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Disintermediazione turistica: il ruolo delle OTA



Disintermediazione turistica: il ruolo delle OTA

Per chi segue con attenzione le dinamiche della distribuzione online, del Travel 2.0, delWeb Marketing, dei Social Media, dei motori di ricerca e delle tecnologie Mobile saprà certamente che nei giorni scorsi a Firenze si è tenuta la V° Edizione del BTO (Buy Tourism Online), un evento di portata internazionale interamente dedicato all’industria dei viaggi online e di cui ha già scritto più volte il blog Turismo Uninform.

 

Tra i numerosi ed interessantissimi argomenti discussi nel corso del BTO(Buy Tourism Online) con figure manageriali di spicco del Travel 2.0internazionale del calibro di Amadeus, Expedia, Kayak, BravoFly eBookAssist, il blog Turismo Uninform ha deciso di dedicare l’intervento di quest’oggi al ruolo delle OTA (Online Travel Agency) all’interno dell’eterogenea filiera distributiva online.

 

La discussione dedicata alla disintermediazione ed alle agenzie di viaggio online ha avuto luogo nel corso del panel di approfondimento dal titolo “OLTA: Odio le Tariffe Alte” grazie all’eminente partecipazione di Yahya Fetchati di BookAssist, Marco Corradino di BravoFly, Roberto Frua diKayak, Walter Lo Faro di Expedia ed alla vivace e sapiente moderazione del dibattito da parte di Fabio Lazzerini di Amadeus.

 

Ai numerosi albergatori partecipanti è stata lanciata una sferzante provocazione con la quale si è posta la questione relativa al controllo del potere d’intermediazione, sempre più in mano alle OTA (Online Travel Agency) a causa di una profonda destrutturazione tecnologica degli hotel.

 

Del resto i numeri parlano chiaro: attualmente già il 30% del totale dell’industria dei viaggi e delle vacanze è appannaggio del canale online e sebbene il nostro Paese si sia mosso in ritardo su questo versante si registrano comunque crescite a doppia cifra per il comparto.

 

Un altro dato è emerso in maniera univoca durante la sessione di approfondimento dedicata alla disintermediazione. Il 78% dei viaggiatoriha consultato il canale distributivo online con l’intento di ricercare informazioni sulle proprie vacanze ma soltanto una piccola percentuale ha poi realmente effettuato una prenotazione.

 

Intercettare quest’utenza e convertire il traffico di visitatori in volumi diprenotazioni significativamente superiori agli attuali ed emanciparsi gradualmente dai grandi portali online richiede agli operatori turisticiingenti sforzi non solo in termini economici ma anche, e soprattutto, di specifici investimenti in capitale umane altamente qualificato in grado di avviare serie ed efficienti strategie distributive e promozionali.

 

Quanto appena detto non implica da parte degli albergatori l’abbandono di determinati canali distributivi, OTA (Online Travel Agency) in primiis, e l’adozione della vendita diretta come unica strategia di distribuzione.

 

Al contrario, tutti  i soggetti coinvolti nel dibattito hanno, invece, sostenuto strategie orientate sempre più alla promozione di una interrelazione più stretta tra le parti in grado di rendere i portali online dei veri e propri strumenti di lavoro per gli hotel e non più, come finora accaduto, una scelta obbligata per intermediare i propri prodotti e/o servizi turistici ed assicurarsi buoni tassi di occupazione.

 

La vera competitività del comparto turistico non è più da ricercare nella capacità di disintermediazione di una determinata realtà turistica,  un falso mito che fin troppo spesso si è radicato nelle strategie distributive e promozionali degli operatori turistici dopo l’avvento del web, quanto piuttosto nell’utilizzo dei molteplici canali distributivi che proprio Internetha, invece, reso disponibili.

 

Pertanto, in un contesto in cui le OTA (Online Travel Agency) mostrano un’evidente tendenza all’omologazione ed alla standardizzazione con l’unica discriminante reale rappresentata dal pricing, il blog Turismo Uninform ritiene che la vera scommessa del comparto turistico online si giocherà nei prossimi anni sul campo della capacità di realizzazione di un reale valore aggiunto per l’utenza in grado di sottolineare, rivalutandola, la propria offerta turistica.

 

E tu, cosa ne pensi delle OTA (Online Travel Agency)? Ritieni che la differenziazione, sia in termini di prodotto che di servizio, possa davvero rappresentare la chiave del successo per il futuro della distribuzione online? Quali scenari intravedi per la disintermediazione turistica nel breve e medio periodo? E soprattutto, credi che le OTA (Online Travel Agency) saranno davvero in grado di ristrutturare il proprio modello di business riuscendo a creare un reale valore aggiunto per i prodotti e/o servizi turistici da intermediare? E in che modo?

 

Che tu sia un operatore turistico professionista o un appassionato diTurismo online, Travel 2.0, Web Marketing, distribuzione online, Social Media, motori di ricerca, tecnologie Mobile e Turismo in generale, raccontaci la tua testimonianza in presa diretta e condividila con tutti i lettori del blog Turismo Uninform.

 

Pubblica subito un tuo commento sul nostro blog dedicato al Turismo e dai immediatamente voce alle tue opinioni segnalandoci puntualmente tutti i tuoi suggerimenti, le tue raccomandazioni, i tuoi consigli e e quelle che ritieni essere le best practice più efficaci per questo contesto. Saremo più che lieti di poterne discutere insieme ed approfondire seriamente il dibattito dedicato al futuro della distribuzione online e delladisintermediazione turistica.

 

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