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Il Turismo e l’Italia: analisi e prospettive



Il Turismo e l’Italia: analisi e prospettive

Quest’oggi la redazione del blog Turismo Uninform desidera occuparsi di un’ampia panoramica dedicata alla situazione generale del comparto turistico nazionale, un settore produttivo che per il nostro Paese vale ben il 10% del Pil e garantisce lavoro per oltre due milioni di addetti.

Sebbene l’Italia esprima un elevatissimo potenziale turistico, certamente tra i più importanti al mondo, la gestione del comparto turistico nel suo complesso risulta troppo spesso improvvisata e caratterizzata da una profonda inadeguatezza strutturale, soprattutto se si considera che un lavoratore italiano su 10 dipende direttamente da questo settore produttivo.

Del resto, non è affatto un caso che i dati divulgati recentemente dall’Osservatorio nazionale sul Turismo evidenzino sì un giro d’affari per il 2013 pari a 33 miliardi di euro con una crescita di un miliardo di euro rispetto all’anno precedente, ma il 60% di questo valore viene generato soltanto da quattro Regioni, nello specifico dal Lazio, dalla Lombardia, dal Veneto e dalla Toscana mentre l’intero Sud della penisola, purtroppo, si caratterizza per una scarsa capacità attrattiva pari ad appena il 13% del totale.

L’inadeguatezza del sistema Turismo Italia emerge anche da altri dati come, esempio, quello riguardante la classifica mondiale per arrivi internazionali secondo la quale il nostro Paese risulta essere scivolata al quinto posto dopo la Francia, gli stati Uniti, la Spagna e la Cina. Nel frattempo le strutture governative nazionali cercano di correre ai ripari con un decreto sul Turismo a firma del Ministro Franceschini, convertito in legge lo scorso 28 Luglio 2014, ma la concorrenza, più in particolare quella francese e spagnola, non resta certo a guardare.

E proprio da un punto di vista governativo le grane non sono certamente poche. Infatti, l’attuale piano strategico turistico ribattezzato con il nome di “Italia 2020” messo a punto da Piero Guidi, ministro incaricato dal Governo Monti, ha individuato una serie di obiettivi tra i quali quello relativo al rafforzamento dello Stato in materia turistica. Le Regioni, però, grazie alla riforma del titolo V della Costituzione hanno competenza esclusiva e, di fatto, tale obiettivo sembra francamente irraggiungibile, se non con una ulteriore modifica della Costituzione, il cui iter è particolarmente farraginoso e macchinoso. Se a questo ci si aggiunge l’assenza di una specifica e strutturata strategia di marketing, il quadro generale del comparto turistico nazionale risulta, così, davvero impietoso.

Per comprendere meglio la necessità di una strategia di marketing definita da parte del nostro Paese basta dare un’occhiata a ciò che accade in Francia e in Spagna, diretti concorrenti dell’Italia. Il primo dei due Paesi appena citati, infatti, investe sul comparto turistico ben 8 milioni di euro in meno del nostro Paese (27 contro 35) adottando una chiara logica di delocalizzazione dei flussi turistici a favore di tutto il Paese suddividendo l’intera offerta turistica in 5 categorie, le città, le regioni, la campagna, la montagna e il turismo enogastronomico. Il risultato è evidente, il nostro Paese arretra vistosamente e la Francia, invece, continua a posizionarsi ai vertici delle classifiche mondiali.

Situazione analoga a quella francese, poi, si riscontra anche per la penisola iberica, sebbene con le dovute differenziazioni. La Spagna, infatti, concentra la propria strategia di sviluppo turistico su tre macro aree, la visibilità della propria offerta turistica generale, l’innovazione dei servizi e la capacità di attirare nuovi talenti come volano di crescita.

Al confronto con queste due realtà, quindi, il nostro Paese appare incapace di elaborare strategie di sviluppo turistico di lungo periodo ed emerge l’assenza, clamorosa, di strategie di promozione su basi statistiche. In questa senso, le responsabilità governative del passato non sono certamente ininfluenti, soprattutto se si considera che proprio nelle premesse del piano nazionale si sottolinea come il Turismo non sia mai stato considerato come un investimento strategico su cui puntare per la crescita e lo sviluppo del Paese.

I nuovi media digitali, poi, attualmente in grado di rilanciare in maniera significativa proprio il comparto turistico, in particolar modo per quanto riguarda il settore dell’intermediazione e distribuzione online, risultano ancora poco utilizzati nel nostro Paese e con forti dubbi sulla loro efficienza gestionale. Del resto, è sufficiente dare un’occhiata agli investimenti realizzati nei confronti dei domini dei siti web che promuovono il Lazio come destinazione turistica, e non i luoghi più evocativi presenti nell’area, Roma su tutti, per comprendere appieno l’assenza di una chiara strategia di marketing. Del resto, ma è fin troppo intuitivo, quali volumi di ricerca e, quindi, di potenziali turisti, è in grado di generare una keyword come “Lazio”?

Ancora più emblematico, poi, il caso di Italia.it, il portale web vetrina turistica del nostro Paese varato dal governo Berlusconi nel 2005 e per il quale vennero stanziati ben 45 milioni di euro, una vera follia. Il sito in questione vide la luce soltanto nel 2007 ma dopo appena un anno venne chiuso a causa delle feroci critiche da parte degli utenti per l’inadeguatezza dei contenuti, della grafica e dell’accessibilità stessa del portale. Senza contare, poi, il contenzioso con IBM che è costato 10 milioni di euro e l’affidamento gestionale all’ACI con un aggravio di ulteriori 5 milioni di euro.

Insomma, noi della Redazione del blog Turismo Uninform non vogliamo affatto indurre disperazione e desolazione per gli addetti del comparto ma, al contrario, in questo marasma di inefficienze, gestionali ed economiche, vogliamo addirittura intravedere una grande opportunità che si basi sull’investimento in capitale umano specializzato e su investimenti strategici di lungo periodo con cui rilanciare seriamente l’intero sistema turistico nazionale. Ci sarà bisogno di tutti, anche di te!

Che tu sia un operatore turistico professionista o un appassionato di Turismo a 360 gradi, pubblica subito un tuo commento e condividi le tue opinioni con tutti i lettori del nostro blog. Saremo lieti di avviare non solo una profonda riflessione sul comparto turistico nel suo complesso, ma di raccogliere anche spunti, suggerimenti ed idee per rendere il nostro Paese sempre più efficiente, moderno ed allineato alle esigenze dei viaggiatori di tutto il mondo.

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