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Distribuzione online: Google Hotel Finder sbarca in Italia



Distribuzione online: Google Hotel Finder sbarca in Italia

Anche in Italia il nuovissimo Google Hotel Finder

Per chi, come molti dei lettori del blog Turismo Uninform, è appassionato di distribuzione online, hotel e motori di ricerca, non potrà certamente fare a meno di ricordare il clamore suscitato dal lancio negli Stati Uniti di Google Hotel Finder, la nuovissima e rivoluzionaria piattaforma di prenotazione alberghiera firmata Mountain View.

In passato il nostro blog dedicato al Turismo si è occupato più volte di Google Hotel Finder e quest’oggi torna a parlarne nuovamente con l’obiettivo di condividere con tutti gli appassionati e sempre più numerosi lettori il tanto atteso, e per molti versi desiderato, lancio italiano della piattaforma di prenotazione alberghiera che, ne siamo più che certi, susciterà enorme clamore sia fra gli albergatori che fra i portali web specializzati in servizi di intermediazione alberghiera come Bookign.comExpedia, Venere.com, HRS, Late Rooms e tanti altri ancora..

In effetti il fatto che Google Hotel Finder sia perfettamente integrato all’interno delle SERP (Search Engine Results Page) di ogni ricerca connessa alle strutture alberghiere la dice lunga sia sulle preoccupazioni degli albergatori e sugli impatti che la nuova piattaforma di prenotazione alberghiera potrà avere sulle vendite dirette degli hotel che sui potenziali cambiamenti che potrebbero profilarsi sul fronte della distribuzione online.

Ad ogni buon modo, così come appare nella versione italiana, Google Hotel Finder sembra presentare ancora dei problemi di ottimizzazione. Per esempio, il fatto che il box di prenotazione non compaia in tutte le SERP(Search Engine Results Page) direttamente connesse con uno specificohotel (di fatto l’algoritmo che regola il suo funzionamento resta tuttora sconosciuto) suggerisce che Google stia ancora lavorando ad una messa a punto più efficace. Un’ulteriore imprecisione si riscontra anche nel parallelismo con le mappe. Nello specifico, infatti, pur essendo intimamente legato a Google Places, i risultati di Google Hotel Finder non sembrano coincidere affatto, se non in rari casi, con quelli del celebre servizio Maps.

Ma cerchiamo di capire insieme se la nuova piattaforma di prenotazione alberghiera possa essere vista come un’opportunità di vendita direttadisintermediazione per le strutture ricettive o se, al contrario, privilegia gli intermediari online.

Per chi ha avuto modo di testare già Google Hotel Finder si sarà certamente reso conto che alcuni hotel vengono discriminati dal sistema in base ad una percentuale di prezzo superiore o inferiore rispetto ad una presunta tariffa abituale di un anno prima. Se questa percentuale supera la soglia del 20%, Google Hotel Finder applica una label di colore verde per richiamare l’attenzione dell’utente. La stessa label diventa, poi, rossa qualora il prezzo risulta superiore rispetto a quello di un anno prima. Alblog Turismo Uninform tale discriminazione appare piuttosto aleatoria in quanto tende a privilegiare determinati risultati piuttosto che altri.

Inoltre, così come è strutturato, Google Hotel Finder sembra privilegiare gli intermediari online piuttosto che le singole strutture alberghiere. Infatti, sebbene il link al sito web ufficiale dell’hotel sia presente e piuttosto visibile nella scheda prodotto, cliccando su un risultato i portali d’intermediazione alberghiera sembrano beneficiare di una visibilità superiore grazie al pulsante di prenotazione evidenziato in rosso e posizionato in cima alla scheda prodotto dell’albergo che rimanda l’utente ad un portale sponsorizzato specifico. Nel tab Camere, addirittura, le tipologie di camere disponibili rimandano tutte a delle OTA (Online Travel Agency).

Come se non bastasse, per le strutture alberghiere indipendenti al momento non è nemmeno possibile avvalersi della pubblicità su Google Hotel Finder poiché gli Sponsored Ads su questa piattaforma risultano molto complessi da gestire e la loro implementazione richiederà ancora diversi mesi.

Alla luce di queste considerazioni, il blog Turismo Uninform suggerisce a tutti gli albergatori di avvalersi di processi di ottimizzazione dei contenutiGoogle Places. Pertanto, è necessario rivendicare la descrizione dell’hotel e provvedere al suo aggiornamento e a quello del materiale multimediale come le immagini.

Ovviamente, sarà nostra premura tenervi costantemente aggiornati sulle prossime evoluzioni di Google Hotel Finder e non appena saranno disponibili nuove funzionalità e/o servizi, il blog Turismo Uninform provvederà a darne ampio spazio e risalto.

E tu, cosa ne pensi del lancio italiano di Google Hotel Finder e della sua integrazione all’interno delle SERP (Search Engien Results Page)? In che modo ritieni che cambi ora lo scenario della distribuzione online alberghiera? Quali strategie distributive e promozionali intravedi sul fronte della concorrenza? Ma soprattutto, credi che Google Hotel Finder possa essere un’opportunità per gli albergatori o l’ulteriore minaccia a progetti strategici di maggiore disintermediazione ed emancipazione degli hotel dalle grandi OTA (Online Travel Agency)?

Che tu sia un albergatore, un operatore turistico specializzato in intermediazione alberghiera o un fervido appassionato di distribuzione online, hotel, Web Marketing, Travel 2.0, OTA (Online Travel Agency),motori di ricerca e Turismo in generale, raccontaci la tua testimonianzain presa diretta e condividila con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai immediatamente voce alle tue opinioni segnalandoci di volta in volta ogni tuo suggerimento, consiglio, raccomandazione e best practice che ritieni più adatte al contesto della disintermediazione alberghiera. Saremo lieti di poterne discutere in maniera dettagliata ed approfondita con te e con tutti i lettori e ridare, così, nuova linfa al dibattito dedicato al futuro della distribuzione online di hotel e alle strategie di vendita diretta e disintermediazione alberghiera.

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