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Airbnb, il Turismo esplora nuovi orizzonti



Airbnb, il Turismo esplora nuovi orizzonti

La mission della redazione del Blog Turismo Uninform è di monitorare il variegato mondo del travel e di intercettarne i trend più significativi. Perché il turismo non è solo un modello di business, ma un sistema  complesso di relazioni tra viaggiatori e filiera turistica, in continua mutazione.

La globalizzazione, la digitalizzazione, l’apertura delle frontiere e da ultimo la crisi economica internazionale riverberano i propri effetti sul comparto turistico plasmandone logiche e dinamiche. La potente combinazione di questi fattori ha contribuito all’invenzione della sharing economy, l’economia della condivisione basata sulla rete e la declinazione turistica appare senz’altro essere quella proposta dai siti di affitti turistici e in particolare da  Airbnb.

Il sito è nato a San Francisco nel 2008, si è diffuso  in 190 Paesi ed  ha già fatto viaggiare nel mondo oltre 17 milioni di utenti. Numeri decisamente interessanti. Circa un milione i contatti mensili su scala globale. In Italia sono circa 80.000 gli alloggi disponibili e 12000 gli utenti che non si rivolgono più al tradizionale comparto dell’hospitality per trovare un posto letto, ma utilizzano la piattaforma californiana. Il viaggiatore italiano Airbnb tipo, ha una età media di 36 anni e il 56% è composto da donne. In media più anziani i padroni di casa circa 42 anni. Uguale invece la percentuale che il sito incassa sulle transazioni, il 10%.

Un vecchio slogan pubblicitario ammoniva il turista fai da te invitandolo per non avere sgradite sorprese a rivolgersi a professionisti del settore. Era il lancio del sistema di mediazione e promozione turistica di allora che imparava ad utilizzare i media tradizionali. Era il passato.

Il viaggiatore moderno, forse costretto dalla congiunturale difficoltà economica, ha imparato a muoversi nel web, ad utilizzare le recensioni a ricercare gli interessi comuni ed a fidarsi di internet. La sharing economysta cambiando il modo di interagire con gli sconosciuti. Il cambiamento non è solo di natura economica, ma profondamente culturale.

E l’Italia dimostra di essere al passo con i tempi. Nonostante la scarsa padronanza digitale, in materia di ospitalità, punto forte del Belpaese, gli italiani dimostrano di essere capaci di innovare. Il debutto italiano diAirbnb ha registrato infatti l’aumento di annunci del 650%. Trulli pugliesi, castelli toscani fanno bella mostra sulle pagine del sito.  Considerando poi, che l’80% degli italiani trascorre le proprie vacanze in Italia, appare evidente l’enorme potenziale del mercato nostrano e in particolare di quello vacanziero in territori come Sardegna, Sicilia e Liguria.

Certo la notizia non farà grande piacere ai gestori di alberghi, hotel,villaggi turistici, che pur devono riconoscere all’intervento sul mercato di Airbnb il merito di aver messo un po’ d’ordine, quantomeno, al sistema preesistente di bed&breakfast, affittacamere e case vacanze, come affermato da Matteo  Stifanelli, 28 anni, responsabile per l’Italia della piattaforma californiana, in un recentissimo incontro a Imperia con la “community locale”.

Nuovi player entrano nel mercato della promozione e della mediazione turistica intercettando l’esigenza dell’utente di abbattere le tariffe e iprezzi ma anche il desiderio di fruire di un prodotto turistico inedito, reso più attraente dalla circostanza che alla vacanza si accompagna anche l’esperienza di una conoscenza umana e di una reale condivisione.

Membro di una community di viaggiatori “fai da te” o cliente di unaagenzia di viaggi? Su quale profilo gli operatori dell’Hospitality tradizionale dovranno calibrare la propria offerta? La redazione del Blog Turismo Uninform apre alla discussione. Tu cosa ne pensi?

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