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Il futuro del Turismo online è sempre più nella Social Search



Il futuro del Turismo online è sempre più nella Social Search

I motori di ricerca, è cosa oramai nota a tutti gli esperti di Travel 2.0, rivestono un’importanza strategica di primissimo piano per qualsiasi realtà turistica, sia essa un Tour Operator, un’agenzia di viaggi tradizionale, un villaggio turistico, una compagnia di crociere, una OTA (Online Travel Agency), un hotel, una compagnia aerea, un B&B, un agriturismo, un vettore ferroviario, un albergo diffuso, e così via.

Negli ultimi due anni, poi, grazie anche allo strepitoso successo dei Social Media, il comparto turistico online ha fatto registrare un evidente fenomeno di progressiva integrazione tra le tradizionali funzionalità dei motori di ricerca e le innovazioni introdotte da Social Network del calibro di Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Foursquare, Google+Pinterest e molti altri ancora, tanto che gli stessi motori di ricerca, uno su tutti Google,  hanno dovuto mutare radicalmente il proprio modello di business ed orientarsi ad un approccio sempre più complesso e completo, ma soprattutto Social.

Tale fenomeno, quindi, ha permesso ai motori di ricerca non solo di evolversi rapidamente, ma anche, e soprattutto, di integrare la propria offerta di servizi con quella dei Social Network, una circostanza, questa, che ha contribuito a rendere l’esperienza di ricerca dell’utenza un processo sempre più preciso, coinvolgente ed accattivante.

Del resto, l’impatto dei Social Network sui motori di ricerca, ciò che più comunemente viene definito come Social Search, è davvero significativo tanto che Bing, nel caso di utilizzatori connessi, utilizza i celebri “I like” di Facebook per determinare il posizionamento organico dei contenuti delle SERP (Search Engine Results Page).

Partendo dal presupposto che l’anima dei Social Network è rappresentata dalla condivisione virale dei contenuti, è più che legittimo interrogarsi sulla possibilità di affiancare efficacemente alle best practice SEO (Search Engine Optimization) le potenzialità dei Social Media. Ed è proprio di questo argomento che quest’oggi sul blog Turismo Uninform parleremo cercando di individuare ed analizzare le modalità più efficaci con le quali sfruttare i Social Network per il posizionamento organico del proprio business.

E’ ovvio che quando si parla di motori di ricerca, in generale ci si riferisce soprattutto a Google, senza ombra di dubbio il principale player mondiale di questo avvincente mercato. Nella nostra analisi, quindi, ci avvarremo proprio di Google Social Search, uno degli esempi più rappresentativi.

Come è noto, Google Social Search nasce dall’esigenza dell’utenza online di vedere integrati nelle SERP (Search Engine Results Page) gli UGC (User Generated Content) provenienti dai profili Social del proprio network di amici in modo da rendere l’esperienza di ricerca sempre più pertinente, rilevante e personalizzata.

A questo punto, per chi conoscesse già Google+, saprà certamente che su questo Social Network è possibile definire delle cerchie di contatti suddividendole per interessi in comune. Nel momento in cui si effettua una ricerca su Google+, quindi, la condivisione di un URL da parte di un nostro contatto verrà immediatamente visualizzato nei risultati di ricerca disponibili.

Va ovviamente sottolineato che tale risultato viene generato da Google+ a prescindere dal posizionamento organico delle pagine. Nello specifico, tale contenuto è disponibile per la semplice appartenenza ad una delle cerchie definite in precedenza.

Inoltre, grazie alla molteplicità di piattaforme Social che il web mette a disposizione, l’utenza online è così in grado di instaurare una serie potenzialmente infinita di legami tra di loro. Ne sono un esempio le condivisioni di contenuti, le recensioni, gli scambi di opinioni, le amicizie, e così via.

E’ il cosiddetto Social Graph, ovvero il concetto che esprime la rappresentazione dei legami tra gli utenti all’interno di uno o più Social Network.

Grazie a questo principio, quindi, siamo in grado di visualizzare le fonti, siano esse blog, siti web, forum, ecc., che sono state linkate dall’utenza appartenente alle nostre cerchie. Così facendo, la Social Search diventa un vero e proprio motore di ricerca verticale al quale, però, si applicano logiche e dinamiche di posizionamento completamente nuove rispetto alla ricerca classica ed assolutamente rivoluzionarie.

Alla luce di queste considerazioni preliminari, quindi, è evidente che l’algoritmo che governa il meccanismo delle ricerche social si basi su analisi di contenuto altamente qualitative in grado di discriminare sia il numero di persone che linkano un determinato contenuto che la qualità stessa di questi link. In altre parole, l’interazione diventa il driver principale del SEO (Search Engine Optimization).

Seguendo le indicazioni di Giorgio Taverniti, è possibile identificare paradigmi in grado di condizionare efficacemente quella che già viene definita la Social SEO. Nello specifico, la coerenza tra argomento del post e tipologia di pagina, l’autorevolezza delle persone che interagiscono con il post, la qualità dei post in termini di capacità di favorire azioni quali condivisione, +1 o commenti e la qualità media di post per pagina, il cui peso sarà maggiore quanto più i post avranno generato una forte interazione ovvero ricondivisioni.

E’ evidente, quindi, che Google+ presenti un elevato potenziale di posizionamento all’interno delle SERP (Search Engine Results Page), anche con parole chiave non generiche. Nell’ottimizzare le proprie strategie di posizionamento organico, quindi, è bene tenere presente alcuni parametri piuttosto semplici come la coerenza nel tema del profilo, la tipologia di parole chiave usate nei post ed attività sporadiche sulla pagina Google+.

I Social Network, è cosa oramai fin troppo nota, nascono con lo scopo di promuovere la User Engagement e, pertanto, ciò che Google fa proprio con il suo personale concetto di rilevanza riguarda la personalizzazione dei risultati di ricerca attraverso il sociale. Il vero asso nella manica della Social Search, quindi, è rappresentato dai contenuti sui quali va realizzata necessariamente una corretta strategia di integrazione tra SEO (Search Engine Optimization) e produzione dei contenuti.

Il successo si misurerà, quindi, non più su meri criteri di posizionamento organico, ma anche, e soprattutto, sulla capacità di realizzare contenuti qualitativamente superiori, non standardizzati e specifici per ogni singola pagina web del proprio sito.

E tu, cosa ne pensi della Social Search di Google? Ritieni che questo tipo di approccio nei confronti dei motori di ricerca possa rappresentare il vero futuro del Travel 2.0? Quali implicazioni intravedi per quanto riguarda le strategie distributive e promozionali degli operatori turistici online?

Che tu sia un operatore turistico di lungo corso o un fervido appassionato di distribuzione online, Social Media, SEO (Search Engine Optimization),SEM (Search Engine Marketing), Web Marketing, SMM (Social Media Marketing, Travel 2.0 e Turismo in generale, raccontaci la tuatestimonianza diretta e condividila con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica un tuo commento sul blog ed esprimi liberamente la tua opinione segnalandoci tutti i consigli che riterrai più opportuni ed i suggerimenti più appropriati per un Turismo online sempre più efficiente ed innovativo.

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