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Facebook Reactions, l’engagement si fa emozionale



Facebook Reactions, l’engagement si fa emozionale

Con l’introduzione di Facebook Reactions, ovvero delle emoticons che si vanno ad aggiungere al popolarissimo Like, il più grande ed utilizzato Social Network del mondo compie quello che noi del blog Turismo Uninform definiamo un vero e proprio salto di qualità nella definizione e messa a punto della strategia di rendere sempre più totalizzante l’esperienza online dell’utenza all’interno della piattaforma di proprietà.

Chiariamo subito che, contrariamente a quanto paventato da alcuni, non ci troviamo di fronte ad una funzionalità di “Dislike”, quanto piuttosto ad un “Like button più espressivo”, come lo definisce lo stesso Mark Zuckerberg sul suo profilo annunciando il lancio della nuova funzionalità, al momento disponibile in beta test soltanto per gli utenti irlandesi e spagnoli.

In buona sostanza, dunque, le Facebook Reactions apparentemente altro non sono che delle emoticon create ad hoc dalla società di Palo Alto per esprimere una limitata gamma di emozioni – o se preferite reazioni appunto – nei confronti di determinati feed e che allineano il colosso dei Social Media al popolarissimo trend delle emoji. Ma come abbiamo appena sottolineato, soltanto apparentemente.

In effetti, sebbene le emoji incarnino alla perfezione il linguaggio universale codificato dai Social Network, Facebook ha deciso di rappresentarne solo alcune di esse, peraltro con uno stile del tutto personalizzato, e circoscrivendole a precise reazioni. Una circostanza, questa, che garantisce a Facebook non solo un più efficace ed efficiente monitoraggio delle medesime, ma anche, e soprattutto, uno strumento con il quale individuare – e segmentare – le reazioni degli utenti e/o dei Fan di un determinato Brand.

Ma dietro le Facebook Reactions, molto probabilmente, si cela anche qualcos’altro. Come è noto, i Like rappresentano l’azione maggiormente utilizzata all’interno della piattaforma Social più utilizzata al mondo. Il dato non deve sorprendere più di tanto poiché rispetto alle altre possibilità di interazione, i Like consentono un minore grado di coinvolgimento nei confronti dei contenuti pubblicati dagli utenti e risultano certamente molto meno “attivi” e meno personali. Da qui l’idea di incrementare il tasso di engagement introducendo le Facebook Reactions, una sperimentazione destinata ad essere confermata.

Parliamoci chiaro. Grazie a questo nuovo strumento Facebook sarà in grado non solo di ottimizzare il proprio algoritmo sulla base delle “reazioni” espresse dagli utenti, ma sarà anche capace di profilare l’utenza ed affilare ulteriormente le proprie armi in termini di advertising.

Operatori turistici meditate!

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