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Il Turismo come volano per la ripresa del Paese



Il Turismo come volano per la ripresa del Paese

Il sole sembra finalmente tornato a splendere in questa strana estate , il bollino rosso accompagna l’esodo dei turisti di agosto  lungo le autostrade italiane da nord a sud e la redazione del Blog Turismo Uninform vorrebbe contribuire a tenere alto lo spirito vacanziero commentando con i suoi lettori, dati, per una volta confortanti.

Anche in questa durissima fase di stagnazione economica, ufficialmente diventata recessione, il turismo è vivo e si conferma come volano dell’economia nazionale.

Il comparto turistico vale in Italia settanta miliardi, più di quello della moda, altra eccellenza italiana, che ne fattura solo venticinque. Lo certifica l’Osservatorio Nazionale del Turismo.

Il Centro internazionale di studi sull’economia turistica ha aggregato i numeri dell’Istat e della Banca di Italia fornendo un quadro del business turistico italiano caratterizzato da luci e ombre che devono indurre i player economici  e le istituzioni, soprattutto, a una profonda riflessione sul comparto turistico nazionale che vede il proprio saldo, sempre e comunque, positivo con un attivo nel 2013 del +10,4% ed una crescita stimata per l’anno in corso vicina al 4% .

I consumi turistici generano circa il doppio della ricchezza attivata da altri settori, perché coinvolgono beni e servizi vari, un quarto dei quali non caratteristici del comparto, riuscendo di fatto a trainare l’intera filiera economica presente sul territorio. Secondo l’Osservatorio nazionale del Turismo, mille euro di spesa per il prodotto turistico, si trasformano in circa 727 euro di ricchezza e se si considera che la spesa turistica italiana per il 2013 è stata di circa 93 miliardi, i conti sono presto fatti.

Sin qui le luci del mercato turistico nazionale, costituito per i due terzi dai consumi nazionali e per un terzo che vale 12 miliardi di euro, dai consumi degli stranieri, soprattutto tedeschi (cinque miliardi), americani (quattro miliardi) e francesi (tre miliardi).

Le ombre, invece, sono rappresentate dal dato secondo cui il Mezzogiorno di Italia riesce ad accaparrarsi solo il 13% del mercato turistico nazionale diviso di fatto solo tra quattro regioni del Belpaese. Lazio Lombardia Veneto e Toscana infatti, da sole, ne detengono circa il 60%.

E se è vero che di Turismo si può vivere, come di recente affermato dal ministro Franceschini,  risulta assolutamente necessario allargare il mercato anche ai player turistici del resto di Italia.

Il turismo culturale, in particolare, si conferma il fuoriclasse del comparto del travel riuscendo a catalizzare circa il 58% della spesa turistica nazionale e a maggior ragione risulta ancora più incomprensibile la circostanza per cui il sud Italia, con il suo enorme patrimonio artistico-culturale, continui a giocare un ruolo così marginale nell’economia turistica nazionale.

E se lo stesso Franceschini ravvisa nel sistema turistico nazionale gravi anomalie come quella, per esempio, di imporre la tassa di soggiorno solo ai clienti degli alberghi e non agli utenti di diverse strutture ricettive, che pur costituiscono la spina dorsale del comparto dell’hospitality, allora sarà il caso che la classe dirigente italiana si interroghi seriamente sul modello di sviluppo economico del Paese.

In questo senso, la scelta annunciata dal governo di riprendere l’attività di trivellazione in Basilicata e Sicilia non appare certamente coerente con una politica di valorizzazione dell’offerta turistica del Mezzogiorno che potrebbe senz’altro tradursi in una vigorosa spinta alla formazione ed alla occupazione in una area  del Paese che potrebbe e dovrebbe trasformarsi realmente nella locomotiva della ripresa economica nazionale.

Riuscire a portare a regime il potenziale turistico del sud dello Stivale, declinandolo nelle molteplici formule del turismo culturaleenogastronomico, green, tradizionale o in formule inedite ancora da inventare e proporre, potrebbe essere la sfida che i player economici e le istituzioni dovrebbero saper vincere.

Gli operatori del settore turistico dimostrano, anche in un periodo estremamente difficile (ed è un eufemismo), grande vitalità e voglia di innovazione. Lo stanno dimostrando i gestori degli stabilimenti balneari romagnoli, per esempio, che in un estate da dimenticare dal punto di vista meteorologico, cercano di reinventare il modo di vivere le spiagge, dotandole di inedite attrattive. La classe dirigente saprà fare altrettanto? Per quanto ci riguarda, la redazione del Blog Turismo Uninform alla vista della prima stella cadente, esprimerà proprio questo desiderio. Buon Ferragosto a tutti.

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