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DDL concorrenza, anche l’Italia verso l’abolizione della Parity Rate



DDL concorrenza, anche l’Italia verso l’abolizione della Parity Rate

Sulla scia della Legge Macron in Francia con la quale, di fatto, viene abolita la controversa Parity Rate, anche il Parlamento italiano tenta di muoversi nella medesima direzione grazie ad un importante emendamento del DDL concorrenza fortemente voluto da Federalberghi.

Ed in effetti, tra le diverse norme sulla concorrenza approvate ieri dall’Aula della Camera con 269 voti a favore e 168 contrari, rientra anche il cosiddetto “emendamento Booking”. Nello specifico, si tratta di un provvedimento che a tutti gli effetti annulla le clausole vincolanti imposte dalle OTA nei confronti degli hotel relativamente alle tariffe e che, di fatto, abolisce la Parity Rate nel nostro Paese.

Fortemente criticata da tutte le associazioni di categoria, la Parity Rate è da sempre associata ad una vera e propria norma capestro in grado di favorire esclusivamente i colossi delle prenotazioni alberghiere online come, per esempio, Booking.com ed Expedia e la recente abolizione da parte di Montecitorio prevista dal DDL concorrenza vede l’Italia tra i Paesi maggiormente impegnati in questa battaglia.

Sebbene in Commissione il Governo italiano avesse dimostrato una certa insofferenza nei confronti del provvedimento, l’emendamento è comunque approdato in Aula grazie all’impegno del deputato Arlotti ed è stato salutato con un consenso molto ampio da tutti gli schieramenti politici tanto che appena in 4 si sono dichiarati contrari alla cancellazione della Parity Rate.

Terminato questo passaggio parlamentare, il DDL Concorrenza dovrà superare anche l’approvazione del Senato per diventare effettivo e permettere così agli hotel la pubblicazione di offerte più appetibili rispetto a quelle presenti sulle grandi piattaforme di prenotazione online. Se questa circostanza dovesse verificarsi, è superfluo sottolineare che l’attuale norma sulla parità tariffaria presente negli attuali contratti in essere tra i colossi delle prenotazioni alberghiere e gli hotel verrebbe di fatto meno e, quindi, dichiarata nulla.

Come ricorderanno certamente i lettori più attenti del nostro blog, la questione della Parity Rate era già stata recentemente affrontata dall’Autorità Antitrust. In quella sede, previo parere della Commissione Europea, si era deciso di non dichiarare nulla la parità tariffaria esistente sui portali e di ampliare al contempo il raggio d’azione degli albergatori rendendoli liberi di applicare prezzi più bassi sia su altri canali di prenotazione online, che telefonicamente, via mail ed ai “walk in” alla reception. Quanto concordato dall’Antitrust non era certamente piaciuto a Federalberghi che, invece, si è nel frattempo attivata presentando un ricorso al TAR e richiamando fortemente l’attenzione del legislatore al riguardo.

Nel commentare l’approvazione dell’emendamento contenuto nel DDL Concorrenza, il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha dichiarato che “la scelta di abolizione della Parity Rate intrapresa da Francia e Italia non può certamente passare inosservata tra i colossi dell’offerta alberghiera online, soprattutto se si considera che questi due Paesi rappresentano insieme il più grande mercato mondiale del Turismo”.

Dal canto suo Alessandro Nucara, Direttore Generale in forza a Federalberghi, ha ringraziato la Camera per l’approvazione dell’emendamento al DDL Concorrenza e ha sottolineato come l’abolizione della Parity Ratedetermini un vantaggio per imprese e consumatori a tutto favore di un mercato certamente più efficiente e libero”.

Siamo di fronte ad una rivoluzione dagli enormi risvolti distributivi ed ovviamente la Redazione del blog Turismo Uninform continuerà a monitorare da vicino l’evolversi della situazione e non appena saranno disponibili nuovi aggiornamenti, essi saranno immediatamente condivisi con tutti i nostri affezionati lettori.

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