ultime settimane l’intera industria crocieristica rappresenta un’enorme danno non solo per le compagnie di crociere in sé, ma anche per tutto l’indotto che il mercato delle crociere, direttamente ed indirettamente, alimenta.

 

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