Uninform Group, l'unica Business School nazionale impegnata da oltre 10 anni nel campo dell’Alta Formazione
"La sfida è saper governare la competitività e l'investimento nella conoscenza ne determina sempre il successo"
(Presidente Uninform Group)

Airbnb nel mirino di Federalberghi



Airbnb nel mirino di Federalberghi

A sole poche settimane dalla cancellazione della Parity Rate, Federalberghi sferra il proprio attacco ad Airbnb, il celebre sito web specializzato negli affitti di case vacanze.

Secondo Bernabò Bocca, infatti, l’indotto derivante dal sommerso italiano nel comparto turistico ha oramai raggiunto livelli di guardia particolarmente allarmanti. Una dinamica, questa, che secondo il Presidente di Federalberghi contribuisce da un lato a generare una minore sicurezza sociale e, dall’altro, a favorire l’evasione fiscale ed il lavoro nero.

In quest’ottica, sempre secondo Bernabò Bocca, Airbnb rappresenterebbe un chiaro esempio di questa dinamica distorta e il Presidente di Federalberghi auspica un segnale importante da parte del Paese.

Il duro commento di Bernabò Bocca nei confronti di Airbnb avviene a margine della presentazione dei risultati emersi dal monitoraggio realizzato dalla Federazione degli Albergatori con il supporto di Incipit Consulting e che sono stati divulgati a Parigi congiuntamente ad analoghi sturi condotti dalle associazioni degli albergatori di Francia, Olanda, Germania, Spagna e Regno Unito.

Come rileva il Presdente dell’associazione degli albergatori italiani, “a livello europeo molti Paesi si stanno mobilitando per sconfiggere le degenerazioni della sharing economy nel Turismo ed ora tocca all’Italia lanciare un segnale importante iniziando a dettare regole e ad istituire controlli volti ad azzerare l’illegalità in uno dei settori tra i più importanti per la nostra economia”.

In effetti, stando ai dati del monitoraggio in questione, nell’Ottobre di quest’anno Airbnb vanta ben 176.870 strutture ricettive disponibili alla vendita nel nostro Paese rispetto alle 234 del 2009. D’altro canto, però, non fa eco un’analoga variazione positiva per quanto riguarda il numero di attività ufficialmente autorizzate. I dati dell’ISTAT, infatti, parlano di 104.918 strutture extralberghiere censite nel 2009 contro le 117.749 del 2015. Il monitoraggio di Federalberghi, inoltre, sottolinea come Roma, Milano, Firenze, Venezia e Palermo siano le città più rappresentative con 18.546, 11.397, 5.736, 3.908 e 2.502 unità rispettivamente.

Sempre Federalberghi, poi, riferisce come tutto ciò avvenga “in barba alle leggi che obbligano il gestore di risiedere all’interno dei Bed & Breakfast”. I dati, infatti, indicano che la maggior parte degli annunci disponibili su Airbnb, nello specifico nel 72,5% dei casi, fa riferimento ad affitti di intere proprietà. Come se non bastasse, poi, il 57% degli inserzionisti gestisce più di una singola struttura ricettiva.

Lo studio di Federalberghi ne ha per tutti, “host” compresi, ovvero i gestori delle proprietà in affitto presenti su Airbnb. In effetti, i dati del monitoraggio rivelano che in alcuni casi le proprietà che fanno capo ad un singolo gestore superano alcune centinaia di unità. Un dato, questo, che francamente ha poco a che fare con l’integrazione del reddito famigliare previsto come agevolazione dalle leggi vigenti per questa tipologia di strutture ricettive.

La chiosa del Presidente di Federalberghi nei confronti di Airbnb è netta: “i numeri smentiscono completamente la favoletta del gestore che accoglie l’ospite in casa propria. Il consumatore è ingannato due volte: da un lato viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e, dall’altro, vengono eluse le norme poste a tutela della salute e della sicurezza. Né può essere sottaciuta la responsabilità delle piattaforme online che adottano una posizione ambigua e fanno finta di non vedere il traffico sospetto che transita attraverso i propri canali”.

Staremo a vedere come evolverà la situazione ma una cosa è certa, la nostra Redazione continuerà a monitorare attentamente la situazione e a condividere con tutti i lettori tutte le novità e gli eventuali aggiornamenti normativi.

Continua a seguire il blog Turismo Uninform


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.



Utilizziamo i cookie, anche di terze parti e di profilazione, per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito ed inviarti messaggi promozionali personalizzati. Navigando accetterai l'uso di tali cookies - Leggi l'informativa