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"La sfida è saper governare la competitività e l'investimento nella conoscenza ne determina sempre il successo"
(Presidente Uninform Group)

Turismo e lavoro



Turismo e lavoro

Quello del binomio tra Turismo e lavoro è un mantra che la redazione del Blog Turismo Uninform, come del resto tutti gli addetti ai lavori, sentono da tempo immemore recitare in ogni dove e in ogni occasione.

 E’ ormai una affermazione di fede, un dogma, l’eterna promessa non mantenuta, la perenne metamorfosi incompiuta del bruco in crisalide.

Il turismo diventerà il volano dell’economia italiana, la manna che sfamerà il Sud Italia, l’asso nella manica in una interminabile partita di poker tra Istituzioni e player economici.

Turismo e lavoro, le due facce di una moneta lanciata in alto dall’arbitro di una dura partita che vede opposte le squadre della crisi e della ripresa e che naturalmente ricade, mostrando una sola faccia. Turismo o occupazione? Palla o campo? Prendere o lasciare.

Ma l’equazione a due incognite può e deve essere risolta. Come? La riforma del lavoro, il Jobs Act potrebbe gettare le basi di un teorema risolutivo. Forse. Ma qual è lo stato dell’arte nel comparto dell’occupazione turistica? Quali le novità per permettere alle agenzie di viaggio di incrementare a costi ragionevoli, il numero dei propri addetti?

Attualmente possiamo solo rendere conto della realtà delle adv italiane, certamente sottodimensionate dalla crisi e costrette per far quadrare i bilanci a vere e proprie acrobazie tra periodi di magra e altri di super lavoro, durante i quali servirebbe un numero maggiore di risorse.

La situazione certamente schizzofrenica con cui gli agenti di viaggio sono costretti a confrontarsi è la seguente. Da un lato, l’erosione dei margini di guadagno, dovuta alla crisi ed alla dura concorrenza delle OTA, produce un anomalo aumento dei preventivi destinati a non concretizzarsi che si traduce inevitabilmente in un aumento dell’impegno che richiederebbe un proporzionale aumento di risorse umane che non possono, però, essere reclutate dalle agenzie a causa dell’eccessivo costo del lavoro.

E Massimo Caravita, vicepresidente di Marsupio Group evidenzia un ulteriore aspetto problematico della condizione attuale delle agenzie di viaggio italiane. La carenza di personale rende difficile anche la partecipazione delle adv agli eventi finalizzati alla promozione ed alla formazione a causa dell’impossibilità di lasciare sguarnite le postazioni dei banconisti con l’ovvio deficit di competitività che questo comporta.

E allora, in una fase in cui, anche con toni drammaticamente accesi, che vede l’attenzione delle Istituzioni, focalizzarsi sulla riforma del lavoro, può l’intervento politico risolvere in qualche modo i problemi di personale delleagenzie di viaggio italiane?

L’amministratore delegato di Welcome Travel, Gian Paolo Vairo, in merito, ha avuto modo di precisare che in Italia, non esiste attualmente una politica del lavoro adeguatamente flessibile. Per altro, una maggiore flessibilità dovrebbe coniugarsi con il tema della stagionalità, caratteristica dell’attività lavorativa degli intermediari turistici.

E l’ad di Welcome Travel, ha reso la misura del problema con una efficace metafora. Nelle agenzie di viaggio non si fanno panettoni. Non è possibile, in altri termini, impiegare personale privo di una specifica preparazione, in un mercato in cui la fidelizzazione tra cliente e addetto alle vendite, risulta determinante. Così come risulta a questo punto determinante la possibilità di formare personale giovane a costi sostenibili.

Si associa alla richiesta al governo di riduzione del costo del lavoro e di elaborazione di una politica di efficace incentivazione statale per le assunzioni di lungo termine anche Pier Giorgio Reggio, amministratore delegato di Gattinoni Mondo Vacanze e Giorgio Lotti, direttore commerciale di Otn.

Il costo medio di un dipendente si aggira oggi intorno ai  venticinquemila euro annui e soprattutto le agenzie di viaggi del Centro Sud, che più degli altri player del settore turistico hanno risentito della crisi, non potranno far fronte alla necessità di aumentare il personale in assenza di incentivi statali.

Le adv guardano con speranza quindi alla riforma del lavoro in corso, auspicando, come del resto, la stessa redazione del Blog Turismo Uninform, una consistente riduzione del costo del lavoro o una efficace politica di incentivazione statale per le assunzioni di lungo termine, per giungere finalmente all’agognata quadratura del cerchio trasformando effettivamente il turismo in occasione di reale occupazione e ripresa economica. E tu cosa ne pensi? Qual è la tua opinione in merito? Lascia il tuo, come sempre gradito commento.


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