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LE TESTIMONIANZE DEGLI EX ALLIEVI
L’Ufficio Placement di UNINFORM GROUP segue con cadenza mensile l’evolversi di ogni Stage e mantiene rapporti diretti sia con l’Allievo Stagista che con l’azienda ospitante.
L’attribuzione di ogni Stage è SEMPRE condiviso con il Partecipante al fine di valorizzare le sue competenze ed i suoi propositi di crescita.
E’ possibile indicare le preferenze geografiche ed aziendali per la destinazione in Stage.
Di seguito, Testimonianze di EX ALLIEVI MASTER TQM .
Cliccando sul Logo, inoltre, si accede direttamente alla lista completa di Interviste e Testimonianze rese.

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Il blog Turismo Uninform, da sempre sinonimo di professionalità e punto di riferimento per l’intero comparto turistico, torna ad occuparsi di formazione per il Turismo e lo fa condividendo con tutti gli affezionati e sempre più numerosi lettori la testimonianza del Dottor Michele Napolitano, brillante studente partecipante alla 25° Edizione del celeberrimo ed autorevole Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) erogato dal Gruppo Uninform, noto ed eminente ente formatore impegnato nella realizzazione di prestigiosi percorsi formativi per il Turismo ed altri settori produttivi.
Ma lasciamo pure la parola al Dottor Napolitano ed ai suoi entusiasti commenti sulla proposta formativa per il Turismo del Gruppo Uninform, il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) appunto.
“Buongiorno, mi chiamo Michele Napolitano, ho 25 anni e sono della provincia di Foggia. Dopo il diploma mi sono iscritto alla facoltà di Scienze del Turismo Culturale degli studi di Teramo. Terminati gli esami ancor prima di conseguire la laurea triennale ho deciso di iscrivermi ad un Master”.
Nel vasto panorama di scelta dell’attuale mercato formativo, come mai la sua scelta è ricaduta sul Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) del Gruppo Uninform?
“I motivi che mi hanno indotto a scegliere di frequentare il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) del Gruppo Uninform sono i seguenti: necessità di approfondire la mia formazione e acquisire competenze specifiche nel settore turistico; arricchire il mio bagaglio d’esperienze attraverso l’ingresso diretto in un “mondo concreto” che è distante dalla logica universitaria italiana; ottenere un buon biglietto da visita che mi permetta di farmi conoscere dalle grandi strutture alberghiere e conseguire valide opportunità di lavoro tramite gli stage”.
Ci sono stati dei moduli formativi che hanno destato maggiormente il suo interesse rispetto ad altri?
“A mio avviso non ci sono moduli che ho ritenuto più interessanti rispetto ad altri. L’insieme dei moduli formativi hanno suscitato in me lo stesso grado di interesse essendo utili e validi in egual modo”.
In seguito alla fase d’aula in quale struttura ospitante e con quali mansioni ha svolto lo stage a lei assegnato?
“Il mio primo stage è stato svolto a Parma nell’Hotel Villa Ducale 4* all’interno del reparto Ricevimento.
Le mie mansioni erano relative al Front-Office, Back-Office e Booking. Mi occupavo dell’accoglienza clienti, del supporto al Front-Office, archiviazione documenti, check- in e check -out, consierge e guest relation.
Nella scheda di monitoraggio tirocinio ho riportato una valutazione ottima rispetto a tutte le aree di valutazione: grado di soddisfazione del progetto formativo, accoglienza logistica, disponibilità e supervisione del tutor, rapporto con i colleghi, accordo su turni e orari”...

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Negli ultimi tempi - in particolare gli ultimi due anni - il Turismo è stato progressivamente interessato da un evidente processo di disintermediazione che grazie all’avvento del web ed alla diffusione dei Social Media ha consentito a numerosi soggetti della filiera distributiva turistica di emanciparsi sempre di più dalle logiche distributive del passato.
Seppur con diverse modalità, tempistiche ed impatti sul tessuto distributivo globale, sono davvero tante le realtà turistiche che in un modo o nell’altro si sono lasciate tentare per il proprio core business da politiche di disintermediazione sempre più radicate ed aggressive, dalle compagnie aeree agli hotel, dai Tour Operator alle compagnie di crociere, dagli agriturismo ai villaggi turistici, dai B&B ai vettori ferroviari, dagli alberghi diffusi ai “rent a car” e così via.
Ebbene quest’oggi il blog Turismo Uninform, da sempre particolarmente attento alle dinamiche della distribuzione online e delle innovazioni tecnologiche introdotte nel comparto turistico come i Social Media e le applicazioni Mobile, desidera portare all’attenzione dei suoi affezionatissimi e numerosissimi lettori la nuovissima posizione intrapresa da HOTREC, l’Associazione Europea Hotel, Ristoranti e Bar) nei confronti delle OTA (Online Travel Agency).
Nello specifico, infatti, la celebre associazione con sede a Bruxelles e che tutela gli interessi di hotel, bar e ristoranti, lo scorso 10 Maggio 2012 ha diffuso un comunicato stampa con il quale ha voluto espressamente indicare una folta serie di “best practices” il cui scopo risiede essenzialmente in una maggiore tutela del rapporto professionale instauratosi oramai da tempo tra gli hotel e le OTA (Online Travel Agency).
Secondo l’HOTREC, infatti, queste ultime deterrebbero un potere contrattuale nei confronti degli hotel, soprattutto quelli indipendenti, evidentemente sproporzionato rispetto a tutti gli altri soggetti della filiera distributiva turistica, e da qui, quindi, l’esigenza di reimpostare nuove regole in grado di riequilibrare e “democratizzare” il mercato della distribuzione online al servizio degli alberghi. Cerchiamo, quindi, di analizzare insieme tutte le nuove regole individuate dall’Associazione Europea Hotel, Ristoranti e Bar.
Prima di tutto si propone di inibire le OTA (Online Travel Agency) nell’utilizzo non autorizzato dei Brand e dei nomi delle strutture ricettive partner all’interno delle campagne di advertising online. Non è raro, infatti, che i più spregiudicati usino il marchio dell’hotel per attivare siti web paralleli il cui nome di dominio viene associato dall’utenza finale alla struttura alberghiera e non all’intermediario.
L’HOTREC propone poi di abbattere un “karma” della distribuzione online di prodotti alberghieri, l’obbligatorietà della “rate parity”, ovvero la parità tariffaria. Questa circostanza rappresenterebbe una vera e propria svolta epocale per gli hotel che in questo modo sarebbero così liberi di applicare la strategia tariffaria più idonea ed efficacia senza alcun condizionamento esterno...

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Il blog Turismo Uninform, da sempre particolarmente attento alle dinamiche distributive e promozionali del Turismo nazionale ed internazionale, si è occupato in più occasioni della tanto vituperata tassa di soggiorno e l’imminente stagione estiva non fa che riportare all’attenzione di tutti gli operatori turistici, siano essi hotel, B&B, agriturismo, villaggi turistici, compagnie di crociere, Tour Operator, compagnie aeree, alberghi diffusi e così via, il discusso balzello che si sta oramai diffondendo in maniera sempre più preoccupante nel nostro Paese.
Ed è proprio sulla tassa di soggiorno che verterà quest’oggi l’intervento del blog Turismo Uninform grazie al quale si tenterà, con la consueta professionalità e scrupolosità, di fare chiarezza su una delle imposte certamente più discusse e vituperate dell’intero comparto turistico nazionale.
Nata con la legge sul federalismo fiscale, la tassa di soggiorno è stata fortemente criticata e contrastata fin dai suoi esordi dall’intera comunità degli operatori turistici visto che prevede l’applicazione da parte dei Comuni di un tributo variabile da 50 centesimi a 5 euro a notte nei confronti di chi alloggia al di fuori della propria città di residenza.
Come se non bastasse, poi, l’onere della riscossione della tassa di soggiorno ricade sulle strutture ricettive mentre gli introiti confluiscono nelle casse dei Comuni che hanno optato per la sua applicazione. Una circostanza, quest’ultima, che ha inasprito ulteriormente il confronto tra gli enti locali ed il comparto turistico nel suo complesso poiché, secondo l’attuale normativa vigente, tocca proprio agli operatori turistici svolgere il ruolo di sostituto d’imposta, con il conseguente danno d’immagine che ovviamente ne deriva.
Una conseguenza delle polemiche legate alla tassa di soggiorno proviene in questi giorni da Cattolica, nota località turistica sita in Emilia Romagna, dove tutte le categorie appartenenti al comparto turistico hanno volontariamente intrapreso la decisione di autotassarsi in modo da evitare l’applicazione della tassa di soggiorno ai propri clienti.
Piero Cecchini, sindaco di Cattolica, ha dichiarato che “"il ricavato - secondo alcune fonti pari a circa 450mila euro - sarà investito nella promozione di eventi culturali, nella manutenzione dell’arredo urbano e nel recupero dei beni ambientali”.
Ora, al di là del fatto che le città di Venezia, Roma e Firenze siano state le prime depositarie della tassa di soggiorno in Italia, la vicenda della località turistica romagnola appena descritta fotografa un’evidente mancanza di regole nell’applicazione di questo tributo. Del resto, e su questo punto il blog Turismo Uninform desidera richiamare fortemente l’attenzione dei lettori, ogni Comune ha la più totale autonomia di scelta nell’applicazione della tassa di soggiorno, una circostanza che determina una maggiore concorrenza tra gli operatori turistici costretti dal proprio Comune ad applicarla e chi no.
Nel frattempo, con l’avvicinarsi della stagione estiva, altre località ad elevata vocazione turistica del calibro di Otranto, Senigallia, Capri e tante altre ancora, hanno optato per l’applicazione della tassa di soggiorno, mentre altre, invece, si sono adoperate “tecnicamente” per la sua improcedibilità...

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In più occasioni il blog Turismo Uninform si è occupato del ruolo strategico che la formazione riveste all’interno dei processi di inserimento professionale, soprattutto per il comparto turistico, e quest’oggi desidera ritornare sull’argomento condividendo con tutti i lettori del blog l’interessantissima testimonianza del Dottor Leopoldo Palma, 35 anni, laureato in Economia del Turismo ed ex partecipante alla 15° Edizione del celebre e prestigioso Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) erogato dall’autorevole Gruppo Uninform.
Ma lasciamo pure la parola al Dottor Palma ed ai suoi entusiasti e costruttivi commenti con i quali, ne siamo certi, i futuri candidati al Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) sapranno certamente avviare un serio e profondo dibattito sulla formazione in Italia.
“Mi chiamo Leopoldo Palma, ho 35 anni, sono laureato in Economia del Turismo, ho frequentato il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) nel 2009 dopodiché sono approdato (grazie agli accordi di stage) in AS Hotels dove al momento sono ancora impegnato”.
Lei ha partecipato all’ Edizione del Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) del 2009 ed è riuscito a farsi strada con la sua professionalità e costanza nel mondo del lavoro. Ci può dire quali obiettivi si era prefissato e dove l’hanno portata?
“Prima di frequentare il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) ho avuto diverse altre esperienze lavorative inizialmente non attinenti al settore turistico, poi, sempre più "Turista"!
Prima di decidere di frequentare il Master ho lavorato in strutture alberghiere sia della riviera romagnola che in hotel di montagna; nel 2009 ho cercato di estendere la mia esperienza anche a realtà alberghiere di livello superiore ma notavo che era abbastanza complicato essere assunto senza aver avuto una esperienza pregressa.
Ho pensato bene, allora, di frequentare il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management) che dava l'opportunità anche dello stage e di altri sbocchi”.
Dove ha svolto lo stage assegnato dall’Ufficio Placement della Uninform?
“Terminato il Master Turismo TQM (Tourism Quality Management), dopo aver scelto tra una rosa di opportunità non troppo larga ma neanche troppo stretta, sono approdato, con la mia "valigia di cartone" qui a Cambiago, periferia di Milano, in AS Hotel Cambiago, un gruppo di 7 Hotel nelle province di Monza/Brianza, Milano e Bergamo e Como.
Da qui è cominciata la mia esperienza in AS Hotels. La clientela business, gli hotel 4 stelle tutti di nuova costruzione, tutti con i loro reparti MICE e FB dedicati, i Motel, insomma una realtà completamente diversa, nuova, piena di misteriose esperienze.
Dal primo colloquio, oltre l'esperienza cercavo anche lavoro, data la mia età e il bagaglio personale; ero lì si per fare esperienza ma ero anche lì soprattutto per lavorare e aspirare ad una posizione consona ai miei studi, alla mia esperienza e alle mie aspirazioni.
L'obiettivo principale che mi ero prefissato era seguire il percorso formativo che mi avrebbe portato al Revenue Management, passando dal Front Office al Back Office e arrivando al cuore del sistema delle prenotazioni online, della tariffazione e della massimizzazione dei profitti.
Il periodo di stage è cominciato presso l'AS Hotel dei Giovi di Cesano Maderno (15 km da Milano) per poi proseguire presso l'ex AS Hotel Lomazzo di Lomazzo (20 km dal confine svizzero); dopo quasi 5 mesi di stage ho avuto il mio primo contratto. Dopo l'esperienza "al confine" son tornato e stabilizzato in Brianza presso il centro prenotazioni del gruppo”...

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Negli ultimi anni gli scenari del comparto turistico italiano sono profondamente mutati tanto che, a parte l’avvento di Internet, la comparsa della distribuzione online, l’esplosione delle tecnologie Mobile e l’incredibile successo tributato ai Social Media come Facebook, Twitter, YouTube, Linkedin, Foursquare, ecc, autentiche glorie del passato ed indiscusse icone del Turismo nazionale sono letteralmente scomparse dal panorama turistico del nostro Paese.
Del resto, nomi come Viaggi del Ventaglio, Eurotravel, Todomondo ed il più attuale Valtur sono solo alcuni degli esempi più illustri e recenti di questo radicale cambiamento verificatosi all’interno del Sistema Turismo Italia, sia a livello di prodotto che di distribuzione.
Riepilogare ed analizzare in un unico intervento le molteplici novità che nel corso di questi ultimi anni si sono avvicendate nella storia della Turismo italiano sarebbe certamente un’impresa particolarmente ardua e che in ogni caso non renderebbe affatto giustizia della profondità e complessità delle dinamiche legate a questi cambiamenti intervenuti a più livelli nella filiera turistica nazionale.
Pertanto, il blog Turismo Uninform quest’oggi desidera condividere con gli affezionati e sempre più numerosi lettori l’ennesima novità in materia di distribuzione tradizionale grazie all’acquisizione da parte di Seagull di un Brand storico per il Turismo Italiano, Alpitour.
In effetti, se ne parlava già da diverso tempo ma finalmente è ufficiale: Exor, la holding di investimenti del Gruppo Agnelli e proprietaria del celebre Brand turistico italiano, sancisce definitivamente la cessione del Tour Operator Alpitour alla newco Seagull, al cui interno ritroviamo i fondi Wise e J. Hirsch.
I termini economici dell’operazione parlano di 225 milioni di euro, di cui 15 a titolo di prezzo differito. Se tali cifre dovessero essere confermate, la cessione genererà per la holding Exor della Famiglia Agnelli una plusvalenza nel bilancio separato di ben 140 milioni di euro.
Il blog Turismo Uninform desiderà, però, richiamare l’attenzione dei lettori sul fatto che Exor non uscirà totalmente da Alpitour poiché continuerà a detenere una quota pari al 10% del capitale di Seagull, una cifra quantificabile in 10 milioni di euro. Inoltre, viene altresì confermato l’acquisto di una struttura alberghiera da parte di Exor in capo al Tour Operator Alpitour per ben 26 milioni di euro.
Nel commentare la cessione John Elkann, Presidente ed Amministratore Delegato di Exor ha dichiarato che “affidiamo alla nuova proprietà un gruppo solido e concentrato a realizzare nuovi progetti per continuare a crescere”.
Lo stesso Elkann ha poi aggiunto che per il Tour Operator Alpitour “si apre una nuova pagina di storia”, confermando così l’idea che sul mercato del Turismo si posizioneranno sempre meglio dei Brand turistici “apprezzati e riconosciuti come sinonimi di qualità ed affidabilità”...

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