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Destinazione Italia, quinta meta mondiale



Destinazione Italia, quinta meta mondiale

Nella classifica mondiale per numero di visitatori la destinazione Italia, con i suoi 48 milioni di turisti per una spesa complessiva di 33 miliardi di euro,  si piazza al quinto posto preceduta soltanto – si fa ovviamente per dire – da Stati Uniti, Spagna, Francia e Cina.

E’ quanto emerge da “L’indagine campionaria sul Turismo internazionale dell’Italia”, un interessante studio condotto recentemente dalla Banca d’Italia sulla base di elaborazioni statistiche del World Tourism Organization (UNWTO).

Se dunque il nostro Paese in termini di volumi di visitatori e di spesa da parte dei turisti internazionali si configura come la quinta destinazione turistica al mondo – un posizionamento di assoluto rispetto, è doveroso sottolinearlo – in realtà c’è poco di cui rallegrarsi dato che soltanto pochi anni fa la destinazione Italia si trovava a primeggiare fra tutte le classifiche turistiche mondiali costringendo alla rincorsa Paesi come la Francia e la Spagna, oggi, invece, nettamente avanti.

Ma scorriamo pure insieme i risultati dello studio condotto dalla Banca d’Italia in modo da avere una panoramica più completa e strutturata dello scenario internazionale. La classifica stilata varia a seconda che si valuti il numero di turisti internazionali o la spesa turistica internazionale. Partiamo da quest’ultimo dato.

Negli Stati Uniti tale indicatore vede primeggiare gli Stati Uniti con 130 miliardi di euro, seguita dalla Spagna con 47, poi Francia con 43, Cina con 39 ed il nostro Paese con 33. Molto vicina, poi, la Thailandia che con i suoi 32 miliardi di euro si posiziona immediatamente dopo il nostro Paese.

La classifica muta, anche se non per l’Italia, se l’indicatore di riferimento diventano i volumi di turisti arrivati in una determinata destinazione turistica. In questo caso al primo posto troviamo la Francia con 85 milioni di presenze, seguita dagli Usa con 70 milioni, la Spagna con 61 e la Cina 56. A seguire la destinazione Italia che con ben 48 milioni di presenze turistiche si posiziona la quinto posto della classifica mentre al sesto posto scompare la Thailandia e fa la sua comparsa la Turchia con i suoi 38 milioni di turisti.

Lo studio condotto dalla Banca d’Italia mette in evidenza anche una tendenza molto specifica che riguarda i flussi turistici internazionali nel nostro Paese. Nello specifico, infatti, sembrano definitivamente mutate le caratteristiche dei viaggi effettuati dai turisti stranieri in Italia tanto che si registra un aumento dei volumi ma al contempo un decremento della durata media di ogni viaggio. La nota positiva, però, è che il valore della spesa media giornaliera è invece in aumento.

Da un punto di vista più generale, nell’arco di tempo che va dal 1990 al 2013, il numero di viaggiatori internazionali è in aumento del +4% su base annua, mentre la crescita relativamente alla spesa turistica mondiale si attesta al +7%, maggiore del tasso di crescita del Pil. Allo stesso tempo, però, lo studio mette in evidenza come si sia progressivamente ridotta la quota di mercato internazionale delle principali destinazioni turistiche mondiali – tra queste l’Italia, la Spagna, la Francia e gli Stati Uniti – a favore delle mete asiatiche, in particolar modo per quanto riguarda, nell’ordine, la Cina, la Thailandia , la Malaysia e l’India.

Per ciò che riguarda la spesa turistica mondiale, l’analisi della Banca d’Italia rileva altresì profondi cambiamenti relativamente alle quote di mercato detenute da alcuni Paesi. Se, infatti, nel 2000 gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito ed il Giappone figuravano tra le primissime realtà su scala mondiale, nel 2013 le quote principali sono detenute dalla Cina, dagli statunitensi, dai tedeschi e dai russi.

Insomma, un mercato – quello del Turismo internazionale – in continuo mutamento e trasformazione. Ovviamente la Redazione del nostro blog dedicato al Turismo seguirà con attenzione l’evolversi della situazione provvedendo a condividere con tutti i lettori e con tutti gli addetti ai lavori sia i nuovi studi che le nuove analisi di settore in modo da restare sempre costantemente aggiornati sull’argomento.

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