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Parity Rate ancora alla ribalta



Parity Rate ancora alla ribalta

Appena un mese fa la Redazione del blog Turismo Uninform si era occupata dell’istruttoria nei confronti di Booking.com avviata dalle Authority di Italia Francia e Svezia il cui scopo risiedeva nel disciplinare l’affannosa questione della Parity Rate e quest’oggi torniamo a parlarne poichè i francesi riportano nuovamente in Parlamento la vicenda con la determinazione di abolirla una volta per tutte e consentire agli hotel ed alle strutture ricettive del Paese di applicare liberamente le tariffe desiderate all’interno di una molteplicità di canali distributivi e mostrare il prezzo più basso all’interno del proprio sito web..

I lettori più attenti ricorderanno certamente che la Francia si era già mossa in passato sulla Parity Rate tanto che lo scorso Maggio 2015 il Tribunale del Commercio di Parigi aveva mosso delle contestazioni nei confronti di Expedia in merito ai contratti siglati dagli hotel dal 2011 presupponendo forti squilibri tra le parti. La vicenda, però, si concluse senza alcun divieto di Parity Rate.

La recente istruttoria dell’Antistrust di cui ci siamo già occupati soltanto un mese fa, stabilisce che gli alberghi siano svincolati da un’applicazione tariffaria rigida sebbene la Parity Rate debba essere comunque rispettata tra Booking.com e il sito web di proprietà della struttura ricettiva.

Il recente pronunciamento dell’Authority francese, comunque, non ha placato gli animi degli albergatori, compreso quelli delle catene alberghiere, e il Parlamento si è sentito in dovere di intervenire nuovamente, addirittura in maniera più determinata.

Stando a quanto si apprende da alcune fonti, l’Assemblea Nazionale Francese pochi giorni fa ha dato inizio ad un’azione di cancellazione della Parity Rate in essere tra hotel francesi e OTA prevedendo sanzioni piuttosto elevate nei confronti di chi deciderà di non allinearsi a questa nuova direttiva.

In quest’ottica, il noto quotidiano francese Les Echos riporta che il progetto di legge Macron prevede l’abolizione completa della Parity Rate. In questo modo, quindi, l’albergatore potrà disporre della libertà di offrire alla propria clientela qualsiasi tipologia di sconto. La legge in questione non è ancora effettiva e spetterà al Consiglio dei Ministri francese occuparsene tecnicmente sebbene si prevedano alcuni mesi per la sua promulgazione.

Quanto verificatosi non ha fatto certamente piacere alle OTA tanto che alcuni rumuors accreditati parlano già di un ricorso alla Corte Costituzionale. Nel frattempo Booking.com ha annunciato ufficialmente l’estensione degli impegni presi con Francia, Italia e Svezia anche al resto dei Paesi europei, probabilmente per non incorrere in dinamiche simili altrove.

Sul versante nostrano, sulla scia di quanto sta accadendo in Francia, Federalberghi ha inoltrato un ricorso al Tar del Lazio con la speranza di vedere finalmente abolita, una volta per tutte, l’obbligatorietà della Parity Rate.

Si apre dunque un nuovo fronte anche in Italia per la Parity Rate e in attesa delle lungaggini che un ricorso di questo tipo presuppone, perchè non approfittare dell’elasticità consentita dalla recente istruttoria dell’Antitrust e offrire uno sconto alla propria clientela? Non farà che giovare alla vostra strategia di disintermediazione e premiare i margini del vostro hotel.

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