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Google e il Turismo: l’addio delle keyword



Google e il Turismo: l’addio delle keyword

Per chi, come tanti lettori delblog Turismo Uninform, è appassionato dimotori di ricerca e distrategie di Web Marketing non può certamente essere sfuggita l’epocale svolta di dimensioni planetarie che recentemente ha introdotto Google nel campo delle ricerche online.

 

Nello specifico, infatti, a partire dallo scorso 23 Settembre 2013 le ricerche effettuate sul più grande ed utilizzato motore di ricerca al mondo,Google appunto, non saranno più tracciabili dagli analisti SEO (Search Engine Optimization) poiché trasformate in ricerche criptate grazie all’ausilio del protocollo SSL.

 

La questione non è affatto banale, né tantomeno relegata ad un ambito squisitamente tecnico, poiché la conseguenza diretta di questa decisone intrapresa dal colosso di Mountain View prevede la scomparsa dei dati relativi alle keyword organiche digitate dagli utenti sia da Google Analytics che da qualsiasi altro software di tracciamento. Una circostanza, questa, tanto temuta dagli esperti SEO (Search Engine Optimization) eweb marketer di tutto il mondo, in particolar modo per quanto riguarda la perdita di informazioni relative alle keyword cosiddette “coda lunga”, e che oramai è destinata a stravolgere completamente le strategie di posizionamento di qualsiasi realtà produttiva, Turismo in primis.

 

In realtà Google, lo ricorderanno i numerosi ed affiatati lettori del Blog Turismo Uninform che se ne occupò a suo tempo, si era già mosso in questa direzione dal lontano 2011 provvedendo ad attivare la protezione dei dati ai soli utenti loggati. Il risultato fu la comparsa di una nuove voce all’interno del tab dedicato all’analisi delle parole chiave, la cosiddetta “Not provided”.

 

Ebbene, alla luce del passaggio di tutte le ricerche Google sul protocollo SSL, appare fin troppo evidente che il dato relativo alla voce “not provided” farà registrare un’impennata percentuale pari quasi al 100% poiché i dati delle ricerche provenienti da altri motori, come ad esempio Yahoo e Bing, resteranno comunque disponibili, sebbene esse rappresentino una quota molto ridotta della totalità del traffico organico di un determinato sitoweb.

 

Questione controversa, invece, per quanto riguarda AdWords, il cui servizio, a pagamento, non sarà influenzato dall’oscuramento dei dati relativi alle keyword ricercate dagli utenti. Infatti, se sicurezza e tutela della privacy dell’utenza rappresentano le argomentazioni principali con le quali Google ha motivato questa scelta, non si comprende come maiAdWords debba essere esente da questo tipo di tutele.

 

In definitiva, il fatto che siano stati utilizzati due pesi e due misure nei confronti dei dati che confluiscono in Analytics e in Adwords relativamente alle keyword organiche rafforza l’idea che Google stia spingendo questo servizio non solo per ragioni squisitamente economiche – il tool in questione è infatti a pagamento – ma anche perché consentirebbe al motore di ricerca di proporre una versione Premium per gli utilizzatori di Google Analytics, quindi senza alcuna restrizione.

 

Ciò che, però, più conta in questa sede è che la scelta intrapresa da Big G determini per gli specialisti SEO (Search Engine Optimization) di tutto il mondo una revisione radicale delle proprie strategie di posizionamento.

 

Ora, sebbene esistano metodi alternativi per risalire al set di keyword organiche di maggiore successo per la propria realtà web, come ad esempio Webmaster Tool, campagna Pay per Click di test e l’utilizzo di dati di altri motori di ricerca, l’attività di SEO (Search Engine Optimization) richiederà sforzi molto maggiori obbligando gli esperti a ragionare non solo sulla mera acquisizione di utenti su un determinato sitoweb, ma anche, e soprattutto, sul soddisfacimento delle loro esigenze una volta raggiunto quello stesso sito web.

 

E tu, cosa ne pensi della trasformazione di tutte le ricerche online Googlesul protocollo SSL? In che modo gli operatori turistici dovranno adeguare le proprie strategie distributive, promozionali e di Web Marketing? Questo cambiamento potrebbe indurre gli esperti SEO (Search Engine Optimization) ad implementare sforzi aggiuntivi su motori di ricerca “secondari” per acquisire traffico organico non criptato e comprendere, così, le esigenze dell’utenza senza dover ricorrere necessariamente adAdWords?

 

Che tu sia un operatore turistico professionista o un fervido appassionato di motori di ricerca, distribuzione online, Web Marketing, dinamiche turistiche digitali, Travel 2.0 e Turismo in generale, raccontaci pure la tua testimonianza in presa diretta e condividila senza alcuna esitazione con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

 

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai pure voce alle tue opinioni assicurandoti di segnalarci tutti i tuoi consigli,suggerimenti, raccomandazioni e best practice. Sarà per noi del blog Turismo Uninform un vero piacere poterne parlare diffusamente ed approfondire il dibattito dedicato al futuro dei motori di ricerca applicati alTurismo.

 

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