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Il Turismo ed il fallimento Viaggi del Ventaglio: procedure di risarcimento



A pochi giorni di distanza dal recente fallimento del Tour Operator italiano Viaggi del Ventaglio, e delle ripercussioni che questa vicenda ha generato nel mondo del Turismo, iniziano a fioccare le prime denunce da parte dei clienti che avevano prenotato una vacanza con la storica azienda turistica travolta dal dissesto finanziario, ed anche le associazioni dei consumatori hanno cominciato a mobilitarsi con la richiesta di nuove leggi a tutela dei propri assistiti.

Ebbene, mossi dal consueto spirito divulgativo e formativo, e con l’intento di fornire ai lettori del blog di Turismo Uninform un quadro esaustivo delle possibili azioni da intraprendere nel caso di eventuali richieste di risarcimento, pubblichiamo un dettagliato decalogo per poter procedere in questo senso, sebbene la situazione non sia ancora del tutto chiara.

L’Adiconsum, infatti, per far fronte alla mancata erogazione del servizio turistico da parte del Tour Operator fallito ha reclamato l’istituzione di un fondo paritetico a tutela dei viaggiatori beffati. Secondo questa associazione dei consumatori, il fondo potrebbe attingere risorse sia dai proventi delle sanzioni comminate precedentemente dall’Antitrust nei confronti di Tour Operator ed Agenzie di Viaggio che da quote a carico di tutte le aziende operanti nel Turismo per ogni pacchetto viaggio venduto.

Diverso, invece, l’approccio di Confconsumatori secondo cui le pratiche di risarcimento potranno essere aperte nel caso in cui Viaggi del Ventaglio abbia in precedenza stipulato una polizza assicurativa per la responsabilità civile. Va sottolineato che l’obbligo di tale assicurazione è contemplato proprio nell’art. 99 del Codice del Consumo. Inoltre, la stessa associazione dei consumatori invita i clienti del Tour Operator fallito a verificare l’eventuale stipula di una polizza assicurativa individuale che contempli il risarcimento in caso di annullamento del viaggio, condizione questa, che legittimerebbe il rimborso delle somme versate.

Un’ulteriore possibilità di risarcimento riguarda la responsabilità legata agli intermediari che hanno proceduto alla vendita del pacchetto turistico, le agenzie di viaggi. Essendo queste ultime operatori professionali del Turismo e, quindi, consapevoli delle condizioni finanziarie nelle quali versava il Tour Operator fallito, sarebbe stato opportuno non procedere alla vendita di pacchetti turistici, se non con l’obbligo di informare la clientela sugli eventuali rischi. Inoltre, come per i Tour Operator, anche le agenzie venditrici di pacchetti turistici sono sottoposte all’obbligo di stipula di una polizza assicurativa ai sensi dello stesso art. 99 del Codice del Consumo citato precedentemente. Alla luce di queste considerazioni i clienti potranno, quindi, richiedere il risarcimento all’agenzia di viaggi la quale dovrà provvedere, direttamente o tramite la propria compagnia assicurativa, al risarcimento dei danni. Si consiglia di inviare la richiesta a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

Oltre alle possibilità di rimborso appena elencate ne esistono altre, sebbene più complesse a dalle tempistiche certamente più ampie, ed il blog di Turismo Uninform desidera segnalarle prontamente ai propri lettori.

La prima riguarda la cosiddetta procedura di insinuazione al passivo. Nello specifico, si tratta di una richiesta che consente ai creditori di una società fallita di concorrere insieme agli altri creditori ad ottenere il soddisfacimento del proprio credito nell’ambito del fallimento. Pur non essendoci in questo caso alcuna scadenza immediata, è consigliabile attendere fino al 27 Luglio 2010, data in cui il Tribunale di Milano procederà a rendere note le necessarie indicazioni.

Il blog di Turismo Uninform segnala, infine, la possibilità di presentazione d’istanza al Fondo nazionale di garanzia da indirizzare, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al seguente indirizzo:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del Turismo
Ufficio per lo sviluppo del Turismo e la gestione degli interventi
Servizio IV “Assistenza alla domanda turistica e Vigilanza”
Via della Ferratella in Laterano, 51
00184 ROMA.

Sul sito web www.governo.it è disponibile il fac-simile della domanda.

Va sottolineato che la presente istanza, grazie ad una modifica del codice del Consumo avvenuta nel 2009, non è più soggetta al termine di decadenza di tre mesi e, quindi, potrà essere presentata in ogni momento.

Cosa ne pensi? Ritieni fattibile che i consumatori beffati riescano a riscuotere le somme precedentemente versate in tempi brevi? Condividi la tua opinione con il blog di Turismo Uninform e lasciaci un tuo commento. Ti risponderemo tempestivamente.

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