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Il caso dell’estate: località d’Italia a numero chiuso? Franceschini dice no



Il caso dell’estate: località d’Italia a numero chiuso? Franceschini dice no

Con l’arrivo dell’ estate, il problema del sovraffollamento delle località più gettonate della Penisola, causato dall’arrivo incontrollato di turisti, si ripropone più evidente che mai. Da vari mesi ormai, città dopo città, spiaggia dopo spiaggia, l’idea di imporre il numero chiuso viene valutata con sempre maggiore attenzione da cittadini e amministratori locali.

Diverse le proposte avanzate e immancabili i dibattiti.

Tempo fa vi avevamo già presentato la situazione di Venezia, in prima linea nella lotta contro la mancanza di limiti e regole, che rischia di portare pian piano al degrado delle bellezze nostrane. Con l’arrivo dell’ estate la situazione non è di certo migliorata. Domenica scorsa, infatti, i veneziani sono scesi in piazza al grido di “Mi no vado via”, per protestare contro l’esodo dalla città lagunare, che sta diventando poco vivibile per i residenti, a causa di questi arrivi incontrollati.

Dopo Venezia, il Parco delle Cinque Terre dove, per salvaguardare il territorio, è stata introdotta una card che regola gli accessi ai sentieri e una app che ne monitora l’affollamento.

Più recente l’iniziativa, alquanto originale, del sindaco di Firenze, Dario Nardella che ha deciso di innaffiare marciapiedi, scalinate e sagrati delle chiese, per evitare che questi spazi pubblici di una splendida città d’arte si trasformino in aree pic nic.

Di questi giorni, poi, la notizia che alcuni comuni, dalla Liguria al Veneto fino alla Puglia, vorrebbero introdurre un ticket per limitare gli accessi anche alle spiagge libere, che in estate soffrono notevolmente dell’assalto dei turisti “mordi e fuggi”.

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, a tal proposito, però, ha detto la sua, non mostrandosi d’accordo con queste iniziative: “Le città sono aperte, libere, non possono esserci piazze o strade a pagamento. Quindi io sono contrario ai ticket”.

Il ministro pensa a misure meno drastiche, concentrandosi piuttosto sulla regolazione dei flussi. Secondo Franceschini si possono “e presto si dovranno introdurre, dei regolatori di accessi, le nuove tecnologie lo consentono”.

Una soluzione, in ogni caso, va trovata, per non far perdere all’Italia quel fascino che da sempre ha agli occhi dei turisti di tutto il mondo.


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