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Viaggiare in UE dopo l’abolizione del roaming: tutto quello che c’è sapere



Viaggiare in UE dopo l’abolizione del roaming: tutto quello che c’è sapere

Si parla molto in questi giorni del provvedimento che, a partire dal 15 giugno, ha abolito i costi del roaming tra i Paesi dell’Unione Europea. Una decisione importante e fortemente voluta dalla Commissione europea, per agevolare gli spostamenti dei cittadini all’interno dell’Unione.

Una notizia certamente positiva per chi viaggia, che sia per lavoro o per piacere, in quanto non ci si dovrà più preoccupare di quanto si spenderà per telefonare a casa o per cercare su internet il miglior ristorante della città che si sta visitando. Con l’abolizione del roaming si potrà continuare ad usare il proprio traffico voce e dati alla stessa tariffa in vigore nel proprio Paese.

Ma attenzione! Questo riguarda le permanenze temporanee all’estero, non i lunghi periodi. I gestori telefonici avranno la possibilità di monitorare gli utilizzi degli utenti nell’arco temporale di 4 mesi e di porre eventuali limiti al traffico utilizzabile all’estero, in modo tale da evitare gli abusi.

Altro aspetto da tenere a mente è che l’abolizione del roaming è valida solo per le tariffe base: questo vuol dire che eventuali bonus di traffico voce o dati non saranno utilizzabili fuori dal proprio territorio nazionale.

I Paesi interessati da questa novità sono tutti i 28 Paesi dell’UE, più Norvegia, Lichtenstein e Islanda. Compreso anche il Regno Unito, che finché non completerà la procedura della Brexit resterà membro a tutti gli effetti. Sono inclusi, inoltre, i territori d’oltremare francesi (Guadalupe, Guyana, Martinica e Reunyon), le Canarie (Spagna), Madeira e Azzorre (Portogallo). Resterà tutto come prima, invece, nelle altre nazioni che non fanno parte dell’UE, come la Svizzera, il principato di Monaco, Andorra o la Turchia. Esclusa anche la Repubblica di San Marino, il microstato situato tra l’Emilia Romagna e le Marche.

Senza dubbio l’abolizione del roaming è un’ottima notizia, soprattutto per la società attuale, sempre più “social”, nella quale molte tendenze turistiche vengono influenzate proprio dalle recensioni e dalle immagini postate sul web dai viaggiatori. Ma al di là di questo uso, il provvedimento è in realtà un passo in più verso un’Europa in cui ci si possa sentire a casa anche se si è fuori dai confini nazionali.


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