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Il Turismo italiano tra tassa di soggiorno e soppressione dei ponti festivi



Il Turismo italiano tra tassa di soggiorno e soppressione dei ponti festivi

Lo spinoso dibattito sulla tassa di soggiorno

Ricordate quando, appena un mese fa, il blog Turismo Uninform si occupò della tanto discussa, e per certi versi iniqua, tassa di soggiorno? Ebbene, in quell’occasione vennero evidenziate non solo le implicazioni generali che la nuova imposta avrebbe comportato per l’intero comparto del Turismo italiano, ma anche le più rilevanti ricadute in termini di arrivipernottamenti nelle principali destinazioni turistiche del nostro Paese.

Ora, a solo un mese di distanza, la tassa di soggiorno torna a far parlare di sé, ancora una volta in chiave polemica, per il via libera alla sua applicazione concesso dal Comune di Venezia. Nello specifico, ogni turistache da mercoledì 24 Agosto deciderà di trascorrere le proprie vacanzenella splendida città lagunare dovrà versare, oltre al normale costo della camera d’albergo, dai tre centesimi (quota prevista per il soggiorno in uncampeggio sulla terraferma) ai 5 euro di un hotel a 5 stelle in centro storico per i primi cinque giorni di soggiorno.

Secondo l’elegante formula utilizzata dagli esperti di marketingcomunicazione del Comune di Venezia, la tassa di soggiornocontribuirà a sponsorizzare le bellezze” del territorio, una dichiarazione, questa, che non trova però d’accordo gli albergatori veneziani poiché chiamati, dalle norme previste dalla nuova imposta comunale, a fare da veri e propri esattori.

Ed infatti, stando alle dichiarazioni di Vittorio Bonacini, Presidente degli albergatori veneziani, questi ultimi non sarebbero disponibili ad assolvere alla funzione di sostituti d’imposta e per questa ragione si proseguirà sulla strada del ricorso al Tar. Lo stesso Bonacini, poi, specifica anche che il ricorso al Tar non sarà da intendersi contro la totalità delle norme previste dalla tassa di soggiorno ma, al contrario, solo nei confronti di quella parte in cui il Comune di Venezia avrebbe disatteso gli accordi precedentemente stipulati.

Bonacini insiste, inoltre, sul fatto che gli albergatori veneziani continueranno comunque a compiere il loro dovere provvedendo a riscuotere la tanto vituperata imposta dai turisti in quanto l’associazione da lui rappresentata non può in alcun modo favorire l’illegalità.

Nel frattempo, però, Sandro Simionato, vice sindaco della città,  ha replicato agli albergatori con una nota dai toni distensivi che, sostanzialmente, invita a non dibattere sulla qualifica di sostituti d’imposta, ma piuttosto sulla compartecipazione alla qualità della città da parte dei turisti in arrivo.

E se la city tax – così è stata esoticamente ribattezzata la tassa di soggiorno – negli ultimi giorni ha nuovamente catalizzato su di sé l’attenzione degli operatori turistici, in particolar modo quella del comparto dell’hotellerie, in Italia si è discusso molto anche della cancellazione dei ponti festivi, con accorpamento delle festività civili alla domenica, contenuta nella recente manovra del Governo.

In effetti, così come proposto, il provvedimento sarebbe in grado di compromettere seriamente volumi di fatturato piuttosto significativi per un comparto, il Turismo appunto, penalizzato a più riprese.

Stando ai dati di Federalberghi lo scorso anno, un periodo di forte crisi per il settore alberghiero, il solo ponte del 2 Giugno aveva generato un indotto pari a 2,2 miliardi di euro contribuendo, così, positivamente ad una crescita definita come eccezionale. Inoltre, anche il ponte del 17 Marzo,festività istituita in occasione della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, aveva rappresentato un vero e proprio toccasana per l’intero comparto del Turismo.

Per capire quanto realmente pesi la cancellazione dei ponti festivi sarà sufficiente dare un’occhiata ai dati divulgati da Bernabò Bocca, Presidente Nazionale di Federalberghi.

Nello specifico, il ponte del 25 Aprile muove in media 6 milioni di italiani con un giro d’affari pari a due miliardi di euro. Il ponte del 1 Maggio, poi, movimenta 6 milioni e mezzo di turisti per un fatturato di un miliardo e mezzo, mentre quello del 2 Giugno fa registrare 8 milioni e mezzo divacanzieri con un giro d’affari di 2 miliardi e duecento milioni.

Come è facile intuire, se dovesse essere applicata la norma in questione, ci troveremmo di fronte ad una situazione piuttosto complicata per l’intero comparto del Turismo nazionale e sebbene non sia certamente il blog Turismo Uninform la sede più appropriata per discutere gli aspetti tecnici della manovra proposta dal Governo, ci sembra perlomeno doveroso dover stimolare un approfondito dibattito su entrambe le delicate questioni affrontate quest’oggi e promuovere una serena e costruttiva riflessione con tutti gli operatori del settore.

E tu, cosa ne pensi dell’applicazione della tassa di soggiorno da parte del Comune di Venezia? Quanto essa inciderà realmente sui flussi turistici della meravigliosa città lagunare? Quale piega prenderà la controversia tra gli albergatori ed il Comune? E soprattutto, come reagiranno i turisti di fronte alla richiesta della tassa di soggiorno prevista per ogni pernottamento?

Se sei un operatore turistico professionista ed hai già avuto modo di recepire i commenti e le opinioni dei tuoi clienti in viaggio a Venezia, sia per motivi di lavoro che leisure, pubblica un tuo intervento e condividilo con tutti i lettori del blog Turismo Uninform segnalandoci la tua testimonianza professionale.

Se, invece, sei un appassionato di Turismo, di distribuzione tradizionale eonline, di Travel 2.0 e hotellerie, partecipa al dibattito dedicato al comparto turistico nel suo complesso ed illustraci le tue considerazioni, le tue riflessioni, i tuoi suggerimenti, i tuoi consigli e, perché no, le tue proposte per un Sistema Turismo nazionale più efficiente e sempre più all’altezza delle risorse storico culturali, artistiche, paesaggistiche, enogastronomiche e produttive del nostro meraviglioso Paese.

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