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Meteo e Turismo: una relazione “pericolosa”



Meteo e Turismo: una relazione “pericolosa”

Anche in questo primo e instabile weekend di agosto, la redazione del Blog Turismo Uninform, continua a confrontarsi sui dati ufficiali dell’estate 2014 e sui possibili rimedi che i player turistici potrebbero adottare per porre un limite all’emorragia di presenze che sembra purtroppo inarrestabile.

Il crollo delle prenotazioni e l’annullamento di quelle già effettuate a causa del maltempo e del “meteo terrorismo” che ha spinto gli albergatori romagnoli a intentare causa a trecento siti web commerciali che pubblicano previsioni, di cui si è diffusamente discusso la settimana scorsa, preoccupa decisamente il comparto turistico stagionale, ormai in ginocchio. Secondo l’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), il maltempo, le previsioni spesso errate, insieme alla ormai endemica crisi economica, hanno bruciato circa quattrocento milioni di euro di mancato incasso, solo nei mesi di giugno e luglio.

Tra gli operatori turistici, sono i gestori degli stabilimenti balneari a subire maggiormente gli effetti negativi di questa pazza estate, in cui sono stati registrati cali delle presenze fino al 70%. E difficilmente agosto riuscirà a riportare i conti in attivo. Anche perché sono solo 18,6 milioni gli italiani che si apprestano a partire in vacanza, appena il 31% della popolazione si concederà infatti quest’anno un periodo di ferie compreso tra i quattro e i quindici giorni. L’aumento medio del 3% dei servizi balneari rispetto all’anno precedente registrato nelle spiagge italiane, non aiuta sicuramente ad incentivare l’esodo estivo ed il consumo del prodotto turistico.

Secondo il Codacons in sei anni la percentuale degli italiani in viaggio tra il 2008 ed il 2014 si è ridotta del 31%, determinando, così, una drammatica contrazione della domanda turistica che spiega i suoi disastrosi effetti sull’economia del paese in termini di ricaduta negativa dell’occupazione, soprattutto giovanile e stagionale, in un settore come quello turistico, sicuramente strategico come volano di una ripresa che stenta ad arrivare.

Il quadro generale sotto il cielo plumbeo dell’estate appare francamente desolante ed il clima pesante non può neanche essere alleggerito dalle tradizionali chiacchiere estive sotto l’ombrellone, sempre più spesso sostituito dall’ombrello. E nessuno avrebbe immaginato di poter accusare la mancanza dei bollini neri che fino a qualche tempo fa accompagnavano gli esodi estivi e gli immancabili ingorghi autostradali.

Ma il prezzo da pagare per una maggiore scorrevolezza del traffico estivo appare troppo alto ed il conto si rivela salatissimo per le località balneari, per gli hotel, per i campeggi ed i villaggi turistici ed in generale per l’intera filiera turistica.

La spending review messa in atto dai consumatori italiani per resistere alla crisi di questi anni, si concentra sul taglio di quei costi non indispensabili ed i comparti del travel e dell’hospitality vedono ormai in calo il proprio modello di business consolidato. Mettere a punto nuove strategie di promozione risulta essere un punto imprescindibile per i player turistici che desiderano tornare ad essere competitivi in un mercato attraversato da epocali cambiamenti. Certo sarà difficile per gli operatori del mercato turistico addivenire a soddisfacenti compromessi con un clima sempre meno mediterraneo ma potranno senza dubbio guardare con attenzione a quei settori della comunicazione, per esempio, che registrano in barba alla crisi economica generale, un trend di crescita costante che potrebbe rivelarsi strumentale alle esigenze promozionali dei player turistici.

In un desolante panorama caratterizzato da continue contrazioni e flessioni, i numeri generati dai Social Network, ed in particolare da Twitter che è riuscito a raddoppiare i propri introiti nell’ultimo anno, potrebbero costituire una indicazione della via da intraprendere. I cinguettii del sito di microblogging si diffondono sul web e in tv più velocemente dei post di Facebook (gigante incontrastato in termini di utenti il cui totale supera gli 1,32 miliardi) attirando un numero maggiore di inserzionisti rispetto al concorrente guidato da Zuckerberg. In attesa di un superamento della stagnazione economica degli ultimi anni, le aziende turistiche devono guardare con fiducia alle potenzialità del web marketing per provare ad aumentare il proprio tasso di penetrazione nel mercato.

L’argomento è sicuramente complesso e la digitalizzazione dei processi di acquisto, la capacità di ripensamento del modello di business, unitamente ad una sistematica politica di promozione sul web, risultano essere aspetti non esaustivi del problema, ma senza dubbio strategici.

Sul punto la redazione del blog Turismo Uninform è fortemente interessata a raccogliere le esperienze e le opinioni dei suoi lettori. Pubblicate un vostro commento e partecipate con i vostri contributi alla discussione, potrebbe essere un modo costruttivo per ingannare il maltempo.

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