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La crisi morde il Turismo: i dati Federalberghi



La crisi morde il Turismo: i dati Federalberghi

Divulgati i dati Federalberghi con i quali si fotografa uno scenario di crisi per il Turismo

Fin dai suoi esordi, è cosa oramai nota ai numerosi ed appassionati lettori, il blog Turismo Uninform ha da sempre dimostrato un forte interesse non solo nei confronti della distribuzione online, delle tecnologie Mobile, dei Social Media e delTravel 2.0, ma anche nei confronti dei motori di ricerca, delle tendenze di mercato più aggiornate e dell’ingresso dei nuovi player turistici.

Allo stesso tempo, però, il nostro blog dedicato al Turismo non poteva certo esimersi dal segnalare e condividere le complesse dinamiche turistiche in atto nel nostro Paese, soprattutto alla luce delle recenti criticità che il Sistema Turismo italiano si trova ad affrontare durante il perdurare della crisi economica internazionale.

Ed è esattamente in quest’ottica che quest’oggi il blog Turismo Uninformdesidera dedicare il proprio intervento al comparto alberghiero ed al difficile momento che gli albergatori di tutta Italia stanno fronteggiando in questi mesi, come del resto sancito anche da Federalberghi.

Nello specifico, infatti, stando ai dati recentemente diffusi proprio daFederalberghi, la crisi quest’anno è stata avvertita in maniera molto forte tanto da condizionare in maniera significativa i flussi turistici della Pasqua 2013 e rendere proibitive, per ragioni squisitamente economiche, levacanze in questo periodo a ben 50 milioni di italiani.

E in effetti il quadro che emerge dai dati Federalberghi disegna un’Italia a tinte fosche poiché rispetto ai 9,5 milioni di italiani che nel 2012 decisero di passare almeno una notte in un hotel italiano, si passa agli 8,2 milioni del 2013, con una flessione pari al -14,1%.

Se si rivolge lo sguardo ai vacanzieri che hanno deciso di trascorrere le proprie vacanze all’estero lo scenario appena descritto non fa registrare trend di segno opposto tanto che l’88% del totale, ben due punti percentuali in meno rispetto all’anno scorso, resterà in Italia e soltanto il 12% (questa quota rappresentava il 10% nel 2012) varcherà i confini nazionali per le vacanze pasquali.

Scorrendo ulteriormente i dati di Federalbertghi, è interessante notare lasegmentazione dei vacanzieri che hanno scelto l’Italia come destinazione turistica per le proprie vacanze. Nello specifico, infatti, il mare ha rappresentato la meta preferita dagli italiani con il 34% (lo scorso anno, invece, il 37%), seguito subito dopo dalle cosiddette città d’arte che fanno registrare il 25,5% delle preferenza (nel 2012 il 21%). In controtendenza, invece, la montagna, che si attesta 23% riportando, così, un calo di un punto percentuale se paragonata allo scorso anno.

Applicando lo stesso modello di segmentazione alle destinazioni turistiche estere, si scopre che le Capitali europee conquistano la maggioranza dei consensi dei vacanzieri italiani attestandosi al 53,4%, ma se si paragona il dato con quello del 2012, si registra un pesante arretramento pari a ben 13 punti percentuali. Seguono poi le località di mare con il 20%, con un arretramento di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Un altro dato emerge prepotentemente dall’analisi Federalberghi e che fotografa in maniera inequivocabile la difficoltà in cui versa attualmente il comparto dell’hospitality italiana: la netta tendenza ai soggiorni low cost. Nello specifico, infatti, la casa di parenti o amici rappresenta ben il 28,1% delle preferenze dei viaggiatori durante il periodo pasquale, mentre gli hotel si attestano al secondo posto con il 27,6%. Infine le case vacanza di proprietà con il 15,6%.

La tendenza al risparmio si evince anche dall’incremento fatto registrare dai B&B che si attestano al 6,1% rispetto, invece, al 2% dell’anno scorso. In calo anche la spesa media pro-capite il cui valore indicato daFederalberghi è pari a 317 euro, una flessione, quindi, di ben 12 euro rispetto al solo 2012.

Al di là delle vacanze, gli italiani per questa Pasqua 2013 si sono orientati all’austerità anche per quanto riguarda il pranzo pasquale tanto che 4 connazionali su 5 hanno scelto di restare a casa spendendo in genere alimentari un totale non superiore a 1,2 miliardi di euro. Stando alle stimedella CIA, ovvero la Confederazione Italiana Agricoltori, la spesa media per componente della famiglia è pari a circa 80 euro.

Insomma, la crisi quest’anno si è fatta sentire in maniera piuttosto significativo sul comparto alberghiero ma i dati di Federalberghi non devono indurre alcun pessimismo tra gli operatori turistici ed anzi, al contrario, essi devono fungere da serio e concreto incoraggiamento all’implementazione di strategie distributive e promozionali sempre più efficaci ed in grado di stimolare sensibilmente la domanda turistica.

E tu, cosa ne pensi dei dati diffusi recentemente da Federalberghi? Quali scenari intravedi per il comparto dell’hospitality nazionale nel breve e medio periodo? Ritieni che gli albergatori italiani saranno in grado di fare efficacemente sistema ed approntare strategie distributive e promozionali all’altezza della complessità del momento? Quale ruolo dovrebbero avere tutti gli attori della filiera distributiva turistica nazionale?

Che tu sia un operatore turistico di lungo corso, un albergatore o un fervido appassionato di dinamiche turistiche, hotel, distribuzione online e tradizionale e Turismo in generale, raccontaci pure la tua testimonianza diretta e condividila immediatamente con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai pure voce alle tue opinioni segnalandoci di volta in volta tutti i tuoi suggerimenti, i tuoi consigli, le tue raccomandazioni e tutte quelle che ritieni essere le più efficaci best practice di riferimento. Soltanto così potremo approfondire il dibattito dedicato al futuro del comparto alberghiero italiano e proporre insieme nuove strategie.

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