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La crisi del Turismo passa anche per l’aumento dell’aliquota IVA



La crisi del Turismo passa anche per l’aumento dell’aliquota IVA

L’instabilità dei mercati mondiali registrata appena un anno fa e la ben più profonda crisi finanziaria che negli ultimi mesi sta coinvolgendo in particolar modo l’Europa stanno sottoponendo l’intero comparto turistico non solo ad un’intensa fase di radicale ristrutturazione delle strategie distributive e promozionali degli operatori turistici, ma anche, e soprattutto, a delle scelte molto serie in termini di monitoraggio ed abbattimento dei costi strutturali sostenuti da tutti i soggetti della filiera distributiva, siano essi Tour Operator, agenzie di viaggio tradizionali, OTA (Online Travel Agency), catene alberghiere, hotel indipendenti, villaggi turisticicompagnie di crociera, compagnie aeree, B&B, agriturismo, alberghi diffusi e così via.

 

Come se non bastasse, poi, i timori di un ulteriore aggravamento della crisi e, quindi, dei conti pubblici europei ha determinato una situazione tale da imporre ai Paesi dell’area euro l’adozione di politiche di contenimento del debito pubblico molto più rigorose rispetto a quelle adottate in passato, con un conseguente irrigidimento della pressione fiscale nei confronti anche delle imprese impegnate nel Turismo.

 

Alla luce di queste considerazioni preliminari, il blog Turismo Uninform, da sempre scrupolosamente attento sia nei confronti delle dinamiche turistiche nazionali ed internazionali che delle conseguenze determinate da fattori esterni al comparto stesso, desidera quest’oggi condividere con i fervidi e appassionati lettori una serie di riflessioni ed analisi in merito all’aumento dell’aliquota IVA deciso nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri.

 

Nello specifico, la nuova misura introdotta dal Governo Monti prevede che, a partire dalla prossima estate – notoriamente il periodo di maggiore intensità per l’intero comparto turistico nazionale in termini sia di presenze che di arrivi, ma anche di volumi di prenotazioni – l’aliquota IVA passi dall’attuale 10% al ben più significativo 12%.

 

Ebbene, tralasciando in questa sede le ragioni che, a vario titolo, hanno concorso a determinare il carattere di urgenza di questo intervento, l’aumento dell’aliquota IVA deciso dal Consiglio dei Ministri ha suscitato enormi polemiche tra gli operatori turistici non solo per l’evidente aggravio fiscale, ma anche per l’ulteriore distanziamento del comparto dalla media europea che per questa voce di costo si attesta appena al 7%, ben 5 punti percentuali in meno.

 

Del resto, non è un caso che Franca Cappelluto, Presidente dell’Unione Provinciale Albergatori, abbia definito la misura posta in essere dal Governo Monti una vera e propria “doccia fredda che causa incertezza e depressione”.

 

In effetti, allineandosi alle dichiarazioni della Cappelluto, anche il blog Turismo Uninform non può fare a meno di evidenziare come in una fase in cui i mercati si caratterizzano per la loro particolare instabilità, profonda incertezza ed evidente debolezza, una misura di questo tipo non può che esporre ulteriormente quegli stessi mercati ad una maggiore precarietà e volubilità.

 

Inoltre, non si può fare a meno di considerare che alcuni Paesi europei applicano al comparto turistico un’aliquota IVA sensibilmente inferiore alla media europea (la Francia, per esempio, è appena al 5,5%) e la misura varata dal Consiglio dei Ministri espone l’intero Sistema Turismo italiano ad una mancanza di competitività nei confronti della concorrenza straniera.

 

Se a tutto ciò ci si aggiunge anche l’aumento degli estimi catastali, una misura che graverebbe in questo caso sui proprietari di immobili come, ad esempio, le catene alberghiere e gli hotel indipendenti, ma anche gli agriturismo, i B&B ed i villaggi turistici, si comprenderà facilmente come tali politiche incidano significativamente sul bilancio complessivo del Turismo nazionale.

 

Il blog Turismo Uninform, inoltre, desidera segnalare che tutti gli operatori turistici hanno già da tempo pubblicato i listini dei prezzi per il 2012 ed i costi di distribuzione ed intermediazione si basano su un calcolo dell’aliquota IVA al 10%, un ulteriore elemento che, se la misura dovesse essere approvata in via definitiva dal Parlamento, andrebbe a gravare direttamente sulle spalle dell’intero comparto turistico italiano con conseguenze piuttosto significative.

 

Intanto, i dati relativi alle vacanze per il Ponte dell’Immacolata evidenziano un calo dei turisti italiani, sebbene sia la spesa turistica media che i giorni di vacanza a disposizione siano leggermente superiori rispetto allo stesso periodo del 2010.

 

Quanto appena detti si evince anche dall’indagine condotta da Federalberghi. Nello specifico, gli italiani che in questi giorni hanno deciso di trascorrere almeno una notte fuori casa sono 4,9 milioni (ovvero l’8,1% dell’intera popolazione nazionale) contro i 5,4 dello scorso anno (8,9%). Da notare, poi, che secondo Federalberghi l’86% di quei 4,9 milioni di italiani resterà nella nostra penisola.

 

Federalberghi ha poi verificato la tipologia di sistemazione privilegiata in questo periodo dagli italiani. Ebbene, il 39% dei vacanzieri ha optato per l’alloggio in hotel (nel 2010 l’albergo era stato, invece, scelto dal 42% degli italiani), il 3,5% in agriturismo, il 3,6% in residence, il 3,5% in un villaggio turistico, il 20% a casa di amici, il 14% in casa vacanze di proprietà e il 3,7% in affitto.

 

In questo periodo la vacanza in montagna rappresenta la quota più elevata con il 43% mentre le città d’arte si posizionano al 22%. Seguono le vacanze al mare, con il 15%, e i laghi e le località termali.

 

Un accenno, infine, al dato relativo alla spesa turistica media. Se nel 2010 la spesa pro capite ammontava a 224 euro, questo periodo si assesta a 227€ per un giro d’affari lordo pari a 1,11 miliardi di euro contro l’1,21 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

 

Insomma, un motivo in più per considera l’aumento dell’aliquota IVA in modo più sereno e, soprattutto, più attento alle esigenze dell’intero comparto turistico nazionale.

 

Cosa ne pensi delle nuove misure decise dal Consiglio dei Ministri e quale impatto avranno sul Turismo italiano? Ritieni che gli operatori turistici, tramite Federturismo Confindustria, abbiano margine di trattativa per una revisione più equilibrata dell’aliquota IVA? Quali scenari intravedi nel breve e medio periodo per il comparto turistico nazionale alla luce degli interventi fiscali previsti dal Governo?

 

Se sei un operatore turistico di lungo corso e desideri esprimere la tua opinione su questo spinoso argomento, lascia un tuo commento sul blog Turismo Uninform e segnalaci i tuoi consigli ed i tuoi suggerimenti.

 

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