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Google fornisce i migliori risultati di ricerca?



Google fornisce i migliori risultati di ricerca?

Quando si parla di Google, il più grande ed utilizzato motore di ricerca al mondo, è più che lecito attendersi l’eccellenza in termini di servizi erogati agli utenti considerata l’indiscussa leadership di questo player nel mercato delle ricerche online. Eppure, qualche ombra sembra allungarsi anche sul colosso di Mountain View.

I lettori più attenti, infatti, ricorderanno che appena due mesi fa l’Unione Europea si era già interessata a Google ipotizzando un suo possibile abuso dovuto alla posizione di mercato ricoperta e minacciando un intervento della Commissione Antitrust.

A due mesi di distanza, Google si ritrova oggi a dover fare i conti con una nuova grana, ovvero uno studio condotto da ricercatori USA e sponsorizzato da Yelp secondo il quale il motore di ricerca numero uno al mondo avrebbe manipolato il proprio algoritmo con l’obiettivo di favorire i propri prodotti e servizi.

Lo studio in questione, di cui Yelp è committente e, quindi, apparentemente di parte nella vicenda, è stato condotto da Tim Wu, personaggio particolarmente noto tra gli addetti ai lavori in materia di antitrust, telecomunicazioni e copyright.

Da un punto di vista metodologico, è bene precisare che lo studio di cui stiamo discorrendo è partito dalla realizzazione di una versione alternativa dei risultati di ricerca presentati normalmente da Google la cui differenza principale rispetto alla versione tradizionale risiede nell’eliminazione dei risultati OneBox, ovvero le aree all’interno delle quali Big G visualizza i propri link localizzati e suggeriti.

Il risultato di questa operazione è stato poi presentato ad un campione di 2.690 volontari per studiarne il comportamento in fase di ricerca ed è emerso che la versione realizzata ha ricevuto dagli utenti coinvolti il 45% di click in più rispetto alla versione classica.

Da qui il sospetto che Google non abbia correttamente calibrato i risultati di ricerca in un’ottica di efficienza nei confronti degli utenti e degli esercenti online, quanto piuttosto una strategia per favorire la visibilità dei propri prodotti e servizi a discapito della concorrenza.

Le pratiche di ricerca implementate da Google sono ora al vaglio della Commissione Europea che, nel frattempo, ha avviato un’istruttoria antitrust. Entro il 17 Agosto 2015, quindi, il celebre motore di ricerca dovrà depositare i propri incartamenti in commissione come contraltare alle argomentazioni avanzate da Yelp e altri player.

Intanto Google, da parte sua, evidenzia come in realtà il millantato abuso di posizione dominante dovrebbe in teoria generare perdite di opportunità di business per i concorrenti mentre, al contrario, proprio i concorrenti, Yelp tra questi, continua a registrare trimestrali di particolare successo.

A lecito a questo punto domandarsi chi abbia ragione in questa importante disputa – che in molti aspetti ricorda quella vissuta da Microsoft con il suo Internet Explorer attaccato da Mozilla e Chrome – e la risposta, probabilmente, si pone nel mezzo. Per noi che ci occupiamo e viviamo di Turismo non resta che attendere l’indagine dell’Antitrust europea che terminerà nel Dicembre di quest’anno e sperare che le sorti del mercato online del futuro possano vivere una stagione di rilancio e benessere.

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