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La nave da crociera più grande del mondo



La nave da crociera più grande del mondo

Il progetto Genesis ha attraccato nel Mediterraneo. L’ultima frontiera dell’industria crocieristica ha misure imponenti e un fascino inedito. La Oasis of the Seas si è lasciata ammirare nei porti di Civitavecchia e Napoli in tutta la maestosità delle sue 220000 tonnellate di stazza distribuite in 362 metri di lunghezza  47 di larghezza e 80 di altezza.

La nave da crociera più grande del mondo, di proprietà dello storico gruppo Royal Caribbean con i suoi oltre 6.000 passeggeri e 2300 persone di equipaggio, ha lasciato le abituali rotte negli incantevoli Caraibi per trascorrere l’autunno nel Mediterraneo occidentale. Verrà poi raggiunta e sostituita nel 2015 dalla gemella Allure of the Sea che toccherà i maggiori porti europei per l’intera stagione.

La redazione del Blog Turismo Uninform è rimasta veramente impressionata dalle immagini e dai filmati che circolano in rete in questi giorni sulla Oasis of the Seas vera e propria città galleggiante.

Indubbiamente Royal Caribbean ha spostato decisamente in avanti l’asticella dello standard nel settore crocieristico introducendo nel mercato un prodotto straordinariamente innovativo.

E non sono solo le dimensioni ad impressionare il visitatore, anche virtuale, di questa splendida nave. Tutto, ma veramente tutto, a bordo è pensato e realizzato per stupire l’ospite.  Forse i crocieristi, puristi della navigazione e dell’architettura navale convenzionale, potrebbero perfino restare sconcertati dal rivoluzionario ripensamento degli spazi e del design dell’incredibile natante. Lo stile ridondante e kitsch, cui ci hanno abituato le ammiraglie di armatori attivi nel mercato crocieristico nel Mediterraneo è un ricordo superato da una esperienza di viaggio e di soggiorno assolutamente inedita.

Parchi a cielo aperto con oltre  dodicimila varietà di piante vive, curate dal giardiniere di bordo, passeggiate che riproducono le vie di borghi mediterranei su cui si affacciano ristoranti sofisticati, piscine degne di questo nome con onde per il surf e giostrine in legno, cavi sospesi a venticinque metri di altezza con cui lanciarsi in immaginari arrembaggi da un lato all’altro della nave, pareti da free climbing, idromassaggi e pista da pattinaggio a picco sul mare e un bar, unico al mondo nel suo genere, che si muove verticalmente tra i ponti . E ancora aree riservate allo sport ed ai passeggeri più giovani, un anfiteatro a poppa e tutto quanto altro ancora necessario a relegare in una categoria inferiore i competitors convenzionali.

Alle 20 di oggi, la Oasis of the Seas salperà dal porto di Napoli dove è ritornata stamani occupando tutti e tre gli attracchi della banchina di Levante.

Certamente una grande occasione per la città partenopea. E una sfida importante.

I vertici di Royal Caribbean potrebbero decidere di includere permanentemente, lo scalo all’ombra del Vesuvio, fra le destinazioni del gigante del mare. Una scommessa da vincere per l’Amministrazione della città e per i player turistici attivi sul territorio.

Gli uni dovranno attivarsi per la realizzazione di un terminal adeguato all’ormeggio della nave delle meraviglie ed alla fornitura di idonea logistica per la gestione dei flussi di turisti che il vettore americano garantirebbe alla città.

Gli altri, dovranno saper intercettare ed ottimizzare la domanda delle migliaia di visitatori che si riverserebbero ad ammirare le bellezze di Napoli.

Uno straordinario impulso per l’economia e l’occupazione del settore. Ma come sempre avviene in Italia, ogni grande evento scatena inevitabilmente grandi polemiche. E torna ad accendersi il  tema della sostenibilità del turismo crocieristico delle grandi navi nel mediterraneo che appassiona e divide ambientalisti ed operatori turistici.

La redazione del Blog Turismo Uninform è consapevole delle potenzialità di incoming che le grandi navi possono sviluppare verso le destinazioni turistiche nazionali, ma anche delle criticità che possono accompagnare il transito di questi giganti del mare sempre più numerosi , attraverso i porti italiani che , oggi più di ieri, palesano la necessità di urgenti adeguamenti strutturali che li rendano idonei all’ormeggio di grandi navi. Royal Caribbean ha probabilmente tracciato la via per il futuro prossimo dell’industria crocieristica , con l’introduzione nel mediterraneo delle navi più grandi del mondo. Il sistema crocieristico italiano e il suo indotto sono pronti per l’innovazione? Tu cosa ne pensi?


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