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Turismo e alberghi: l’Hotel Price Index di Hotels.com



Turismo e alberghi: l’Hotel Price Index di Hotels.com

Hotel.com divulga i dati dell’ultimo Hotel Price Index

Quest’oggi, a grande richiesta, il blog Turismo Uninform torna a parlare dell’enorme mercato degli hotel, un business che continua ad attirare un numero sempre maggiore di operatori turistici, in particolar modo quelli che operano nel comparto della distribuzione online.

Ebbene, quando si parla di hotel è impossibile non tener conto dell’Hotel Price Index, un utile indicatore elaborato da Hotels.com che mostra i diversi prezzi medi pagati per notte negli hotel di tutto il mondo, e quest’oggi il nostro blog dedicato al Turismo si occuperà proprio dell’analisi dei risultati emersi dall’ultima edizione annuale della prestigiosa ed autorevole ricerca.

Ma prima di passare all’analisi dei risultati, una premessa si rende indispensabile per comprendere appieno la rilevanza e l’ampiezza dello studio. Hotels.com è un portale web di prenotazioni online di hotel che appartiene ad Expedia, la celebre OTA (Online Travel Agency) di livello internazionale.

Attualmente Hotels.com è in grado di garantire ai viaggiatori un collegamento diretto con circa 200.000 strutture ricettive in tutto il mondo, una circostanza, questa, che contribuisce a fare dell’Hotel Price Index uno dei più completi strumenti di benchmark consultabili dagli operatori alberghieri.

Ma veniamo ora ai risultati emersi dall’Hotel Price Index, in particolar modo per quanto riguarda il nostro Paese. Stando ai dati recentemente divulgati da Hotels.com, dormire una notte in un hotel italiano costa mediamente 125 euro e come se non bastasse, il Sud si rivela essere l’area più costosa dell’Italia in termini di tariffe alberghiere.

Nello specifico, infatti, è la Campania a detenere il primato grazie all’ottima tenuta dei prezzi dimostrata dagli alberghi di Positano e Capri le cui medie tariffarie regionali si assestano a 180,5 euro a notte.

Walter Lo Faro, Senior Director per il Sud Europa in forza a Hotels.com ha dichiarato che “città molto popolari del Sud Italia hanno registrato alcuni tra i prezzi più bassi del Paese: è il caso, ad esempio, di Palermo, Catania e Agrigento. Ma i prezzi hanno tenuto perché altre aree, come la Costiera Amalfitana e la baia di Napoli, rimangono destinazioni turistiche esclusive, molto amate dai turisti stranieri. E PositanoCapri si dividono la testa della classifica nazionale con una media di 216 euro a notte”.

Ad ogni buon modo, rispetto al 2011 l’Hotel Price Index elaborato daHotels.com rileva una sostanziale tenuta dei prezzi nel corso del 2012 attestandosi ad un modesto +2%. In realtà, però, se si prendono in esame le singole situazioni di ogni destinazione turistica italiana, le tariffe alberghiere mostrano andamenti piuttosto altalenanti, addirittura tra città confinanti.

E’ ancora una volta Lo Faro a dichiarare che “sono stati molti i fattori che hanno potuto influenzare i prezzi Ad esempio, diverse destinazioni turistiche hanno introdotto nel 2012 la tassa di soggiorno e questo può aver avuto un effetto sia sulla scelta di queste città, sia sui prezzi applicati dalle strutture ricettive; anche il terremoto in Emilia del maggio scorso ha purtroppo avuto una ricaduta sugli hotel”.

Come se non bastasse, i più recenti dati ufficiali, compresi quelli di Federalberghi, segnalano l’evidente calo di turisti nazionali, una circostanza, questa, che senza alcuna ombra di dubbio ha provocato un significativo spostamento dei flussi turistici interni ed esterni

Secondo Lo Faro, “una delle ragioni della diminuzione delle tariffe nelle destinazioni balneari è stata il calo del turismo interno, che ha avuto un effetto soprattutto sulle destinazioni turistiche amate dagli italiani (ad esempio, Rimini ha mostrato una flessione del 3 per cento e Riccione del 7) e ha invece avuto un impatto minore su mete più internazionali come Costiera Amalfitana e baia di Napoli. Le città d’arte, di solito più frequentate dai turisti internazionali, hanno risentito meno del calo: Venezia ha fatto registrare un aumento dei prezzi del 2% e Firenze del 6%”.

Ad ogni buon modo, le primissime proiezioni suggeriscono un notevole interesse per le destinazion turistiche italiane tanto che ancora Lo Faro dichiara che le ricerche di hotel a Firenze sono cresciute del 36%, a Roma del 28% e a Venezia del 26%; anche le città balneari hanno mostrato incrementi rilevanti. Possiamo dire che l’interesse nei confronti dell’Italia quest’anno è sicuramente alto”.

Insomma, questo 2013 gli operatori alberghieri italiani possono cominciare a guardare al comparto dell’hotellerie con maggiore fiducia e speranza, ma pur sempre con una visione strategica nei confronti delle dinamiche della distribuzione online, dell’engagement offerto dai Social Media e da una maggiore disintermediazione ed emancipazione dalle grandi OTA(Online Travel Agency).

E tu, cosa ne pensi dei dati recentemente emersi dalla nuovissima edizione dell’Hotel Price Index di Hotels.com? Utilizzi questo strumento di benchmark per le valutazioni ed analisi della tua realtà alberghiera? Quali scenari intravedi per il comparto alberghiero nazionale nel breve e medio periodo? Registri concreti e significativi segnali di ripresa per gli hotelitaliani?

Che tu sia un operatore alberghiero, un operatore turistico o un appassionato di hotel, distribuzione online, dinamiche turistiche eTurismo a 360 gradi, raccontaci la tua testimonianza in presa diretta e condividila immediatamente con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai immediatamente voce alle tue opinioni segnalandoci di volta in volta ogni tuo consiglio, raccomandazione, suggerimento e best practice di riferimento che riterrai più opportuni. Saremo davvero lieti di poterne discutere insieme ed approfondire il dibattito dedicato al futuro dell’hotellerie nazionale.

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