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Troppi turisti: anche per le Cinque Terre previsto il numero chiuso



Troppi turisti: anche per le Cinque Terre previsto il numero chiuso

A partire dal prossimo mese, anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre diventerà a numero chiuso. La questione è la stessa che ha riguardato Venezia non molto tempo fa: i flussi turistici incontrollati, tema attuale che accende il dibattito tra chi è alla ricerca di una soluzione concreta per garantire la salvaguardia del nostro territorio e una sua giusta fruizione da parte dei sempre più numerosi turisti.

Il progetto prevede l’accesso limitato ai caratteristici sentieri arrampicati tra mare e roccia. Per godere degli scorci mozzafiato che regalano, bisognerà avere con sé la Cinque Terre Card che, a partire dal primo giugno, sarà acquistabile anche online.

Anche i dispositivi mobile faranno la loro parte: sul proprio smartphone sarà possibile scaricare una app appositamente creata, che comunicherà in tempo reale quali sono i sentieri più o meno affollati e quali quelli chiusi perché hanno raggiunto il numero massimo di accessi consentiti. Inoltre, la app permetterà di localizzare i turisti che potranno così, in caso di necessità, essere soccorsi con rapidità.

Nel mese di aprile sono stati registrati nelle Cinque Terre 95.207 ingressi. Il 36% in più rispetto al 2016. E il dato è sottostimato, in quanto riguarda solo i possessori di Card.

Cifre importanti, come riconosce lo stesso presidente del Parco, Vittorio Alessandro, che spiega: «Ci sono tratti che sono molto stretti: percorribili in un solo senso di marcia. Lì, a Pasqua, abbiamo registrato 4.000 persone al giorno. Sono decisamente troppe: non dovranno superare le 1.500».

Nessun intento di scoraggiare o allontanare i turisti, continua il presidente del Parco: «Il nostro obiettivo piuttosto è quello di promuovere una cultura del turismo diversa. Entrando nel sentiero, bisognerà accettare un decalogo e rispettare le regole».

C’è chi in questi giorni sta mostrando il suo scetticismo nei confronti di questo provvedimento e avanza soluzioni di altro tipo. Quale sarà l’esito dei dibattiti non si sa; quel che è certo, ed è pensiero condiviso, è che è indispensabile trovare una soluzione per fare in modo che questi luoghi, tra i più belli, ma anche tra i più fragili del nostro Paese, vengano protetti e rispettati.


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