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Stagnazione del Turismo italiano



Stagnazione del Turismo italiano

Prima instabile domenica di settembre. Tempo di bilanci. La redazione del Blog Turismo Uninform, ha condiviso con i suoi lettori le bizzarrie dell’estate, mai realmente iniziata ed inesorabilmente terminata.

Cancellazioni, presenze in calo, meteo impietoso occupazione e ricavi  a picco, i fattori che condizioneranno l’esercizio del bilancio 2014 del comparto turistico nostrano. Federalberghi, diffonde l’allarme, il turismo italiano è in stagnazione. Urgono provvedimenti straordinari e non convenzionali, la ricetta di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Il fenomeno va curato immediatamente.

Gli addetti ai lavori davano ormai  per acquisito il calo del turismo balneare per via dello straordinario maltempo che ha caratterizzato l’estate 2014 ma speravano nel comparto dell’hotellerie.

L’indagine di Federalberghi, rimbalzata sui maggiori quotidiani nazionali, certifica però la stagnazione del business degli hotel e degli alberghi.

Emblematici e certamente rappresentativi della realtà dell’hospitality italiana i dati del turismo alberghiero romano. Rispetto al 2013 il saldo delle nottinelle strutture ricettive della Capitale, da giugno ad agosto è pari allo 0%. E per la prima volta a causa del significativo calo della domanda turistica interna, luglio ha registrato una perdita del 0,6% ridottasi al 0,2% durante il mese di agosto. Questo ha comportato il significativo calo del -1,3% dell’occupazione nel settore alberghiero e la perdita del -5% del fatturatodelle strutture ricettive su base trimestrale ( l’indagine è stata svolta su un campione decisamente rappresentativo del comparto alberghiero e ha interessato circa 1607 aziende turistiche). Risultati preoccupanti che non possono essere compensati, secondo il presidente di Federalberghi, daltrend positivo della crescita, pressoché costante, dal 2011 del flusso di turisti stranieri.

Il crollo della domanda turistica interna angoscia gli operatori dell’hospitality e ancor di più quelle imprese ricettive che si rivolgono quasi esclusivamente ad una utenza domestica.

E la domanda sorge spontanea. Cosa fare?

Bernabò auspica, fermamente , in primis, la riduzione della pressione fiscale e del cuneo sul costo del lavoro stagionale. Maggiore flessibilità per gliimprenditori turistici nell’assumere le risorse necessarie. Risulta poi importante rivedere la soglia massima di utilizzo di moneta contante .

Quella attuale ha certamente inibito i consumi, anche quelli dei prodotti turistici. Semplificazione della procedura per il rilascio di visti turistici aiviaggiatori stranieri e una nuova e capillare strategia di promozioneall’estero e nei confini nazionali, del turismo italiano, le mosse da adottare subito per reagire alla stagnazione e indurre uno shock del sistema turistico,comparto strategico e nevralgico dell’economia del Belpaese.

La redazione del Blog Turismo Uninform, guarda con attenzione agli sviluppi della vicenda ed alle azioni che dovranno essere adottate dal governo e dai player turistici per rivitalizzare un settore che più di altri può rivelarsi decisivo per la ripresa economica e per lo sviluppo dell’occupazione anchegiovanile e stagionale.

La stagnazione del turismo italiano certificata da Federalberghi è la frontiera che le nostre imprese turistiche dovranno superare. Urgente e radicaleinnovazione sembrano essere le parole d’ordine per affrontare l’emergenza. Tu cosa ne pensi? Un progetto nazionale e capillare di promozione eincoming da mercati ancora inesplorati dell’ offerta turistica nazionale può essere la chiave giusta? Come realizzarlo? Pubblica la tua opinione  e la redazione del Blog Turismo Uninform sarà lieta di registrare la tuaesperienza e dare spazio alle tue proposte.

 


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