Uninform Group, l'unica Business School nazionale impegnata da oltre 10 anni nel campo dell’Alta Formazione
"La sfida è saper governare la competitività e l'investimento nella conoscenza ne determina sempre il successo"
(Presidente Uninform Group)

Che tempo fa…



Che tempo fa…

Con la metafora “che tempo che fa” l’Avv. Michele Giordano, Presidente di Uninform Group, pubblica le sue considerazioni sul sistema Paese e sul comparto turistico nazionale

Quest’oggi ilblog Turismo Uninformdesidera condividere con tutti i propri cari, affezionati e sempre più numerosi lettori un toccante ed appassionato intervento dell’Avv. Michele Giordano, Presidente del prestigioso Gruppo Uninform, nonché brillante ideatore del celebre Master Turismo TQM (Tourism Quality Management), che fotografa con precisione chirurgica l’attuale stato di salute non solo del comparto turistico ma anche dell’intero sistema produttivo nazionale e del tessuto socio – economico – culturale del nostro Paese.

Meditiamo gente, meditiamo….

Siamo giunti ad Agosto, eppure il Tempo non sembra affatto quello proprio di una Estate “tradizionale”! Sembra quasi, infatti, che la Natura voglia rispecchiare in qualche modo non solo il momento di crisi endogena in cui versa attualmente il nostro amato Paese, ma anche di come esso stenti a vedere la ripresa di un Tempo che, come molti operatori turistici ricorderanno, fu di impresa e sviluppo!

 – 200 Miliardi di €

– 13% di PIL

– 3 Milioni di posti di lavoro

Questi i numeri del Mercato Turistico in Italia. Eppure, mancano Investimenti; NON esiste un’Industria Turistica forte! L’ammodernamento dei servizi e delle strutture ricettive risale oramai agli Anni ’80! Pochi, ancora, i prodotti turistici e le strutture ricettive di Qualità!

I costi appaiono sempre più fuori mercato e servono agli operatori del settore per compensare la crisi ed il calo di affluenza generando, tuttavia, una cura “peggiore del male”.

Il Governo è assente! I Comuni inesistenti! La Politica del Territorio inadeguata!

È una dimensione surreale quanto evidente della portata disfattista a cui l’economia più importante del nostro Paese si sta traducendo con velocità in eludibile e, con essa, tutti insieme, gli altri settori della economia nazionale!

Le persone migliori si riconoscono da come imparano a gestire i propri errori e, il nostro Paese, si ritrova alla sua guida cariatidi che negli anni hanno saputo solo gestire al meglio, con egoismo ed egocentrismo, il personalismo privo dell’interesse al bene della cosa pubblica.

Così, abbiamo imparato a vederli ancora saldi sulle loro “poltrone” e conoscerli per le persone peggiori che un Paese Democratico ed economicamente forte potesse mai attendersi alla propria guida! Davvero molte poche le “primule rosse”, anch’esse in ogni caso fagocitate dagli ingranaggi di un Sistema ripiegato su se stesso, Incapace di decisioni, di crescita, di competitività.

I “fiori all’occhiello”: una Scuola ed un sistema universitario allo sbando; il mondo della Ricerca ancora in mano ai baronati; una Magistratura priva dei fondamentali: tra questi, il principio di effettività!

Le opere pubbliche, nella stragrande maggioranza dei casi, appaiono come delle vere e proprie “cattedrali nel deserto” e, non ultimo, una oppressione – non pressione – fiscale che oltre a superare la decenza civile ci riporta indietro al Tempo dei Feudi e dei Sudditi!

Come se non bastasse, ci ritroviamo occupati economicamente dagli altri Stati che nel frattempo gozzovigliano sul Tricolore consci di utilizzarlo per pulire il sugo che abbondante riempie il volto dei propri commensali: Energia, Supermercati, il settore Luxury del Made in Italy, la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico sono solo alcune “perle cedute ai porci”.

Quando si canterà una nuova Aida in opposizione ai tipici vizi nazionali come il prono moderatismo, l’incapacità di assumersi le responsabilità di una scelta, l’assenza di un vero spirito civile, la tendenza alla pastetta e, ovviamente, la consequenziale corruzione?

Una Europa dei Popoli con una pluralità di lingue dove ognuno si “parla addosso” senza una comunione di intenti; ciascuno Stato con una visione unitaria limitata solo al proprio particolarismo. E, nel Mondo, un evolversi repentino ed in ascesa di nuove economie che schiacciano quei diritti dei Popoli conquistati nel nostro Occidente con il sacrificio ed il sangue di tanti Connazionali negli ultimi due Secoli.

Basta aspettare che il Futuro accada!

Invito le Nuove Generazioni a non avere paura di determinare il proprio Futuro; di avere coraggio di intraprendere sentendo le ispirazioni del cuore; di investire senza ripensamento alcuno nella conoscenza e, OGGI più che mai, nell’ARDIMENTO!

Non è più il tempo delle rivolte ma di una RIVOLUZIONE! Con la speranza che questa volta possa essere: CULTURALE”!

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