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Airbnb e Firenze stringono un accordo sulla tassa di soggiorno



Airbnb e Firenze stringono un accordo sulla tassa di soggiorno

Airbnb, il celebre portale online che coniuga l’offerta di ospitalità privata con la domanda di viaggiatori alla ricerca di ricettività turistica alternativa, ha recentemente siglato un accordo con il Comune di Firenze relativamente al pagamento della tassa di soggiorno.

Animato dal nobile intento di mantenere particolarmente elevato il livello di accoglienza del capoluogo toscano da un lato e, dall’altro, di attribuire una nuova connotazione al comparto della sharing economy afferente il Turismo, Dario Nardella – primo cittadino di Firenze – ha affidato ad Airbnb la riscossione della tassa di soggiorno che riguarda le case in affitto presenti sulla nota piattaforma di prenotazione alberghiera.

Stando a quanto si è appreso in occasione dell’ufficializzazione dell’accorso siglato lo scorso 26 Gennaio 2016, Airbnb ha censito qualcosa come 7.500 operatori sul territorio fiorentino. Ora, considerato che gli alloggi presenti sulla piattaforma che propone l’affitto di case vacanze, di fatto, sono paragonabili a strutture ricettive a 2 stelle e, quindi, soggette ad un tributo di 2,5 euro a persona al giorno, il primo cittadino ha stimato per le casse del Comune un introito pari a 10 milioni di euro grazie alla riscossione della tassa di soggiorno.

Nel commentare la partnership appena siglata, l’Assessore alle Attività Produttive Giovanni Bottarini ha dichiarato che “Airbnb si impegna a fare da collettore dell’imposta e ne gestirà direttamente la riscossione non appena si definiranno alcuni aspetti della normativa regionale”. Come se non bastasse, lo stesso Bottarini ha poi sottolineato come il Comune di Firenze sia il primo in Italia a prevedere nell’accordo il meccanismo del “collect & remit” e che una circostanza del genere è presente solo in grandi metropoli come San Francisco, Parigi e Amsterdam.

Ma al di là dell’accordo sulla tassa di soggiorno, e per la quale l’Assessore al Turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo esprime maggiore cautela, la partnership tra il Comune di Firenze e Airbnb prevede anche regole più chiare sulle modalità di accesso all’home sharing. Non a caso, infatti, la società supporterà gli host nella comprensione del quadro normativo nazionale e locale al fine di restare perfettamente all’interno del perimetro della legalità.

Altro punto dell’accordo tra Airbnb e Comune di Firenze riguarda la promozione del Turismo sostenibile. Su questo fronte, infatti, la partenership prevede la realizzazione di guide specifiche per i viaggiatori i cui contenuti faranno leva sulla valorizzazione della destinazione turistica e sul rispetto nei confronti della città e dei cittadini.

Non resta che attendere gli sviluppi dell’accordo tra Comune di Firenze e Airbnb ed auspicare maggiori iniziative di questo tipo.

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